Spazio, Artemis III si prepara al “balletto” in orbita terrestre: Parmitano si allena per la missione del 2027

Missione Artemis III, tre lanci e due lander per la prova di aggancio in orbita: così NASA ed ESA ci riporteranno verso la Luna

Il ritorno dell’umanità sulla Luna passa prima per un delicato “balletto” nell’orbita terrestre, e l’Europa è in prima fila. Prevista per il 2027, la missione Artemis III segnerà una tappa cruciale nel programma spaziale internazionale: una dimostrazione orbitale di 14 giorni progettata per testare le manovre di aggancio con i prototipi di lander sviluppati da Blue Origin e SpaceX. A bordo della navicella Orion c’è un forte orgoglio europeo, rappresentato dall’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano, che piloterà la navicella alimentata dal Modulo di Servizio Europeo (ESM). Un’impresa strategica che richiama lo spirito storico dell’Apollo 9, ponendo le basi per i prossimi allunaggi umani. Tra motori ad alta precisione, tecnologia europea e complessi rendez-vous spaziali, ecco come si stanno preparando gli astronauti e i team di terra per questa fondamentale prova generale prima del ritorno sulla superficie lunare.

La missione Artemis III

Nel 2027, la missione Artemis III porterà quattro astronauti in orbita terrestre a bordo della navicella Orion della NASA per un volo di prova volto a mettere a punto le tecnologie necessarie per il ritorno dell’umanità sulla Luna. Orion sarà alimentata dal terzo Modulo di Servizio Europeo dell’ESA e pilotata dall’astronauta dell’ESA Luca Parmitano. All’inizio del 2026, la NASA ha annunciato che Artemis III, originariamente prevista come la prima missione di allunaggio del programma Artemis, sarebbe invece diventata una missione dimostrativa orbitale. Durante il volo, della durata prevista di 14 giorni, l’equipaggio e le squadre a terra si eserciteranno nelle operazioni di avvicinamento, o rendez-vous, e di attracco tra Orion e i lander lunari commerciali nello spazio, simulando una delle fasi più critiche necessarie per i futuri allunaggi, rende noto l’ESA. L’equipaggio di quattro persone è composto dagli astronauti della NASA Randy Bresnik, Frank Rubio e Andre Douglas, e dall’astronauta dell’ESA Luca Parmitano.

Un balletto nell’orbita terrestre bassa

Artemis III comporterà tre lanci e una sequenza di manovre in orbita accuratamente coreografata. Il primo veicolo spaziale a essere lanciato sarà il prototipo del lander Blue Moon di Blue Origin, seguito da Orion e dal suo equipaggio, che partiranno a bordo del razzo Space Launch System della NASA dal Complesso di Lancio 39B presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida, Stati Uniti. Una volta in orbita, Orion si avvicinerà e si aggancerà al prototipo Blue Moon, nel quale entrerà l’equipaggio. Successivamente verrà lanciato un prototipo del lander Starship di SpaceX, e Orion effettuerà un rendez-vous con il veicolo spaziale per una seconda serie di dimostrazioni di aggancio; tuttavia, l’equipaggio non entrerà nel prototipo.

Questi test consentiranno agli ingegneri e agli astronauti di verificare che Orion sia in grado di operare in modo sicuro e affidabile con i due veicoli spaziali che trasporteranno gli esseri umani sulla superficie lunare. I team valuteranno come i loro sistemi hardware e software interagiscono tra loro e studieranno come i veicoli combinati si muovono nello spazio.

L’Europa alla guida di Artemis

L’Europa è al centro di Artemis III, con l’astronauta dell’ESA Luca Parmitano come pilota e il Modulo di Servizio Europeo che alimenta Orion. La NASA ha selezionato Luca Parmitano come pilota della missione, rendendolo il primo europeo a far parte di un equipaggio Artemis. Ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale, Luca vanta una vasta esperienza maturata in due missioni di lunga durata in orbita, sei attività extraveicolari e oltre un anno trascorso nello spazio.

L’Europa fornisce inoltre il terzo Modulo di Servizio Europeo, il cuore pulsante di Orion. Costruito dall’ESA in collaborazione con l’industria europea, il modulo fornisce acqua potabile, aria respirabile e controllo termico per l’equipaggio. Le sue quattro ali solari generano energia, mentre i suoi 33 motori forniscono la propulsione necessaria per manovrare Orion nello spazio. I motori del Modulo di Servizio Europeo saranno fondamentali per tutta la durata di Artemis III. Dopo il lancio, porteranno Orion nella sua orbita operativa attorno alla Terra e verranno accesi secondo necessità per incontrare i prototipi di lander che operano in orbite diverse.

In qualità di pilota, Luca svolgerà un ruolo di primo piano nelle operazioni di avvicinamento e di attracco con i due prototipi di lander, assumendo il controllo manuale dei motori del modulo per manovrare Orion nelle fasi più complesse della missione. Al termine del volo, lo stesso sistema di propulsione effettuerà la manovra di deorbitazione che guiderà Orion sulla traiettoria di ritorno verso la Terra. Una volta che Orion sarà in sicurezza sulla rotta di ammaraggio, il Modulo di Servizio Europeo si separerà dal modulo dell’equipaggio e brucerà nell’atmosfera terrestre. Durante tutta la missione, gli ingegneri dell’ESA e dell’industria europea monitoreranno le prestazioni del modulo 24 ore su 24.

Preparativi per il lancio

Luca Parmitano si sta attualmente allenando insieme ai suoi compagni di equipaggio presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, negli Stati Uniti, provando la complessa sequenza di operazioni che la missione richiederà. Nel frattempo, la navicella Orion sta prendendo forma. Il Modulo di Servizio Europeo è già stato integrato con il modulo dell’equipaggio, formando la navicella che trasporterà l’equipaggio di Artemis III nello spazio. Nel periodo che precede il lancio, gli ingegneri continueranno a testare la navicella e installeranno le quattro ali solari di Orion.

Sebbene Artemis III rimarrà nell’orbita terrestre bassa, costituirà un trampolino di lancio per testare le tecnologie necessarie alle future missioni di allunaggio, proprio come fece l’Apollo 9 prima dell’Apollo 11. Con il Modulo di Servizio Europeo che alimenta Orion e l’astronauta dell’ESA Luca Parmitano ai comandi, l’Europa svolge un ruolo chiave nella preparazione dei prossimi viaggi dell’umanità verso la Luna.