Il celebre ghiacciaio Perito Moreno, uno dei simboli naturali più conosciuti della Patagonia argentina, è in pericolo. I nuovi rilevamenti mostrano infatti un’accelerazione estremamente significativa del processo di arretramento del suo fronte glaciale, mettendo in discussione quella condizione di sostanziale equilibrio che per decenni aveva reso il Perito Moreno un caso particolarmente importante nel panorama mondiale dei ghiacciai. In appena 100 giorni, tra febbraio e giugno, il fronte del ghiacciaio si è ritratto di 910 metri rispetto alla costa dove storicamente si forma la spettacolare diga di ghiaccio che rappresenta una delle caratteristiche più note del Perito Moreno. Il dato assume particolare rilevanza proprio perché descrive una trasformazione molto rapida di una struttura glaciale considerata a lungo relativamente stabile rispetto ad altri grandi ghiacciai del pianeta. La soglia registrata nei nuovi rilevamenti supera inoltre l’arretramento di 750 metri documentato nel 1899 dal geologo tedesco Rudolf Hauthal. Il confronto storico mette ulteriormente in evidenza la portata del fenomeno in corso e conferma l’accelerazione di un processo di recessione che viene indicato come senza precedenti.
Ghiacciaio Perito Moreno, i nuovi rilevamenti accendono l’allarme in Patagonia
I dati emergono da un rilevamento condotto congiuntamente dal centro di interpretazione dei ghiacciai Glaciarium e dagli esperti del Parco Nazionale Los Glaciares, l’area protetta argentina all’interno della quale si trova il Perito Moreno. I risultati destano particolare preoccupazione perché il ghiacciaio era considerato fino a oggi uno dei pochi grandi sistemi glaciali al mondo ancora “stabili” e “in equilibrio”. Con queste definizioni veniva indicata la capacità del Perito Moreno di compensare, almeno in larga parte, la massa persa durante i mesi più caldi attraverso la rigenerazione del ghiaccio nella stagione invernale. Il suo comportamento lo aveva quindi distinto da numerosi altri ghiacciai del pianeta interessati ormai da tempo da importanti fenomeni di perdita di massa e arretramento. La nuova fase osservata dagli esperti indica però che anche questo equilibrio potrebbe essere entrato in crisi. La perdita di 910 metri in soli cento giorni rappresenta in questo senso un elemento particolarmente significativo, perché suggerisce che la dinamica del fronte glaciale stia attraversando una trasformazione molto più rapida rispetto a quella osservata storicamente.
Perché il Perito Moreno sta arretrando: cambia la dorsale sotto il ghiaccio
Uno degli elementi centrali individuati dagli esperti riguarda ciò che sta avvenendo al di sotto della superficie visibile del ghiacciaio. Tra i principali fattori responsabili dell’accelerazione del degrado viene infatti indicato “l’assottigliamento e l’arretramento della dorsale subglaciale che fungeva da punto di ancoraggio stabilizzandone il fronte”. La dorsale subglaciale ha svolto quindi una funzione fondamentale nel mantenimento della posizione del fronte del Perito Moreno. Il ghiacciaio, appoggiandosi a questa struttura sommersa, trovava una sorta di punto di stabilizzazione naturale capace di limitare il movimento e l’arretramento del ghiaccio. Il progressivo assottigliamento e arretramento di questo punto di appoggio modifica invece l’equilibrio fisico del sistema glaciale. Con una minore capacità di ancoraggio, il fronte può diventare maggiormente vulnerabile alla perdita di ghiaccio e all’azione delle acque del lago con cui entra in contatto. Si tratta di una dinamica particolarmente importante perché il comportamento di un ghiacciaio non dipende soltanto dalle condizioni atmosferiche presenti in superficie, ma anche dalla morfologia del terreno sottostante, dalla profondità dell’acqua e dai punti sui quali la massa glaciale riesce a stabilizzarsi.
