L’epidemia di morbillo negli Stati Uniti assume dimensioni sempre più preoccupanti. La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per fronteggiare la diffusione del virus, mentre nella vicina Pennsylvania i contagi hanno ormai superato quota mille e si registrano cinque decessi. Una situazione che ha spinto le autorità americane a rafforzare le misure di prevenzione, ampliare l’accesso alle vaccinazioni e accelerare gli interventi nelle comunità maggiormente esposte. Come riportato da Nbc News, si tratta della prima dichiarazione di emergenza adottata da uno Stato americano da quando, nel 2025, i casi di morbillo hanno ricominciato ad aumentare. Un provvedimento che evidenzia la gravità di un fenomeno ormai esteso a numerose aree del Paese. “Nessuno dovrebbe ammalarsi gravemente o morire a causa di una malattia prevenibile con un vaccino”, ha dichiarato Hochul, sottolineando la necessità di intervenire per contrastare un’infezione che continua a diffondersi soprattutto nelle comunità caratterizzate da una bassa copertura vaccinale. La decisione arriva in un anno particolarmente difficile per la sanità pubblica statunitense. Secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), gli Stati Uniti hanno registrato quasi 3.900 casi di morbillo nel 2026, il dato più elevato dal 1991.
New York, 108 casi di morbillo: i focolai concentrati nelle comunità rurali
I numeri contenuti nell’ordinanza esecutiva della governatrice fotografano un’accelerazione significativa della circolazione del virus. Nello Stato di New York sono stati segnalati 108 casi di morbillo dall’inizio dell’anno, secondo i dati aggiornati a sabato scorso. Di questi, 92 contagi sono stati registrati a partire dal 15 luglio, con una particolare concentrazione nelle comunità rurali caratterizzate da bassi livelli di immunizzazione. Complessivamente, il fenomeno interessa 18 contee, con un’incidenza ben superiore a quella normalmente osservata su base annuale. La distribuzione geografica dei contagi conferma che l’emergenza riguarda principalmente le aree esterne alla metropoli: sette casi sono stati individuati a New York City, mentre gli altri 101 sono stati segnalati nel resto dello Stato, secondo quanto riferito dall’ufficio della governatrice. L’aumento delle infezioni ha già determinato un’intensificazione delle campagne vaccinali. Dal 15 luglio, i dipartimenti sanitari locali hanno somministrato oltre mille dosi di vaccino nelle zone rurali maggiormente interessate dalla diffusione del morbillo.
Stato di emergenza fino al 4 novembre: vaccini anche in farmacia per i bambini dai 2 anni
Per contenere la circolazione del virus, le autorità di New York hanno introdotto una serie di disposizioni straordinarie destinate a rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario. Tra le misure più rilevanti figura l’ampliamento delle categorie di professionisti sanitari autorizzati a somministrare il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr), con l’obiettivo di facilitare l’accesso alla prevenzione nelle comunità maggiormente colpite. L’ordinanza consente inoltre agli infermieri iscritti all’albo di prescrivere test diagnostici in presenza di un sospetto caso di morbillo, mentre i farmacisti potranno vaccinare i bambini a partire dai due anni di età. Un’altra disposizione riguarda il monitoraggio delle immunizzazioni: tutte le vaccinazioni dovranno essere registrate nei sistemi vaccinali statali o della città di New York entro 72 ore dalla somministrazione. Per gli adulti viene eliminata la necessità di prestare il consenso alla segnalazione dei dati vaccinali nei registri, mentre resta obbligatorio il consenso del paziente o del tutore legale per effettuare la vaccinazione. Lo stato di emergenza, entrato in vigore lunedì, rimarrà attivo fino al 4 novembre.
Pennsylvania, oltre mille contagi e cinque morti: l’epidemia più grave degli ultimi 30 anni
La situazione appare particolarmente critica nella confinante Pennsylvania, dove è in corso la più grande epidemia di morbillo registrata nello Stato negli ultimi tre decenni. I casi hanno superato quota mille, mentre il bilancio comprende cinque decessi. Secondo quanto riportato nell’ordinanza di New York, la diffusione del contagio interessa soprattutto le contee rurali della Pennsylvania situate lungo il confine con lo Stato di New York. La crescita dei focolai in territori geograficamente vicini mette in evidenza quanto rapidamente il morbillo possa propagarsi nelle comunità con livelli insufficienti di protezione vaccinale. Il quadro nazionale conferma la portata dell’emergenza. I quasi 3.900 casi segnalati negli Stati Uniti nel 2026 rappresentano un incremento considerevole rispetto ai 2.289 contagi registrati nell’intero 2025, un anno già caratterizzato dalla ripresa della malattia.
