Petrolio, l’Europa sblocca 42,6 milioni di barili dalle riserve strategiche: anche l’Italia nell’accordo, sul mercato 20,5 milioni di barili di gasolio

Dodici Paesi dell’Ue, tra cui Italia, Francia e Germania, annunciano un rilascio coordinato delle scorte petrolifere entro gennaio 2027 dopo l’intesa raggiunta al G7 del 2 ottobre, previsto un monitoraggio europeo e una nuova verifica a dicembre

Dodici Paesi dell’Unione europea, tra cui Italia, Francia e Germania, hanno annunciato un nuovo intervento coordinato sul mercato petrolifero attraverso il rilascio di 42,6 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche. L’operazione, che dovrà essere completata entro la fine di gennaio 2027, prevede anche l’immissione sul mercato di 20,5 milioni di barili di gasolio, una componente particolarmente rilevante dell’iniziativa. La decisione è stata formalizzata in una dichiarazione congiunta sottoscritta a margine del Consiglio Ue Energia dai rappresentanti di dodici Stati membri che partecipano all’Agenzia internazionale per l’energia (Aie). L’obiettivo operativo dell’intesa è procedere in maniera coordinata al rilascio di una parte delle scorte strategiche, rendendo disponibili nuovi quantitativi di prodotti petroliferi secondo le modalità concordate tra i Paesi firmatari. Il documento annuncia espressamente un rilascio di “42,6 milioni di barili” di petrolio “dalle riserve strategiche dell’Ue entro la fine di gennaio 2027, inclusi 20,5 milioni di barili di gasolio da immettere sul mercato”. Il quantitativo destinato al gasolio rappresenta quindi una quota significativa dell’intera operazione.

Italia, Francia e Germania nell’accordo: tutti i Paesi che hanno aderito

L’iniziativa coinvolge Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia. I dodici Stati hanno scelto di intervenire congiuntamente, nell’ambito della loro partecipazione all’Agenzia internazionale per l’energia, attraverso un impegno che riguarda le rispettive scorte petrolifere strategiche. La partecipazione dell’Italia inserisce il nostro Paese in un’operazione europea che coinvolge alcune delle principali economie dell’Unione, con Francia e Germania tra i firmatari. Il coordinamento tra gli Stati costituisce uno degli elementi centrali della decisione, che definisce un quantitativo complessivo di petrolio da rilasciare e una scadenza comune entro la quale completare l’intervento.

Gasolio, previsti 20,5 milioni di barili da immettere sul mercato

Uno degli aspetti più significativi dell’accordo riguarda il gasolio. Dei 42,6 milioni di barili complessivamente interessati dal rilascio, 20,5 milioni saranno costituiti da gasolio da immettere sul mercato. La decisione attribuisce quindi a questo prodotto petrolifero un ruolo importante nell’intervento sulle riserve strategiche. Il gasolio è un carburante utilizzato in numerose attività economiche, a partire dal trasporto delle merci e dalla mobilità su strada, oltre a diversi impieghi industriali e produttivi. La scelta di comprendere una quantità così consistente di questo prodotto nel rilascio coordinato assume pertanto particolare rilievo per il settore energetico e per le attività che dipendono dalla disponibilità dei carburanti. L’operazione stabilisce un orizzonte temporale preciso: il rilascio delle scorte dovrà avvenire entro la fine di gennaio 2027. Si tratta di un intervento concordato tra più governi europei, con una programmazione comune e un successivo controllo sull’avanzamento delle operazioni.

Dalle decisioni del G7 all’intesa europea sulle riserve petrolifere

La nuova iniziativa non nasce come una decisione isolata. Il rilascio di ulteriori quantitativi di petrolio dalle riserve strategiche fa seguito a quanto concordato durante la riunione del G7 del 2 ottobre 2026, svoltasi sotto la guida francese. L’intesa raggiunta dai dodici Paesi dell’Ue rappresenta dunque un passaggio successivo rispetto agli accordi maturati in sede G7. La dichiarazione sottoscritta al Consiglio Energia traduce quel percorso in un impegno condiviso, individuando il volume delle risorse petrolifere da rendere disponibili e il termine entro cui procedere al rilascio. Il coinvolgimento dei Paesi membri dell’Aie conferisce inoltre alla decisione una dimensione di cooperazione energetica internazionale, affiancando il coordinamento europeo al percorso avviato nell’ambito del G7.

Commissione europea chiamata a monitorare il rilascio delle scorte

Accanto all’impegno a rendere disponibili le riserve, i governi firmatari hanno previsto un meccanismo di verifica dell’attuazione. Nella dichiarazione congiunta chiedono infatti alla Commissione europea “di attuare il monitoraggio del rilascio delle scorte attraverso il gruppo di coordinamento petrolifero”. Il monitoraggio dovrà accompagnare l’operazione e consentire di seguire l’avanzamento del rilascio concordato. Il gruppo di coordinamento petrolifero viene così individuato come sede attraverso la quale verificare l’attuazione dell’impegno assunto dai dodici Stati.

Consiglio Energia del 10 dicembre, prevista una nuova verifica sull’accordo

Il prossimo appuntamento istituzionale è già stato individuato. I Paesi firmatari si impegnano a “riferire sui progressi compiuti per un’ulteriore revisione in occasione del Consiglio Energia del 10 dicembre”. La riunione del 10 dicembre 2026 rappresenterà quindi una tappa di verifica dell’operazione, prima della scadenza fissata alla fine di gennaio 2027. In quella sede i governi coinvolti presenteranno gli aggiornamenti sull’attuazione del rilascio coordinato delle scorte strategiche.