L’ambizione di SpaceX sembra non conoscere confini quando si tratta di conquistare lo Spazio. L’azienda aerospaziale guidata da Elon Musk ha recentemente presentato una richiesta formale per incrementare drasticamente il numero di lanci del suo gigantesco razzo Starship dalla base di Starbase, situata in Texas. L’obiettivo dichiarato è quello di passare dagli attuali 25 voli annuali consentiti a un impressionante ritmo di 456 lanci ogni anno. Questa vera e propria impennata operativa è strettamente legata ai progetti colossali della compagnia, che prevedono la messa in orbita di costellazioni satellitari sempre più numerose per garantire comunicazioni globali e supportare future intelligenze artificiali. La Federal Aviation Administration sta attualmente esaminando la proposta, preparandosi a valutare l’impatto ambientale di una cadenza di volo che cambierebbe per sempre il volto dell’industria aerospaziale mondiale e le nostre abitudini di esplorazione, rendendo l’accesso all’orbita un evento quotidiano.
I piani per la costellazione satellitare e i nuovi spazioporti
Il razzo Starship, con i suoi 122 metri di altezza, rappresenta il veicolo di lancio più potente mai costruito nella storia dell’umanità. Fino a questo momento, il veicolo ha completato il suo 14° volo di prova, decollando sempre dalla struttura vicina alla città di Brownsville. Durante l’ultima missione del 28 settembre scorso, Starship ha raggiunto l’orbita per la 1ª volta rilasciando 26 satelliti Starlink V3. Questo è appena il preludio per la creazione di una rete a banda larga che potrebbe arrivare a contare 100mila veicoli spaziali. Le esigenze di lancio aumenteranno ulteriormente per realizzare il progetto Starmind AI, una mega costellazione che ospiterà 1 milione di satelliti. SpaceX mira a superare la soglia dei 10mila decolli annuali entro il 2030, espandendosi ben oltre il Sud degli Stati Uniti. L’azienda sta infatti lavorando a 3 nuove piattaforme in Florida e prevede di avviare il prossimo anno la costruzione di un complesso da 100 miliardi di dollari in Louisiana, dotato di 12 rampe di lancio.
Il sistema di rientro al volo e le tempistiche del progetto
Ogni singolo decollo operativo comporterà anche il ritorno alla base delle 2 componenti del razzo, ovvero il booster Super Heavy e lo stadio superiore Ship. Entrambi sono progettati per essere rapidamente riutilizzabili e verranno ripresi al volo dalle speciali braccia robotiche della torre di lancio. Per questo motivo, la richiesta di 456 voli annuali dal Texas include anche l’approvazione per ben 912 atterraggi. La transizione verso questo ritmo avverrà seguendo 2 step distinti. La 1ª fase prevede fino a 100 lanci e 200 atterraggi all’anno, che potranno avvenire in qualsiasi giorno della settimana. Successivamente, la 2ª fase porterà il sistema a pieno regime con 456 decolli e 912 rientri concentrati esclusivamente dal lunedì al venerdì. Per discutere i dettagli e le implicazioni ambientali di questa enorme espansione verso lo Spazio, l’agenzia federale ha in programma 5 incontri pubblici il mese prossimo, coinvolgendo direttamente le comunità locali.
