Lo spazio non rappresenta soltanto una frontiera dell’esplorazione scientifica e dell’innovazione tecnologica, ma costituisce una risorsa sempre più importante per affrontare alcune delle principali sfide economiche, ambientali e sociali del pianeta. Dalla gestione delle emergenze naturali alla tutela delle risorse agricole, dal monitoraggio dei cambiamenti climatici alla produzione di energia rinnovabile, le tecnologie satellitari offrono strumenti concreti per sostenere lo sviluppo dei territori e migliorare la capacità di risposta delle istituzioni. È questa la prospettiva al centro dell’incontro “L’accesso allo spazio e la condivisione degli space benefits: Società, scienza e industria. Le opportunità per l’America Latina”, organizzato dall’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana nell’ambito della sesta edizione IILA della Settimana Mondiale dello Spazio. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo scientifico e protagonisti dell’industria aerospaziale per approfondire le opportunità offerte dalla cooperazione internazionale e individuare le prospettive di crescita del settore spaziale nei Paesi dell’America Latina.
Cooperazione spaziale tra Italia e America Latina: il ruolo strategico dell’IILA
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Lo spazio al servizio della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile in America Latina”, finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (DGCS/MAECI). Il programma si propone di rafforzare il dialogo scientifico e tecnologico tra l’Italia e i Paesi latinoamericani, valorizzando le applicazioni delle tecnologie spaziali in settori direttamente collegati allo sviluppo economico e alla sostenibilità ambientale. In questo contesto, l’IILA svolge una funzione di collegamento tra istituzioni pubbliche, organismi di ricerca e realtà industriali, favorendo la costruzione di collaborazioni capaci di trasformare le competenze scientifiche in opportunità di sviluppo. La diplomazia scientifica e spaziale assume così un ruolo centrale nelle relazioni tra Italia e America Latina. L’accesso alle tecnologie satellitari, la condivisione delle conoscenze e la cooperazione nei programmi di ricerca consentono infatti di affrontare questioni che superano i confini nazionali e richiedono un coordinamento internazionale. L’obiettivo non riguarda esclusivamente il rafforzamento delle capacità tecnologiche dei singoli Paesi, ma anche la possibilità di rendere i benefici derivanti dalle attività spaziali più accessibili e utilizzabili in ambiti fondamentali per le comunità e per i sistemi produttivi.
Dalle istituzioni italiane all’America Latina: lo spazio come strumento di sviluppo
La giornata si è aperta con gli interventi istituzionali di Giorgio Silli, Segretario Generale dell’IILA, Esteban Moscoso Bohman, Ambasciatore dell’Ecuador in Italia e Presidente dell’IILA, e Giuseppe Galati, Delegato Sostituto del Governo Italiano presso l’organizzazione. Ai saluti iniziali hanno partecipato anche Mario Cospito, Presidente del Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS) e Commissario Straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), e Laura Carpini, Vice Direttrice Generale e Direttrice Centrale per i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nel suo intervento, Giorgio Silli ha richiamato l’attenzione sulla presenza delle tecnologie spaziali in numerosi ambiti della vita economica e sociale, sottolineando come i loro effetti vadano ben oltre le attività tradizionalmente associate all’esplorazione dell’universo. “Lo spazio coinvolge tutto, anche gli ambiti meno sospettati”, ha affermato il Segretario Generale dell’IILA, ribadendo la disponibilità dell’organizzazione a sostenere i Paesi membri nello sviluppo di progetti spaziali e nel consolidamento delle collaborazioni tra istituzioni, ricerca e industria. Una prospettiva condivisa da Esteban Moscoso Bohman, che ha evidenziato il valore delle attività spaziali per le esigenze concrete dell’America Latina. La ricerca spaziale, secondo quanto illustrato dall’Ambasciatore dell’Ecuador, non deve essere considerata un lusso, ma uno strumento in grado di contribuire alla previsione e alla gestione delle catastrofi naturali, al sostegno delle attività agricole e alla tutela del patrimonio. Un’impostazione che mette in relazione gli investimenti scientifici con le necessità dei territori, riconoscendo nelle tecnologie spaziali una risorsa strategica per affrontare problematiche ambientali, economiche e sociali.
