Torino, inaugurata la fabbrica dei satelliti: investimento da oltre 20 milioni, fino a 140 unità l’anno e 200 posti di lavoro entro il 2030 | FOTO

A Settimo Torinese apre lo Stellar Hub di Space Industries, uno stabilimento di 8mila metri quadrati per la produzione industriale di satelliti e costellazioni spaziali, con tre contratti già attivi e importanti prospettive di crescita occupazionale

Una fabbrica capace di produrre fino a 140 satelliti all’anno, un investimento privato superiore a 20 milioni di euro e l’obiettivo di superare i 200 dipendenti entro il 2030. Sono i numeri dello Stellar Hub di Space Industries, il nuovo stabilimento inaugurato oggi, mercoledì 28 ottobre, a Settimo Torinese, alle porte di Torino. Un progetto industriale che punta a trasformare il modo in cui vengono realizzati i satelliti, passando da una produzione prevalentemente artigianale a un modello organizzato, ripetibile e scalabile, capace di rispondere alla crescente domanda del mercato spaziale. La struttura, realizzata grazie a un investimento interamente privato di Comat, gruppo industriale torinese della famiglia Micelli, rappresenta una nuova realtà produttiva per il settore aerospaziale piemontese. L’obiettivo è concentrare in un unico sito le attività di assemblaggio, integrazione, verifica e qualifica dei satelliti, mettendo impianti e competenze a disposizione di imprese, operatori, istituzioni e centri di ricerca. La società conta attualmente circa 40 dipendenti, ma prevede un significativo ampliamento dell’organico nei prossimi anni, accompagnato da un obiettivo di 30 milioni di euro di fatturato entro il 2030. L’azienda ha già all’attivo tre contratti e ha avviato attività anche con realtà del settore spaziale internazionale.

Stellar Hub, la nuova fabbrica di satelliti a Torino: 8mila metri quadrati e una capacità di 140 unità all’anno

Lo Stellar Hub si sviluppa su una superficie complessiva di circa 8.000 metri quadrati, dei quali circa 2.000 destinati a camere pulite che saranno certificate secondo lo standard ISO 8. Lo stabilimento è progettato per lavorare su satelliti con una massa fino a 600 chilogrammi, affrontando programmi industriali differenti, dalla realizzazione di singoli dispositivi fino alla produzione di intere costellazioni. La capacità produttiva teorica massima potrà raggiungere, una volta entrato pienamente a regime e in funzione delle caratteristiche dei programmi, 140 satelliti all’anno. Un potenziale che evidenzia la volontà di introdurre nella manifattura spaziale processi industriali capaci di sostenere volumi elevati, garantendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per missioni con requisiti differenti. Il progetto nasce infatti con una precisa impostazione: non costruire un impianto dedicato esclusivamente a una singola piattaforma satellitare, ma sviluppare un’infrastruttura utilizzabile da più clienti e per diversi programmi contemporaneamente. Space Industries opera secondo un modello platform agnostic, senza vincolarsi a una piattaforma satellitare proprietaria. Le soluzioni vengono individuate insieme ai clienti, sulla base delle caratteristiche tecniche e degli obiettivi delle singole missioni.

