La terra torna a tremare nell’area dei Campi Flegrei. A partire dalle ore 11:39 di oggi, 26 ottobre 2026, l’Osservatorio Vesuviano INGV ha registrato l’inizio di un nuovo sciame sismico che sta interessando la caldera vulcanica campana. Secondo il comunicato diffuso in via preliminare, sono stati rilevati 4 eventi tellurici con magnitudo maggiore o uguale a 0.0, di cui il più intenso ha raggiunto una magnitudo massima pari a 2.3. L’amministrazione comunale di Pozzuoli, in stretto coordinamento con la Protezione Civile, sta seguendo da vicino e con la massima attenzione l’evolversi della situazione. Al momento non si registrano danni a persone o cose: le autorità competenti prevedono di fornire un ulteriore aggiornamento entro le prossime 3 o 6 ore, in base allo sviluppo del fenomeno tellurico e allo sciame in corso.
Perché si verificano i terremoti nei Campi Flegrei
Il fenomeno che genera questa costante instabilità del suolo prende il nome di bradisismo, termine che indica un lento e periodico movimento di sollevamento e abbassamento della crosta terrestre. Questa complessa dinamica è causata dalla natura stessa dei Campi Flegrei, che costituiscono una vasta caldera vulcanica ancora attiva. Nel sottosuolo, l’interazione tra i fluidi idrotermali caldi e le rocce circostanti, unita al degassamento del magma profondo, provoca variazioni di pressione. Quando questi fluidi ad altissima temperatura, a volte ben superiori ai 100°C, risalgono verso la superficie, il terreno tende a gonfiarsi. Questa spinta ascensionale accumula tensione nelle rocce superficiali, le quali, non potendo deformarsi all’infinito, finiscono per fratturarsi sprigionando energia sotto forma di scosse sismiche. La fase di sollevamento è quindi quasi sempre accompagnata da numerosi terremoti, in genere di debole entità ma molto frequenti.
La sismicità storica della caldera flegrea
L’area flegrea ha una lunga e documentata storia di movimenti del suolo e crisi sismiche. L’evento più antico e drammatico di cui si abbia memoria dettagliata risale al 1538, quando un imponente sollevamento del terreno culminò con l’eruzione che diede origine al Monte Nuovo. In epoca contemporanea, il territorio ha vissuto 2 importanti crisi bradisismiche nel XX secolo. Tra il 1970 e il 1972 il suolo si innalzò di circa 170 cm, mentre una 2ª e più violenta fase si verificò tra il 1982 e il 1984. In quest’ultimo periodo il terreno si sollevò di quasi 3 metri e la zona fu colpita da un forte terremoto di magnitudo 4.0 nell’ottobre 1983, costringendo circa 30mila abitanti di Pozzuoli a lasciare le proprie case. A partire dal 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento che continua ancora oggi, caratterizzata da sciami sismici ricorrenti. Tra gli eventi recenti più significativi spiccano la scossa di magnitudo 4.4 registrata nel maggio 2024, seguita poi dal forte sisma di magnitudo 4.7 avvenuto nel luglio 2026.