Satelliti, cambiamento climatico e sicurezza alimentare: le applicazioni delle tecnologie spaziali
La prima sessione dei lavori, intitolata “L’accesso autonomo allo Spazio e le politiche sociali di fronte alle sfide globali”, è stata dedicata alle applicazioni delle tecnologie spaziali nella sicurezza alimentare, nella gestione dei rischi naturali e nella transizione energetica. Il confronto, moderato da Tatiana Ribeiro Viana, Segretario Tecnico-Scientifico dell’IILA, ha posto al centro il rapporto tra disponibilità dei dati satellitari e capacità delle istituzioni di affrontare fenomeni complessi, che incidono direttamente sulla sostenibilità dei sistemi produttivi e sulla sicurezza delle comunità. Tra i protagonisti della sessione Maurizio Martina, Direttore Generale Aggiunto della FAO, che ha affrontato il tema dei sistemi agroalimentari globali e del cambiamento climatico. Si tratta di due questioni strettamente collegate, nelle quali l’osservazione della Terra e la disponibilità di informazioni ambientali assumono un’importanza crescente. Il contributo delle tecnologie spaziali alla conoscenza delle condizioni del territorio rappresenta infatti una delle principali opportunità per integrare ricerca scientifica, politiche agricole e strumenti di gestione delle risorse. Il tema della sicurezza alimentare si inserisce in questa prospettiva, nella quale l’innovazione tecnologica può sostenere le strategie rivolte alla sostenibilità e alla capacità di adattamento dei sistemi agroalimentari.
Prevenzione dei disastri naturali ed energie rinnovabili: il contributo dei dati satellitari
Un altro tema centrale del confronto ha riguardato l’impiego delle informazioni provenienti dallo spazio nella gestione dei disastri naturali. A illustrarne le potenzialità è stato Fabio Volpe, Head of Civilian Market Business Development di e-GEOS, che ha approfondito il ruolo dei dati satellitari nell’affrontare le emergenze ambientali. L’osservazione della Terra costituisce un settore di particolare interesse per i Paesi esposti a fenomeni naturali potenzialmente distruttivi, poiché permette di acquisire informazioni utili alla conoscenza e al monitoraggio delle condizioni territoriali. L’integrazione di questi dati nei processi di analisi e gestione dei rischi rappresenta una delle applicazioni più significative delle tecnologie spaziali al servizio della collettività. Il legame tra innovazione spaziale e transizione energetica è stato invece affrontato da Pedro Domaniczky, Coordinatore delle energie rinnovabili presso Itaipu Binacional, intervenuto da remoto. Il suo contributo si è concentrato sull’utilizzo dei dati satellitari nella gestione delle fonti energetiche rinnovabili, evidenziando un ulteriore ambito nel quale le conoscenze sviluppate nel settore spaziale possono trovare applicazione nelle attività terrestri. Il confronto ha così collegato tre grandi questioni dello sviluppo sostenibile, ossia l’alimentazione, la sicurezza ambientale e l’energia, all’interno di un’unica riflessione sul valore delle infrastrutture e delle informazioni spaziali.
Accesso autonomo allo spazio: lanciatori, industria e nuove opportunità per l’America Latina
La seconda sessione, dedicata a “L’accessibilità allo spazio: aspetti storici, tecnici e di governance”, ha spostato l’attenzione dalle applicazioni satellitari alle condizioni tecnologiche, industriali e istituzionali necessarie per garantire l’accesso allo spazio. Al centro del dibattito sono stati posti l’evoluzione del settore dei lanciatori spaziali e le prospettive di sviluppo per i Paesi latinoamericani, in un contesto nel quale le capacità di accesso all’orbita rappresentano una componente strategica delle attività aerospaziali. Enrico Cavallini, Responsabile dell’Ufficio Accesso allo Spazio e Servizi in Orbita dell’ASI, ha illustrato l’importanza tecnologica, industriale e strategica dei lanciatori. Si tratta di sistemi fondamentali per il funzionamento delle attività spaziali, poiché permettono il trasferimento in orbita di satelliti e altri veicoli destinati alle missioni scientifiche e operative. La disponibilità di competenze nel settore dei lanciatori assume quindi un significato che supera la dimensione puramente tecnica, coinvolgendo anche le capacità industriali e le strategie di sviluppo delle attività spaziali. Al confronto ha partecipato Angela Natale, Vicepresidente Senior della Qualità di AVIO S.p.A., che ha presentato il contributo del sistema di lancio europeo. L’intervento ha consentito di approfondire il ruolo dell’industria nel settore dell’accesso allo spazio e di inserire le prospettive latinoamericane in una discussione più ampia sulle competenze tecnologiche e sulle capacità produttive necessarie per sostenere le attività aerospaziali. Il dialogo tra organismi istituzionali e imprese costituisce, in questa prospettiva, una componente importante della cooperazione internazionale, soprattutto quando l’obiettivo è favorire lo sviluppo di nuove capacità scientifiche e industriali.
