Una violenta ondata di maltempo ha colpito l’Arizona settentrionale e centrale, portando con sé grandine di dimensioni eccezionali, raffiche di vento distruttive e un concreto rischio di tornado e alluvioni lampo. I temporali, sviluppatisi tra la notte di martedì e la giornata di mercoledì ora locale, hanno spinto il Servizio meteorologico nazionale statunitense (National Weather Service) a diramare numerose allerte, invitando la popolazione a cercare riparo e a mantenersi lontana dalle finestre. A rendere particolarmente insidioso l’evento è stata la grandine, con chicchi dal diametro compreso tra 5 e 7,6 cm, paragonabili a palline da golf. Le precipitazioni hanno colpito duramente abitazioni e veicoli, danneggiando i tetti, infrangendo i vetri delle finestre e lasciando ammaccature sulle carrozzerie delle automobili.
Allerta tornado: un fenomeno raro per la regione
La situazione è stata aggravata dall’emissione di allerte per possibili tornado in diverse aree dello Stato. Si tratta di un evento particolarmente significativo: secondo quanto riportato, l’Arizona non registrava un’allerta di questo tipo dall’ottobre 2010. L’afflusso verso Nord di aria calda e umida alimenta i sistemi temporaleschi provenienti dalla costa californiana: a questo si aggiungono le variazioni nella direzione dei venti, che possono favorire la rotazione delle celle temporalesche e creare le condizioni necessarie allo sviluppo di tornado. È un fenomeno molto insolito per la zona in questo periodo dell’anno.
Venti furiosi: alberi secolari abbattuti
Le raffiche più intense hanno provocato danni anche alla vegetazione e alle infrastrutture. A Flagstaff e Mesa diversi alberi sono stati sradicati o spezzati, alcuni dei quali sono caduti contro muri e tettoie per automobili. La situazione è risultata particolarmente evidente nella Coconino National Forest, a Nord/Ovest di Flagstaff, dove sono caduti alcune decine di pini ponderosa alti oltre 9 metri. Si tratta di alberi di notevoli dimensioni.
Phoenix, il pericolo si sposta sulle piogge intense
Mentre grandine e vento hanno già provocato danni in diverse località, l’attenzione dei meteorologi si concentra ora sull’area metropolitana di Phoenix, dove il rischio principale è rappresentato dalle precipitazioni abbondanti e dalle conseguenti inondazioni improvvise. Mark O’Malley, meteorologo presso l’ufficio del National Weather Service di Phoenix, ha evidenziato una fase particolarmente delicata per il possibile sviluppo di fenomeni di flash flooding. Le piogge intense in un breve intervallo di tempo possono infatti determinare rapidi accumuli d’acqua, soprattutto nelle zone urbane e nei punti più vulnerabili del territorio, aumentando i rischi per la circolazione stradale e per le aree soggette ad allagamento.
