Pichetto Fratin detta la linea dell’Italia sull’energia: “più sicurezza, meno vincoli e nuove forniture di gas”

Le tensioni in Medio Oriente riaccendono il tema della sicurezza energetica, il ministro punta sulla diversificazione del Gnl e sulla flessibilità delle infrastrutture e chiede a Bruxelles maggiore autonomia per gli Stati sugli obiettivi di efficienza dopo il 2030

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente riportano al centro del dibattito europeo la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e la necessità di rafforzare la capacità dell’Unione Europea di affrontare eventuali interruzioni delle forniture. L’Italia chiede a Bruxelles una strategia più flessibile, fondata sulla diversificazione delle rotte del gas naturale liquefatto (Gnl), sulla stipula di contratti di fornitura a lungo termine con nuovi partner energetici e su un allentamento di alcuni vincoli previsti dalla normativa europea. È la posizione espressa dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto al Consiglio Energia dell’Unione Europea a Lussemburgo. Nel corso dei lavori, il ministro ha affrontato anche il tema degli obiettivi europei di efficienza energetica dopo il 2030, sostenendo la necessità di riconoscere maggiori margini di autonomia agli Stati membri ed evitare, per quanto possibile, nuovi target vincolanti.

Gas e tensioni in Medio Oriente, l’Italia chiede all’Ue nuovi accordi di fornitura

Il quadro geopolitico internazionale impone, secondo il governo italiano, una revisione dell’approccio europeo alla sicurezza energetica, con particolare attenzione al mercato del gas. Le tensioni in Medio Oriente evidenziano, ha spiegato Pichetto Fratin, “la necessità di un approccio più globale, in particolare per quanto riguarda il mercato del gas, orientato a un’ampia diversificazione delle rotte del Gnl”. La strategia proposta dall’Italia punta a ridurre i rischi connessi alla dipendenza dalle singole rotte di approvvigionamento, ampliando le possibilità di importazione del gas naturale liquefatto e rafforzando i rapporti con altri Paesi esportatori di energia. Per raggiungere questo obiettivo, secondo il ministro, occorre “una risposta dell’Ue coordinata che dovrebbe avvenire attraverso la stipula di contratti di fornitura a lungo termine con altri esportatori di energia e l’allentamento di alcuni vincoli previsti dall’attuale normativa dell’Ue”. La richiesta italiana riguarda quindi sia il versante degli accordi internazionali per le forniture energetiche sia quello delle regole europee. L’obiettivo indicato da Pichetto Fratin è costruire una risposta condivisa che consenta di diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento e rafforzare la sicurezza del sistema energetico.

Sicurezza energetica, le tre lezioni indicate dall’Italia

Nel suo intervento a Lussemburgo, Pichetto Fratin ha individuato tre elementi fondamentali per la sicurezza energetica italiana ed europea, partendo dall’esperienza maturata dal sistema nazionale nella gestione delle forniture di gas. Il primo riguarda la diversificazione degli approvvigionamenti, considerata lo strumento prioritario per limitare l’esposizione ai rischi geopolitici. “la diversificazione rimane il principale strumento di sicurezza. L’Italia ha diversificato in misura sostanziale il proprio portafoglio di approvvigionamento di gas”, ha affermato il ministro. Il secondo elemento è rappresentato dalla capacità di controllare l’andamento dei mercati energetici e di coordinare le risposte alle eventuali criticità. In questa prospettiva, Pichetto Fratin ha sottolineato che “la trasparenza del mercato e il coordinamento rafforzano la resilienza. Il monitoraggio costante dei mercati e dei flussi consente di reagire in modo più rapido ed efficace alle interruzioni”. Il monitoraggio dei flussi di gas e delle dinamiche di mercato assume dunque un ruolo centrale nella gestione dei rischi, perché permette di individuare le difficoltà negli approvvigionamenti e intervenire con maggiore tempestività. Il terzo aspetto riguarda le infrastrutture e la loro capacità di adattarsi alle diverse condizioni di fornitura. Secondo Pichetto Fratin, “la flessibilità delle infrastrutture è fondamentale. I terminali Gnl, le interconnessioni, gli impianti di stoccaggio del gas e le capacità di flusso inverso si sono dimostrati essenziali per la gestione dei rischi di approvvigionamento”. Il ministro ha quindi richiamato l’importanza di un sistema energetico dotato di terminali per il gas liquefatto, collegamenti tra le reti, capacità di stoccaggio e possibilità di invertire i flussi, strumenti che consentono una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse disponibili.