Una fabbrica che riunisce produzione e test spaziali nello stesso stabilimento

Uno degli elementi distintivi dello Stellar Hub è la scelta di concentrare in un unico stabilimento l’intero ciclo di qualifica spaziale, integrando le infrastrutture necessarie per verificare la capacità dei satelliti di affrontare le sollecitazioni del lancio e le condizioni estreme dell’ambiente spaziale. All’interno della struttura sono presenti impianti per le prove termovuoto, con due camere TVAC rispettivamente da 1 e 3 metri di diametro, oltre ad attrezzature per test vibrazionali, elettromagnetici e di propulsione. La presenza delle diverse infrastrutture nello stesso sito consente di limitare al minimo le movimentazioni tra stabilimenti e semplificare il coordinamento delle attività produttive e di verifica. L’organizzazione degli spazi è stata progettata per garantire anche la contemporaneità delle lavorazioni. Sono previste infatti fino a 12 aree di integrazione separate, che permettono di ospitare programmi diversi mantenendoli compartimentati e tutelando la riservatezza delle attività. Il modello operativo offre diverse possibilità di utilizzo. Le aziende possono accedere a singole infrastrutture di test, disporre di spazi riservati per l’assemblaggio e l’integrazione oppure affidare a Space Industries un percorso completo che comprende integrazione, verifica e qualifica. I clienti possono inoltre scegliere se svolgere le attività con i propri team oppure avvalersi degli specialisti dell’azienda. Questa flessibilità rende l’infrastruttura utilizzabile per programmi commerciali, istituzionali e scientifici, dalla produzione di un singolo satellite alle piccole e medie serie, fino alle costellazioni. Il percorso industriale viene definito in funzione dei requisiti di ciascuna missione.

Investimento privato da oltre 20 milioni di euro: il progetto industriale di Comat

La realizzazione dello Stellar Hub è stata resa possibile da un investimento interamente privato di Comat, superiore a 20 milioni di euro. Space Industries è controllata dal gruppo industriale torinese della famiglia Micelli ed è stata cofondata con Giuseppe Santangelo. I lavori per la costruzione dello stabilimento sono iniziati nel luglio 2025 e si sono conclusi in circa 15 mesi. Attraverso le proprie competenze industriali, Comat ha sviluppato un’infrastruttura che integra impiantistica complessa, organizzazione della produzione e tecnologie necessarie alle attività spaziali. Il progetto valorizza l’esperienza manifatturiera del territorio, combinando competenze ingegneristiche, capacità tecniche e gestione industriale. Sono già in corso valutazioni riguardanti una possibile futura espansione dello stabilimento. A illustrare le motivazioni dell’investimento è Gianfranco Micelli, Presidente di Space Industries e Procuratore Generale di Comat: “la fondazione di Space Industries è per Comat la naturale conseguenza di oltre 70 anni di innovazione continua — ha dichiarato Gianfranco Micelli, Presidente di Space Industries e Procuratore Generale di Comat —. Quando abbiamo scelto di investire nella Space Economy, abbiamo capito subito che la vera sfida non era progettare un satellite, ma saperlo produrre con metodo industriale. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio, con risorse interamente nostre, e in appena 15 mesi abbiamo completato un cantiere estremamente complesso, entrando non solo nel mercato spaziale ma anche in quello della realizzazione di camere pulite. Nello Stellar Hub abbiamo portato il metodo con cui Comat da sempre progetta, costruisce e gestisce impianti complessi: lo stesso approccio industriale che renderà possibile produrre satelliti in serie. E guardiamo già oltre. Stiamo valutando come ampliare lo stabilimento per accompagnare la crescita della domanda. Gli investimenti in settori innovativi come la Space Economy e la robotica umanoide sono la testimonianza concreta della vocazione all’innovazione di un’azienda storica come Comat, oggi alla terza generazione di imprenditori”.

Occupazione e fatturato: Space Industries punta a oltre 200 dipendenti entro il 2030

Accanto agli investimenti nelle infrastrutture, il piano di sviluppo di Space Industries prevede una crescita delle dimensioni aziendali e dell’occupazione qualificata. Attualmente la società impiega circa 40 persone, mentre l’obiettivo dichiarato è superare i 200 collaboratori entro il 2030, accompagnando l’aumento delle attività produttive e dei programmi industriali gestiti nello stabilimento. Per lo stesso anno l’azienda punta a raggiungere un fatturato di 30 milioni di euro. Le prospettive di crescita si inseriscono in una strategia che punta a mettere le competenze della manifattura piemontese al servizio delle nuove esigenze della Space Economy, attraverso un’organizzazione capace di gestire la produzione di satelliti con processi industriali strutturati.

