Tre sciami meteorici raggiungeranno il picco a novembre, prima della prima superluna del 2026

Le Tauridi e le Leonidi porteranno stelle cadenti durante la prima metà di novembre - con la possibilità di osservare anche luminose "palle di fuoco" - prima che, il 24 novembre, sorga la "Luna del Castoro"

Novembre sarà un mese ricco di sciami meteorici: tre di essi raggiungeranno il picco prima che, verso la fine del mese, faccia la sua comparsa la prima di tre superlune consecutive. Nelle prime due settimane di novembre si sovrapporranno due sciami meteorici, che daranno vita a un flusso costante, seppur lento, di stelle cadenti nel cielo notturno: le Tauridi australi e le Tauridi boreali. A differenza di molti altri sciami meteorici, che presentano un picco intenso della durata di una o due notti, le Tauridi si protraggono più a lungo, per circa una settimana ciascuna. Per gli appassionati di astronomia, ciò significa che, durante la prima metà del mese, quasi ogni notte serena potrebbe offrire l’occasione di avvistare qualche meteora.

C’è però un limite: ogni sciame produce solo circa 5 meteore all’ora. Le Tauridi sono tuttavia note per generare un numero maggiore di “palle di fuoco” rispetto ad altri sciami; pertanto, le meteore che solcano il cielo potrebbero risultare particolarmente brillanti. Per avere maggiori probabilità di osservarle, è consigliabile allontanarsi dalle luci intense delle città e concedere ai propri occhi il tempo necessario per adattarsi all’oscurità.

Picco dello sciame meteorico delle Leonidi: 16-17 novembre

A metà mese, lo sciame meteorico delle Leonidi diventerà protagonista del cielo notturno, raggiungendo il picco tra il 16 e il 17 novembre. In un anno tipico, le Leonidi producono fino a 15 meteore all’ora, risultando quindi più attive delle Tauridi. Ma non è sempre stato così. “Le Leonidi sono celebri soprattutto per aver dato origine a vere e proprie ‘tempeste’ di meteore negli anni 1833, 1866, 1966, 1999, 2001 e 2002. Tali picchi eccezionali si verificano solitamente quando il corpo progenitore, la cometa 55P/Tempel-Tuttle, si trova in prossimità del perielio”, spiega l’American Meteor Society. Quelle tempeste meteoriche hanno prodotto migliaia di meteore all’ora, un numero ben superiore a quello che gli osservatori del cielo potranno aspettarsi questo novembre. Attorno al periodo del picco delle Leonidi, potrebbero apparire anche alcune meteore residue dello sciame delle Tauridi, offrendo la possibilità di vedere qualche stella cadente in più.

Prima Superluna del 2026: 24 novembre

L’ultima settimana piena di novembre ospiterà l’ultimo grande evento astronomico del mese: martedì 24 novembre sorgerà l’ultima Luna piena dell’autunno. Secondo The Old Farmer’s Almanac, la Luna piena di novembre è tradizionalmente chiamata “Luna del Castoro”, un appellativo legato al periodo dell’anno in cui i castori iniziano a ritirarsi nelle loro tane in vista dell’inverno. Tra gli altri nomi tradizionali figurano “Luna del Gelo” e “Luna Gelida”.

Quest’anno, si tratterà anche di una Superluna. Il termine “Superluna” viene utilizzato quando la Luna piena appare leggermente più grande e luminosa del solito. La differenza, tuttavia, può essere sottile: la Luna del 24 novembre avrà un aspetto simile a quello di molte altre lune piene che si verificano nel corso dell’anno. Sarà inoltre la prima di tre superlune consecutive: un’altra si verificherà a dicembre, seguita da una terza a gennaio.