Nolo si è nuovamente rafforzato fino a raggiungere lo status di uragano nel Pacifico, secondo quanto comunicato ieri dal National Hurricane Center statunitense. Il sistema, precedentemente classificato come tempesta tropicale, presentava venti massimi sostenuti di circa 120 km/h. Il centro dell’uragano si trovava a circa 165 km a Ovest-Sud/Ovest delle French Frigate Shoals e avanzava verso Ovest ad una velocità di circa 9 km/h. Secondo le previsioni, nelle prossime ore potrebbe verificarsi una rapida intensificazione.
Allerta nell’area protetta
Nolo dovrebbe transitare sul Papahānaumokuākea Marine National Monument, una vasta e remota area marina protetta nel Pacifico che comprende isole, atolli, secche, montagne sottomarine e barriere coralline. Il sistema dovrebbe tuttavia rimanere a Sud delle Northwestern Hawaiian Islands. Per il monumento nazionale è stata emessa un’allerta per tempesta tropicale, nell’area compresa tra French Frigate Shoals e Lisianski Island, incluso Maro Reef.
Nolo aveva già lambito le isole Hawaii sabato scorso mantenendo caratteristiche da uragano. In quell’occasione era stata emessa un’allerta per uragano, successivamente cancellata. Le autorità avevano comunque avvertito del rischio di alluvioni lampo, venti pericolosi e mareggiate eccezionali, soprattutto nelle zone ancora impegnate nella ricostruzione dopo precedenti eventi meteorologici.
Hawaii ancora alle prese con i danni delle precedenti tempeste
Le autorità hawaiane avevano invitato la popolazione a preparare kit di emergenza, mentre il governatore aveva proclamato lo stato di emergenza, attivando oltre 230 membri della Hawaii National Guard. La situazione resta delicata anche per i danni provocati nelle settimane precedenti. Il presidente Donald Trump aveva approvato una dichiarazione di emergenza, consentendo alla Federal Emergency Management Agency (FEMA) di coordinare gli interventi e fornire sostegno finanziario. Le Hawaii stanno infatti ancora affrontando le conseguenze dell’uragano Lala, che ad agosto aveva attraversato l’area senza effettuare un landfall, ma aveva provocato precipitazioni intense e venti abbastanza forti da spazzare via dalle fondamenta circa 100 abitazioni sulla Big Island.
Anche l’uragano Rachel nel Pacifico
Nella stessa giornata, un altro sistema, l’uragano Rachel, si muoveva lentamente nel Pacifico al largo della costa occidentale del Messico. Le previsioni indicavano una traiettoria generalmente verso Ovest, lontano dalla terraferma, con il mantenimento della forza di uragano almeno fino ai primi giorni della settimana successiva. Intanto, nel Nord del Messico e in alcune zone del Sud/Ovest degli Stati Uniti, sono ancora visibili le conseguenze dei resti dell’uragano Polo, che all’inizio della settimana avevano causato allagamenti e danni.