Le politiche spaziali di Brasile e Cile e il tema della governance
Accanto agli aspetti tecnologici, la seconda sessione ha dedicato particolare attenzione ai meccanismi di governance spaziale in America Latina, affrontando il rapporto tra organizzazione istituzionale, programmi nazionali e prospettive di cooperazione. Su questi temi sono intervenuti da remoto Erivando Pereira Souza, Responsabile dei lanci spaziali presso ALADA – Società di progetti aerospaziali del Brasile S.A., e Juan Pablo Toro, Senior Fellow di AthenaLab presso la Pontificia Universidad Católica de Chile. Gli interventi hanno ampliato la discussione alle esperienze e alle prospettive del settore latinoamericano, all’interno di una riflessione sull’importanza delle strutture di governo e dei processi decisionali nelle attività spaziali. La definizione delle politiche di settore rappresenta infatti un elemento strettamente collegato alla capacità di sviluppare programmi, sostenere la ricerca e costruire relazioni con partner internazionali. Il confronto è stato moderato da Daniele Bianchi, Direttore del Master in Sistemi di Trasporto Spaziale: Lanciatori e Veicoli di Rientro della Sapienza Università di Roma, contribuendo a collegare le questioni della governance con la dimensione scientifica e formativa delle attività aerospaziali.
Panama e Repubblica Dominicana, il progetto della prima missione satellitare congiunta
Tra le iniziative più significative del percorso di cooperazione promosso dall’IILA figura il progetto per la prima missione satellitare congiunta di Panama e Repubblica Dominicana. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia, orientata a rafforzare la partecipazione dei Paesi latinoamericani alle attività spaziali attraverso programmi condivisi e collaborazioni scientifiche. Il progetto rappresenta un esempio concreto dell’interesse verso forme di cooperazione che consentano di mettere in relazione competenze, obiettivi di ricerca e capacità tecnologiche di Paesi diversi. Il percorso sviluppato dall’IILA comprende anche gli incontri annuali delle Agenzie spaziali dei Paesi membri, occasioni di confronto istituzionale e tecnico sulle priorità e sulle prospettive del settore. A queste attività si affiancano le iniziative di capacity building nelle applicazioni spaziali realizzate insieme all’Agenzia Spaziale Italiana. Il rafforzamento delle competenze costituisce un elemento essenziale per favorire l’utilizzo delle tecnologie satellitari e sostenere lo sviluppo delle capacità scientifiche e operative. La formazione e la condivisione delle conoscenze rappresentano, in questo quadro, strumenti complementari ai programmi di ricerca e alle collaborazioni tra istituzioni, destinati a consolidare nel tempo le opportunità offerte dall’innovazione spaziale.
Agricoltura spaziale, la cooperazione Italia–Brasile–Angola per innovare le coltivazioni terrestri
Un altro progetto di particolare interesse riguarda la cooperazione triangolare tra Italia, Brasile e Angola nell’agricoltura spaziale, finalizzata a trasferire le conoscenze sviluppate in ambiente spaziale verso soluzioni innovative destinate all’agricoltura terrestre. L’iniziativa evidenzia una delle caratteristiche più rilevanti della ricerca spaziale contemporanea: la possibilità di utilizzare competenze e risultati scientifici maturati in un ambito altamente tecnologico per affrontare esigenze concrete dei sistemi produttivi. Il collegamento tra ricerca spaziale e innovazione agricola assume un significato particolare nel contesto delle sfide legate allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza alimentare. La cooperazione tra i tre Paesi pone al centro il trasferimento delle conoscenze, valorizzando il potenziale delle attività scientifiche spaziali anche al di fuori del loro contesto originario. Non si tratta, dunque, soltanto di promuovere nuove iniziative di ricerca, ma di favorire un percorso nel quale l’innovazione possa essere tradotta in applicazioni rivolte al settore agricolo. La partecipazione di Italia, Brasile e Angola conferisce inoltre al progetto una dimensione internazionale che estende la collaborazione scientifica oltre il rapporto bilaterale tra Italia e America Latina.

