Occhi al cielo per le Draconidi: come vedere le “anomale” e lentissime stelle cadenti di ottobre

Arriva lo sciame meteorico più "comodo" dell'anno. La notte tra l'8 e il 9 ottobre le condizioni saranno perfette grazie all'assenza del disturbo lunare

Nella notte compresa tra l’8 e il 9 ottobre il nostro pianeta attraverserà le polveri lasciate dalla cometa 21P/Giacobini-Zinner, dando vita allo spettacolare sciame meteorico delle Draconidi. Il picco massimo di attività delle stelle cadenti è previsto per il 9 ottobre attorno all’1 di notte, ma lo spettacolo inizierà già molte ore prima. Le condizioni osservative per l’anno 2026 si preannunciano eccellenti, poiché il culmine del fenomeno cadrà a ridosso della Luna Nuova prevista per il 10 ottobre. Questo significa che il cielo sarà completamente buio e privo del bagliore lunare, permettendo di scorgere anche le scie luminose più deboli.

L’eccezione alla regola: godersi le stelle cadenti in prima serata

Di solito l’osservazione delle stelle cadenti richiede grande pazienza e nottate passate all’aperto attendendo le ore che precedono l’alba. Le Draconidi rappresentano una magnifica anomalia in questo panorama astronomico. Il radiante di questo sciame, ovvero il punto da cui sembrano originarsi le meteore, si trova nella costellazione del Drago. Per gli osservatori italiani questa costellazione è circumpolare, il che significa che rimane sempre al di sopra dell’orizzonte e risulta perfettamente visibile guardando verso Nord fin dalla prima ora di oscurità subito dopo il tramonto del Sole. Invece di impostare la sveglia a notte fonda, potrete godervi il fenomeno uscendo all’aperto senza attendere oltre. Basterà far passare una mezz’ora per permettere agli occhi di abituarsi al buio e iniziare a scrutare la volta celeste, potendo poi tornare a dormire comodamente.

Meteore lente e imprevedibili nel cielo autunnale

La prima caratteristica che permette di riconoscere le Draconidi dalle altre meteore sporadiche è la loro lentezza. Questi frammenti cosmici entrano nella nostra atmosfera a una velocità di appena 72mila km/h, un valore decisamente basso se paragonato a quello di altri sciami famosi. Questa andatura tranquilla crea scie luminose prolungate che attraversano il cielo con una grazia particolare, rendendole facilmente identificabili. Sebbene in un’annata normale il tasso orario zenitale sia modesto, stimato intorno a 5 o 10 meteore all’ora, il fascino di questo sciame risiede nella sua totale imprevedibilità. In passato il passaggio della Terra nei detriti più densi ha generato delle vere e proprie tempeste luminose, anche se per il 2026 l’attività attesa è quella standard.

Come prepararsi al meglio per l’osservazione

Per tentare di scorgere questi affascinanti residui del Sistema Solare che bruciano sopra le nostre teste non serve organizzare complesse spedizioni alla ricerca del buio totale. Il punto radiante si trova vicino alla brillante stella Vega, tuttavia le meteore possono apparire in qualsiasi parte del firmamento. Le scie visibili più lontano dal radiante tenderanno inoltre ad essere più lunghe e spettacolari. Trovate un luogo comodo, possibilmente al riparo dalle luci artificiali dirette, e rivolgete lo sguardo genericamente verso Nord o verso Nord/Ovest.