Riduzione dei consumi di gas, Pichetto Fratin privilegia le misure volontarie

Un altro tema affrontato durante il Consiglio Energia riguarda l’eventualità di dover intervenire sulla domanda di gas qualora le condizioni di approvvigionamento rendessero necessaria una riduzione dei consumi. Su questo punto, Pichetto Fratin ha indicato la preferenza dell’Italia per soluzioni progressive, che tengano conto dell’effettivo andamento del mercato energetico e delle condizioni in cui si renderebbe necessario intervenire. Il ministro ha richiamato la necessità di “un approccio graduale, basato sulle dinamiche di mercato. In condizioni normali, la riduzione volontaria della domanda dovrebbe rimanere l’opzione preferenziale”. La posizione italiana privilegia quindi, nelle condizioni ordinarie, il ricorso a misure volontarie di contenimento della domanda energetica, inserite in una strategia che tenga conto delle dinamiche di mercato e delle esigenze di sicurezza degli approvvigionamenti.

Infrastrutture energetiche e reti elettriche, le quattro priorità per l’Europa

La sicurezza delle forniture non rappresenta l’unico aspetto sul quale l’Italia chiede un intervento dell’Unione Europea. Pichetto Fratin ha infatti collegato il tema della resilienza energetica alla necessità di adeguare le infrastrutture e sostenere gli investimenti necessari ad affrontare le sfide climatiche. Secondo il ministro, l’Ue dovrebbe “concentrarsi su quattro priorità: rendere la pianificazione delle infrastrutture a prova di clima; potenziare le reti elettriche; promuovere la resilienza attraverso la diversificazione; sostenere gli investimenti in materia di adattamento”. La proposta mette insieme la sicurezza energetica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, attribuendo particolare rilevanza alla pianificazione delle infrastrutture, al rafforzamento delle reti elettriche e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Efficienza energetica dopo il 2030, l’Italia chiede meno obblighi europei

Accanto alla questione del gas, il confronto a Lussemburgo ha riguardato anche la definizione dei futuri obiettivi di efficienza energetica dell’Unione Europea per il periodo successivo al 2030. Su questo dossier, l’Italia ha espresso una posizione favorevole a una maggiore flessibilità normativa, con l’intento di lasciare agli Stati membri la possibilità di individuare le soluzioni più adatte alle rispettive caratteristiche energetiche. Secondo Pichetto Fratin, “la scelta sui futuri obiettivi dovrà concentrare il focus verso quelli più significativi, lasciando un adeguato margine di manovra agli Stati membri ed evitando il più possibile il ricorso a target vincolanti”. La richiesta italiana è dunque quella di orientare la futura politica europea verso obiettivi di efficienza energetica mirati, limitando il ricorso a obblighi uniformi e riconoscendo le differenti condizioni di partenza dei Paesi dell’Unione.

L’Italia rivendica i progressi già raggiunti nell’efficienza energetica

Nel motivare questa posizione, il ministro ha richiamato le caratteristiche del sistema energetico nazionale. L’Italia presenta già livelli relativamente elevati di efficienza energetica e una bassa intensità energetica, elementi che, secondo il governo, devono essere considerati nella definizione dei prossimi obiettivi europei. In particolare, Pichetto Fratin ha evidenziato come i margini di miglioramento disponibili per un Paese che ha già raggiunto risultati significativi possano essere più limitati rispetto a quelli di altri Stati membri. Per questa ragione, nella futura definizione delle politiche comunitarie, il ministro ha sostenuto la necessità di evitare di “penalizzare gli Stati membri che hanno già realizzato significativi progressi in passato o sono storicamente più efficienti”. Il principio sostenuto dall’Italia è quello di tenere conto dei risultati già conseguiti dai singoli Paesi nella valutazione degli ulteriori miglioramenti richiesti, evitando che l’applicazione di nuovi obiettivi produca effetti penalizzanti per i sistemi energetici che partono da condizioni di maggiore efficienza.

Elettrificazione e rinnovabili, il ruolo strategico delle interconnessioni europee

Nel confronto sugli obiettivi energetici futuri, Pichetto Fratin ha ribadito anche la centralità dell’elettrificazione nel percorso di decarbonizzazione, sottolineando però l’esigenza di rispettare le specificità dei diversi sistemi nazionali. Secondo il ministro, l’elettrificazione “dovrà essere ulteriormente sviluppata, tenendo conto delle specificità nazionali, come direttrice fondamentale della decarbonizzazione”. Un ruolo altrettanto importante viene attribuito al rafforzamento dei collegamenti tra le reti energetiche dei Paesi europei. Pichetto Fratin ha sostenuto infatti il potenziamento delle interconnessioni elettriche, “che presentano una chiara rilevanza strategica per l’integrazione delle fonti rinnovabili e dei mercati energetici”. Il rafforzamento delle reti e delle interconnessioni viene così indicato come una componente essenziale del percorso europeo verso una maggiore integrazione dei mercati e delle energie rinnovabili. Una direttrice che, nella posizione espressa dall’Italia al Consiglio Energia, si accompagna alla richiesta di maggiore flessibilità nella definizione dei futuri obiettivi, alla diversificazione delle forniture e al consolidamento delle infrastrutture necessarie a garantire la sicurezza del sistema energetico.