Più ghiaccio a contatto con l’acqua: aumenta il rischio di fusione e calving
La trasformazione della configurazione del fronte del Perito Moreno comporta inoltre un altro effetto potenzialmente decisivo: l’aumento della superficie del ghiaccio direttamente esposta all’acqua. Secondo quanto evidenziato dallo studio, questa nuova condizione “favorisce la fusione sottomarina e il distacco (calving) di grandi blocchi”. Il fenomeno del calving consiste nel distacco di porzioni di ghiaccio dal fronte di un ghiacciaio che termina in mare o in un lago. Nel caso del Perito Moreno, il processo interessa il ghiaccio che si affaccia sulle acque circostanti. L’aumento della superficie di contatto tra ghiaccio e acqua può quindi accelerare ulteriormente la perdita di massa. La fusione non avviene soltanto nella parte superiore del ghiacciaio, ma anche nelle sezioni sommerse, contribuendo a indebolire il fronte e rendendo più probabile il distacco di grandi blocchi. In questo modo può instaurarsi una dinamica in grado di autoalimentarsi: l’arretramento aumenta l’esposizione del ghiaccio all’acqua, una maggiore esposizione favorisce la fusione sottomarina e il calving, e la perdita di ulteriori masse di ghiaccio può a sua volta accentuare la recessione del fronte.
Perito Moreno, il rischio di un processo irreversibile
È proprio questa concatenazione di fenomeni a rappresentare l’aspetto più preoccupante emerso dai nuovi rilevamenti. L’aumento della fusione sottomarina e dei grandi distacchi potrebbe infatti innescare un processo che, secondo quanto evidenziato, rischia di essere irreversibile. La situazione assume un significato ancora maggiore considerando la particolare storia del Perito Moreno. Per molto tempo il ghiacciaio argentino è stato considerato un’eccezione nel quadro della recessione glaciale globale proprio per la capacità di mantenere un equilibrio tra accumulo e perdita della massa. Il nuovo arretramento osservato tra febbraio e giugno introduce invece un elemento di profonda discontinuità. Non si tratta soltanto della perdita di alcune centinaia di metri del fronte, ma di una trasformazione che riguarda il sistema di stabilizzazione stesso del ghiacciaio, dal rapporto con la dorsale subglaciale fino alla crescente esposizione della massa glaciale all’acqua. Il confronto con il dato del 1899, quando Rudolf Hauthal aveva registrato un arretramento di 750 metri, rende ancora più evidente l’eccezionalità della situazione attuale. Oggi il fronte ha raggiunto una recessione di 910 metri in appena cento giorni, superando quella soglia storica e alimentando la preoccupazione degli esperti sul futuro di uno dei ghiacciai più celebri della Patagonia.
La spettacolare diga di ghiaccio simbolo del Perito Moreno
L’arretramento riguarda inoltre la zona in cui storicamente avviene uno dei fenomeni naturali più spettacolari associati al Perito Moreno: la formazione della grande diga glaciale. Il fronte del ghiacciaio può infatti avanzare fino a raggiungere la costa opposta, creando una barriera naturale di ghiaccio. È questa particolare configurazione a rendere il Perito Moreno celebre in tutto il mondo e a caratterizzarne periodicamente l’evoluzione. Il nuovo arretramento di 910 metri dalla costa dove la diga tende storicamente a formarsi testimonia quindi non soltanto una perdita quantitativa di ghiaccio, ma anche un cambiamento nella geometria di uno dei processi che hanno caratterizzato per lungo tempo la dinamica naturale del ghiacciaio.
Le osservazioni realizzate da Glaciarium insieme agli esperti del Parco Nazionale Los Glaciares indicano così una fase delicata per il gigante di ghiaccio argentino. Il Perito Moreno, per decenni considerato “stabile” e “in equilibrio”, mostra oggi segnali di recessione accelerata che potrebbero modificare profondamente il suo comportamento. Il rapido arretramento del fronte, il progressivo indebolimento del punto di ancoraggio subglaciale e l’aumento della fusione a contatto con l’acqua compongono un quadro che rende necessario seguire con particolare attenzione l’evoluzione del ghiacciaio nei prossimi rilevamenti.