Pregliasco: “la lezione di New York” riguarda anche l’Italia e l’Europa
La dichiarazione dello stato di emergenza negli Stati Uniti richiama l’attenzione anche sulla situazione epidemiologica europea. A sottolinearlo è il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano. “La lezione di New York” è semplice, osserva l’esperto, e “la decisione dello Stato di New York di dichiarare l’emergenza per il morbillo deve farci riflettere anche in Europa e in Italia”. Pregliasco evidenzia come la diffusione della malattia negli Stati Uniti rappresenti un esempio concreto delle conseguenze che possono verificarsi quando si riduce la protezione immunitaria della popolazione. “Non è una banale malattia esantematica dell’infanzia: è una delle infezioni più contagiose che conosciamo e, quando trova sacche di popolazione non adeguatamente immunizzata, può riprendere a circolare con una velocità impressionante. I numeri statunitensi sono eloquenti: nei primi nove mesi del 2026 sono stati segnalati molti più casi dei 2.289 registrati nell’intero 2025. E il 95% è collegato a focolai. Non siamo quindi di fronte a episodi sporadici, ma alla dimostrazione concreta di ciò che accade quando si creano comunità nelle quali la copertura vaccinale non è sufficiente. A New York il fenomeno era già evidente durante l’estate. Il 24 agosto le autorità sanitarie segnalavano 29 casi; il 12 settembre erano diventati 57, con una particolare concentrazione nelle aree rurali dello Stato”. L’analisi del virologo mette dunque in relazione l’aumento dei contagi con la presenza di gruppi di popolazione non adeguatamente immunizzati. Il dato secondo cui il 95% dei casi è collegato a focolai evidenzia la capacità del virus di alimentare catene di trasmissione all’interno delle comunità più vulnerabili.
Morbillo, quali sono le complicanze: dalla polmonite all’encefalite
L’emergenza statunitense riporta al centro dell’attenzione anche le possibili conseguenze cliniche del morbillo, una malattia infettiva che può provocare complicanze serie e, nei casi più gravi, avere esiti fatali. Pregliasco richiama l’attenzione sulla pericolosità del virus e sulla necessità di non sottovalutare una patologia spesso associata esclusivamente all’infanzia. “E’ estremamente contagioso e può provocare complicanze importanti, dalla polmonite all’encefalite e, molto raramente, anche il decesso. Esiste inoltre una complicanza neurologica tardiva gravissima, la panencefalite sclerosante subacuta. Non è quindi accettabile abbassare la guardia davanti a una malattia per la quale disponiamo da decenni di uno strumento preventivo estremamente efficace”. Tra le complicanze evidenziate dall’esperto figurano quindi la polmonite, l’encefalite e la panencefalite sclerosante subacuta, una gravissima patologia neurologica tardiva. La disponibilità di un vaccino efficace rende particolarmente importante il mantenimento di adeguati livelli di immunizzazione, soprattutto nelle comunità in cui la diffusione del virus può trovare condizioni favorevoli.
Vaccino contro il morbillo, la protezione arriva al 97% con due dosi
Il principale strumento per prevenire la malattia resta la vaccinazione Mpr, che protegge contemporaneamente contro morbillo, parotite e rosolia.bSecondo i dati ricordati da Pregliasco, una singola dose offre una protezione di circa il 93%, mentre il completamento del ciclo con due dosi porta l’efficacia intorno al 97%. Il virologo individua proprio nella riduzione della percezione del rischio uno dei principali ostacoli alla prevenzione. La progressiva scomparsa di alcune malattie dalla vita quotidiana, grazie ai risultati delle campagne vaccinali, può infatti portare a sottovalutare l’importanza di mantenere elevate le coperture. “La vaccinazione Mpr. Una dose garantisce una protezione di circa il 93%, mentre con due dosi si arriva intorno al 97%. L’emergenza di New York ci ricorda soprattutto un principio fondamentale della sanità pubblica: il successo dei vaccini rischia paradossalmente di diventare il loro peggior nemico. Quando una malattia scompare dalla nostra esperienza quotidiana, diminuisce la percezione del rischio e aumenta la tentazione di considerare superflua la vaccinazione. Ma il virus non è scomparso. Non c’è motivo di creare allarmismo in Italia, ma c’è un motivo molto concreto per controllare le coperture vaccinali e recuperare chi non ha completato il ciclo Mpr. Il morbillo non rispetta i confini e gli spostamenti internazionali possono reintrodurlo rapidamente. La lezione di New York è semplice – ribadisce – quando arretra la vaccinazione, il morbillo ritorna. E può ritornare molto rapidamente”.
Il rischio per l’Italia: controllare le coperture vaccinali senza creare allarmismi
L’evoluzione dell’epidemia americana rappresenta quindi un richiamo alla sorveglianza sanitaria e alla necessità di verificare il livello di protezione della popolazione anche in Italia. Il messaggio di Pregliasco non è quello di un’emergenza imminente nel nostro Paese, ma di una maggiore attenzione alla prevenzione, soprattutto attraverso il recupero delle vaccinazioni incomplete. La diffusione internazionale del morbillo rende infatti essenziale mantenere adeguate coperture vaccinali. Gli spostamenti tra Paesi possono favorire la reintroduzione del virus, che trova maggiori possibilità di trasmissione laddove esistono comunità scarsamente immunizzate. L’esperienza di New York, con l’aumento dei casi concentrato soprattutto nelle zone rurali e la conseguente introduzione di misure straordinarie, mostra come il quadro epidemiologico possa cambiare nell’arco di pochi mesi. Dai 29 casi segnalati il 24 agosto ai 57 del 12 settembre, fino ai 108 riportati nell’ultimo aggiornamento, la progressione registrata nello Stato americano conferma la rapidità con cui il morbillo può tornare a diffondersi. La priorità indicata dall’esperto resta dunque quella di controllare le coperture vaccinali e completare i cicli di immunizzazione, evitando allarmismi ma senza sottovalutare una malattia che, nonostante la disponibilità di strumenti preventivi efficaci, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica.
