Meteo, gli effetti dell’anticiclone in Pianura Padana: nebbia e freddo a Milano

Meteo, anche oggi Milano, come nei giorni scorsi, si è svegliata sotto la nebbia, con una temperatura minima di +7°C

L’alta pressione sul Mediterraneo centro-occidentale sta mostrando il volto più grigio dell’autunno padano. Gli effetti della stabilità atmosferica in Pianura Padana sono la formazione di una coltre compatta di nebbia che imprigiona l’area nella morsa del freddo. E così anche oggi Milano, come nei giorni scorsi, si è svegliata sotto la nebbia. Nel capoluogo lombardo, dopo una temperatura minima di +7°C, la temperatura è risalita fino ai +14°C attuali, mantenendo valori freschi per il periodo.

Come si forma la nebbia

La nebbia è un fenomeno meteorologico affascinante che si forma quando l’umidità presente nell’aria si condensa in minuscole goccioline d’acqua o, a temperature molto basse, in cristalli di ghiaccio, sospesi negli strati bassi dell’atmosfera fino a ridurre la visibilità orizzontale a meno di un chilometro. Il processo fondamentale che dà origine a questo fenomeno è il raffreddamento dell’aria umida fino a raggiungere il suo punto di rugiada, ovvero la temperatura alla quale l’aria diventa completamente satura di vapore acqueo e non riesce più a trattenerlo sotto forma di gas. Quando si supera questa soglia critica, il vapore in eccesso passa allo stato liquido, condensandosi attorno a piccolissime particelle microscopiche sospese nell’atmosfera, chiamate nuclei di condensazione, come polvere, particelle di sale marino o smog.

Esistono diversi modi in cui l’aria può raffreddarsi fino a condensarsi, dando vita a differenti tipologie di nebbia. La nebbia da irraggiamento si forma tipicamente durante le notti serene, limpide e prive di vento, soprattutto nelle valli o nelle pianure autunnali e invernali. In queste condizioni, il suolo perde rapidamente calore per irraggiamento verso lo spazio e raffredda lo strato d’aria immediatamente sovrastante. L’aria fredda, diventando più densa, ristagna al suolo e, se contiene sufficiente umidità, si trasforma rapidamente in nebbia.

Un altro meccanismo comune è la nebbia da avvezione, che si genera quando una massa d’aria calda e umida si sposta orizzontalmente scorrendo sopra una superficie fredda, sia essa terra o mare. L’aria calda viene raffreddata dal basso per contatto con la superficie sottostante, raggiungendo la saturazione. Questo è il motivo per cui le zone costiere o le regioni oceaniche sono spesso soggette a banchi di nebbia densi e persistenti quando correnti calde incontrano correnti marine fredde.

Vi sono poi forme particolari come la nebbia di pendio o orografica, che si forma quando una massa d’aria umida viene spinta dal vento lungo il fianco di una montagna; salendo di quota, l’aria si espande e si raffredda adiabaticamente, condensando il vapore e creando una nube bassa che poggia direttamente sul terreno.

La dissoluzione della nebbia avviene attraverso il processo inverso: quando il sole sorge e riscalda il suolo, l’energia termica fa evaporare le goccioline d’acqua sospese, oppure quando un vento moderato rimescola l’atmosfera portando aria secca dall’alto, restituendo all’ambiente la normale trasparenza.

La nebbia e le temperature

La presenza della nebbia esercita un’influenza notevole e complessa sull’andamento termico, agendo essenzialmente come un regolatore che attenua gli sbalzi di temperatura sia durante il giorno che durante la notte. Durante le ore diurne, la fitta coltre di nebbia riduce drasticamente la quantità di radiazione solare che riesce a filtrare e a raggiungere il suolo. Le minuscole goccioline d’acqua in sospensione riflettono gran parte della luce e dell’energia termica del sole verso lo spazio, impedendo al terreno e all’aria sottostante di riscaldarsi efficacemente. Di conseguenza, le giornate nebbiose sono caratterizzate da temperature massime insolitamente fredde o comunque molto basse, creando quella tipica sensazione di freddo umido e pungente che spesso persiste per l’intero arco della giornata.

Di notte, invece, l’effetto della nebbia si inverte completamente e assume il ruolo di una vera e propria coperta termica. Mentre in una notte serena e limpida il suolo disperde liberamente il proprio calore verso lo spazio per irraggiamento, in presenza di nebbia questo calore viene intercettato dallo strato di goccioline d’acqua. La nebbia assorbe la radiazione a onda lunga emessa dalla Terra e ne riflette una parte consistente verso il basso. Questo impedisce un drastico crollo termico notturno, facendo sì che le temperature minime si mantengano più alte rispetto a quelle che si registrerebbero a cielo aperto.

In sintesi, l’effetto combinato di questo doppio meccanismo si traduce in una forte riduzione dell’escursione termica giornaliera. Nelle giornate di nebbia persistente, la differenza tra il valore massimo registrato nelle ore centrali e il minimo della notte si assottiglia notevolmente, mantenendo il clima termicamente stabile ma particolarmente rigido e stagnante nei bassi strati dell’atmosfera.

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