Dai test per la Stazione Spaziale Internazionale al contratto con D-Orbit

Lo Stellar Hub ha già ospitato attività legate a programmi spaziali di rilievo internazionale. Tra queste figurano i test sul Layer-0, destinato all’aggiornamento di AMS-02, il rivelatore di particelle installato sulla Stazione Spaziale Internazionale. Alle prove hanno contribuito personale e competenze di INFN, NASA, CERN, Massachusetts Institute of Technology e Alca Space, nell’ambito delle attività necessarie alla verifica del componente. In occasione dell’inaugurazione, Space Industries ha annunciato inoltre un contratto con D-Orbit e l’avvio delle attività di test acceptance sulla piattaforma ION. Le prime fasi delle attività stanno procedendo positivamente e le due aziende hanno già avviato un confronto sulle possibilità di sviluppare ulteriori collaborazioni in futuro. Questi programmi rientrano nelle prime attività operative della struttura e mostrano le diverse tipologie di lavorazioni che l’impianto è stato progettato per ospitare, dalle verifiche su componenti destinati a missioni scientifiche alle attività di accettazione su piattaforme satellitari.

Giuseppe Santangelo: “rendere i satelliti una commodity globale”

Il progetto industriale di Space Industries si fonda sulla convinzione che la manifattura satellitare debba affrontare un’evoluzione paragonabile a quella già avvenuta in altri comparti produttivi, introducendo processi standardizzati e una maggiore prevedibilità dei costi e dei tempi. Una visione illustrata da Giuseppe Santangelo, CEO e co-founder di Space Industries, che ha maturato un’esperienza imprenditoriale di 15 anni negli Stati Uniti. “Space Industries è la risposta a una visione precisa: rendere i satelliti una commodity globale — ha dichiarato Giuseppe Santangelo, CEO e co-founder dell’azienda —. Sono convinto che molto presto penseremo ai satelliti come oggi pensiamo a un oggetto della quotidianità, per esempio un’autovettura. Per realizzare questa visione serve un passaggio fondamentale, che ho già visto negli Stati Uniti, dove ho fatto impresa per 15 anni: portare la logica della produzione industriale nella manifattura satellitare. Questa, oggi, troppo spesso, è ancora artigianale. I satelliti vengono realizzati uno alla volta, anche quando se ne producono più esemplari. Produrre satelliti in serie richiede una fabbrica progettata per farlo e competenze specifiche, che provengono anche da settori diversi da quello spaziale. Con lo Stellar Hub abbiamo riunito spazi, impianti e processi per rendere le attività più ripetibili e i tempi e i costi più prevedibili. Vogliamo mettere questa organizzazione a disposizione di chi deve realizzare satelliti e costellazioni, creando le condizioni per una crescita dei volumi produttivi. Con Space Industries ribaltiamo il paradigma: la domanda non è più se la fabbrica sia adatta a produrre un satellite, ma se il satellite, o meglio, la costellazione, sia progettato per poter essere prodotto in serie nella nostra fabbrica”, ha concluso il CEO.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: l’importanza dell’aerospazio per il Piemonte

L’inaugurazione dello stabilimento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, a conferma del ruolo attribuito al settore aerospaziale nelle prospettive di sviluppo industriale del territorio. Per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è intervenuto l’ingegner Vincenzo Zezza, dirigente della Casa del Made in Italy di Torino. “Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel partecipare all’inaugurazione del nuovo stabilimento di Space Industries a Settimo Torinese – dichiara l’ing. Vincenzo Zezza, dirigente della Casa del Made in Italy di Torino – è particolarmente vicino agli sviluppi del settore aerospaziale sia in ragione delle competenze del Ministero in questo particolare ambito sia per il significato che esse hanno nel contesto territoriale piemontese”.

