Una rara associazione di micro e macrofossili, rinvenuta in un affioramento lungo una strada nella Cina meridionale e caratterizzata da sottili strisce, forme ramificate e un minuscolo palloncino su un peduncolo, offre uno sguardo sulla vita marina successiva a una delle ere glaciali più estreme della Terra. La glaciazione marinoana, nota come “Terra a palla di neve” (Snowball Earth), terminò circa 635 milioni di anni fa, dopo che i ghiacci avevano raggiunto gli oceani tropicali. Ricostruire l’aspetto delle comunità marine nelle decine di milioni di anni successivi a tale epoca rimane difficile: gran parte delle testimonianze superstiti è di natura microscopica, mentre gli organismi più grandi sono scarsamente rappresentati.
I fossili appena descritti in un nuovo studio rendono visibili entrambe le tipologie. Conservati insieme negli stessi strati rocciosi, rivelano una varietà di minuscoli organismi fluttuanti e di alghe più grandi ancorate al fondale marino. Qin Ye, della China University of Geosciences di Wuhan, e colleghi descrivono la scoperta sulla rivista Communications Biology. L’età stimata dei fossili è compresa tra i 620 e i 610 milioni di anni. Cosa può rivelarci questa piccola e variegata comunità su quel periodo della storia della vita, successivo ai ghiacci, di cui si hanno scarse testimonianze?
Due prospettive sullo stesso antico mare
Ad Ancangping, nell’area delle Gole dello Yangtze (provincia dell’Hubei), rocce diverse hanno conservato organismi originari differenti. I resti microscopici si trovano all’interno di duri noduli di selce, mentre gli organismi più grandi sopravvivono sotto forma di impronte appiattite e ricche di carbonio negli scisti circostanti. Il ritrovamento congiunto di entrambi i tipi di fossili consente ai ricercatori di collegare forme di vita che, nella registrazione fossile più antica, vengono solitamente preservate separatamente.
Il team ha esaminato centinaia di sottili sezioni di roccia e lastre fossilifere. Sono state identificate 35 specie di microfossili a parete organica noti come acritarchi – tra cui tre specie inedite – insieme a sei tipologie generali di fossili di dimensioni maggiori. Gli esemplari più grandi hanno dimensioni prevalentemente millimetriche. Prevalgono fasce strette e ricurve, accompagnate da dischi, filamenti aggrovigliati e forme ramificate. Un esemplare ricorda un palloncino allungato su un peduncolo; un altro presenta una struttura di ancoraggio alla base di un fusto e una corona di ramificazioni.

Questi dettagli forniscono indizi sull’habitat degli organismi: le strutture di ancoraggio e la ramificazione verso l’alto suggeriscono che diverse forme fossero alghe che crescevano a partire dal fondale marino. Molti dei microfossili rappresentano probabilmente delle cisti, ovvero stadi protetti del ciclo vitale di alghe che fluttuavano nell’acqua. Alcuni fossili appartengono a gruppi precedentemente interpretati come uova di animali o animali semplici, ma tali classificazioni rimangono oggetto di dibattito. Il quadro più chiaro è quello di organismi che sfruttavano la luce solare in diverse aree dello stesso ambiente marino. Collocare questa comunità nel tempo richiede un altro tipo di lavoro investigativo.
Tra sopravvissuti glaciali e alghe di dimensioni maggiori
Lo strato fossilifero non è stato datato direttamente tramite elementi radioattivi. I ricercatori hanno invece confrontato la sequenza rocciosa e i microfossili caratteristici con sequenze rinvenute altrove, basandosi su stime dell’età già pubblicate. L’ipotesi più accreditata colloca i fossili in un intervallo compreso tra 620 e 610 milioni di anni fa, ovvero circa 15-25 milioni di anni dopo la fine della glaciazione Marinoana. Tuttavia, è necessaria una datazione diretta per confermare tale stima. “Saranno necessarie future indagini ciclostratigrafiche della sezione di Ancangping e datazioni radiometriche dirette dell’orizzonte fossilifero per verificare e affinare il modello cronologico“, ammettono gli autori.
Le alghe esistevano già prima del disgelo. In uno studio del 2015, Ye e colleghi descrissero fossili interpretati come alghe bentoniche (viventi sui fondali), rinvenuti in rocce depositate durante il periodo glaciale. I ricercatori ipotizzarono che la presenza di specchi d’acqua libera avesse offerto un rifugio per la sopravvivenza di questi organismi.
I fossili di Ancangping contribuiscono quindi a far luce sugli eventi successivi. Secondo la cronologia preferita dal nuovo team di ricerca, essi precedono la più nota comunità di Lantian – anch’essa rinvenuta in Cina – la cui età è stata fissata a circa 602 milioni di anni in uno studio di datazione del 2022. Il biota di Lantian conserva alghe più grandi e complesse, oltre a possibili forme animali. Le forme di Ancangping, generalmente più piccole e semplici, offrono uno sguardo su una fase precedente di questa storia. Come affermano gli autori: “questa scoperta colma una lacuna temporale e fornisce informazioni sulle comunità biologiche dell’Ediacarano iniziale durante la transizione tra il Criogeniano e l’Ediacarano“.
Il valore di queste comunità conservate va ben oltre l’aggiunta di una nuova datazione alla registrazione fossile. Una traccia a forma di striscia impressa nello scisto e una cisti microscopica racchiusa nella selce custodiscono frammenti diversi di un antico mare. Il loro ritrovamento congiunto aiuta i ricercatori a ricostruire una comunità che, esaminando soltanto l’uno o l’altro tipo di fossile, rimarrebbe in parte celata.