Settimo Torinese, il sindaco Elena Piastra: “un’opportunità per il territorio”

La nascita della nuova fabbrica si inserisce nel tessuto produttivo di Settimo Torinese, un territorio che punta ad attrarre investimenti in attività industriali ad alto contenuto tecnologico. Il sindaco Elena Piastra ha sottolineato il valore dell’insediamento produttivo e le opportunità che potrà generare per l’economia locale. “L’insediamento di realtà produttive di grande valore innovativo come Space Industries – sottolinea Elena Piastra – rappresenta un dato molto positivo per il nostro territorio e per il suo tessuto industriale. L’aerospaziale è un settore ad alto valore tecnologico, e accogliere questo tipo di realtà è un’opportunità da cui la comunità trarrá importanti vantaggi. Si conferma l’attrattività del nostro territorio su cui occorre investire insieme, pubblico e privato, per tradurre produzione e progresso tecnologico in benefici diffusi”.

Stefano Lo Russo: “un nuovo stabilimento all’avanguardia nell’aerospazio”

Anche il sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino, Stefano Lo Russo, ha evidenziato il significato dell’investimento per il rafforzamento del comparto aerospaziale e per la capacità del territorio di attrarre nuove imprese. “Accogliamo oggi un nuovo stabilimento all’avanguardia nel settore dell’aerospazio – dichiara il sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo – che dimostra la crescente vocazione del nostro territorio come polo d’eccellenza nel settore dell’innovazione e dell’aerospazio, una delle leve di sviluppo del futuro, ma è anche la conferma della crescente attrattività per le imprese. Un’attrattività di cui siamo davvero soddisfatti e per la quale, come istituzioni, continueremo ad impegnarci, perché una nuova realtà industriale significa nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro”.

Regione Piemonte, Tronzano: “aerospazio strategico per investimenti, imprese e lavoro”

Per la Regione Piemonte, l’apertura dello Stellar Hub rappresenta un ulteriore tassello nella strategia industriale dedicata all’aerospazio, un comparto considerato prioritario per la crescita economica e tecnologica regionale. L’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano ha richiamato in particolare le prospettive per la filiera manifatturiera, per le piccole e medie imprese e per l’occupazione qualificata. “L’aerospazio si conferma un pilastro dello sviluppo industriale del Piemonte e la nuova fabbrica di Space Industries rafforza questo percorso – dichiara Andrea Tronzano, assessore alle Attività produttive della Regione Piemonte – grazie a un investimento di Comat che mette le competenze della nostra manifattura al servizio della produzione satellitare e apre nuove opportunità per la filiera. È una scelta imprenditoriale che dimostra fiducia nel territorio e crea prospettive di lavoro qualificato, anche per i giovani che vogliono costruire il proprio futuro in Piemonte. La Regione ha scelto di fare dell’aerospazio una priorità della propria politica industriale: vogliamo rafforzare la capacità produttiva, attrarre investimenti e favorire l’ingresso delle nostre PMI nelle grandi commesse internazionali. L’impegno sulla Città dell’Aerospazio risponde a questa strategia, che punta a collegare ricerca, formazione e produzione, affinché l’innovazione generi occupazione e crescita sul territorio e chi investe possa programmare il proprio sviluppo in Piemonte”.

L’inaugurazione dello Stellar Hub e il confronto sulle opportunità commerciali dello spazio

Alla giornata inaugurale hanno partecipato, oltre all’ingegner Vincenzo Zezza per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e all’assessore regionale Andrea Tronzano in rappresentanza del presidente Alberto Cirio, anche il vicesindaco della Città di Torino Michela Favaro, il sindaco di Settimo Torinese Elena Piastra, l’eurodeputato Giovanni Crosetto e la deputata Daniela Ruffino. Il programma ha previsto inoltre un dialogo tra Giuseppe Santangelo e Guido Dumarey, CEO e fondatore dell’omonima azienda, dedicato alle opportunità commerciali private nel settore spaziale. Con l’apertura dello Stellar Hub di Settimo Torinese, Space Industries dà così avvio a un progetto produttivo che unisce le competenze industriali di Comat alle esigenze della manifattura satellitare, con un’infrastruttura già coinvolta in attività di test e verifica e un piano di sviluppo orientato all’aumento dei volumi, dell’occupazione e delle collaborazioni nel settore aerospaziale.