Nuove prospettive nella cura del tumore dello stomaco e della giunzione gastro-esofagea in fase avanzata. Una nuova terapia mirata, sonesitatug vedotin (Sone-Ve), ha dimostrato di migliorare significativamente la sopravvivenza dei pazienti con tumore positivo a Claudina 18.2, già sottoposti a precedenti trattamenti. Il risultato più rilevante riguarda i pazienti trattati dalla terza linea di terapia in poi, nei quali la sopravvivenza globale mediana è raddoppiata, passando da 5 a 10 mesi, con una riduzione del 53% del rischio di morte rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore. Sono i dati emersi dallo studio internazionale di fase 3 Clarity-Gastric01, presentato al Congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo) a Madrid. I risultati aprono nuove possibilità terapeutiche per una popolazione di pazienti con prognosi sfavorevole dopo il fallimento dei trattamenti iniziali.
Tumore allo stomaco, i risultati dello studio Clarity-Gastric01: rischio di morte ridotto del 42%
Lo studio Clarity-Gastric01 ha coinvolto pazienti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea o dell’esofago, in fase localmente avanzata o metastatica, caratterizzati dalla presenza della proteina Claudina 18.2 in almeno il 25% delle cellule tumorali. Nella popolazione complessiva dello studio, il trattamento con sonesitatug vedotin ha determinato una riduzione del 42% del rischio di morte rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore. La sopravvivenza globale mediana è risultata pari a 10,6 mesi nei pazienti trattati con Sone-Ve, contro i 6,4 mesi registrati nel gruppo di confronto. Un prolungamento superiore a quattro mesi che assume particolare rilevanza nel trattamento delle forme avanzate della malattia. Il beneficio è risultato ancora più marcato nei pazienti che avevano già affrontato almeno due precedenti linee terapeutiche. Dalla terza linea in poi, la sopravvivenza mediana è passata da 5 a 10 mesi, mentre il rischio di morte si è ridotto del 53%.
La nuova terapia mirata contro Claudina 18.2: il commento dell’oncologa Sara Lonardi
A spiegare il significato clinico dei risultati è Sara Lonardi, direttore di Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto Irccs di Padova, che sottolinea l’importanza del nuovo trattamento nel panorama delle terapie dirette contro Claudina 18.2. “Claudina 18.2 è già emerso come bersaglio utile per il trattamento con un inibitore, zolbetuximab, che tuttavia ha fornito in associazione a chemioterapia un beneficio marginale benché statisticamente significativo – spiega Sara Lonardi, direttore Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto Irccs di Padova – Sonesitatug Vedotin per la prima volta ha dimostrato nello studio Clarity-Gastric01 un beneficio in sopravvivenza nel trattamento di seconda e successive linee, una popolazione di pazienti che presenta una prognosi sfavorevole una volta fallita la terapia iniziale. Sone-Ve è la prima terapia mirata verso Claudina 18.2 a dimostrare in uno studio globale un beneficio di sopravvivenza in questo setting, con un prolungamento della sopravvivenza mediana di oltre quattro mesi rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore”. Il risultato rappresenta un importante avanzamento nella ricerca di trattamenti mirati per il carcinoma gastrico avanzato, soprattutto nelle fasi successive alla prima linea terapeutica.
Nuovo studio anche in Italia: Clarity-Gastric02 valuterà Sone-Ve in prima linea
Le prospettive aperte dai risultati presentati a Madrid riguardano anche le fasi iniziali del percorso terapeutico. È stato infatti appena avviato, anche in Italia, lo studio Clarity-Gastric02, finalizzato a valutare l’efficacia di sonesitatug vedotin come trattamento di prima linea. Lonardi richiama inoltre l’attenzione sull’importanza dei test diagnostici per individuare l’espressione di Claudina 18.2 nei pazienti con carcinoma gastrico avanzato. “I risultati hanno il potenziale per trasformare il paradigma terapeutico per i pazienti con espressione di Claudina18.2 – continua Lonardi – E uno studio per indagare l’efficacia di Sone-Ve in prima linea di trattamento, Clarity-Gastric02, è appena stato lanciato anche in Italia. E’ importante sottoporre tutti i pazienti con carcinoma gastrico avanzato al test diagnostico per valutare l’espressione di Claudina18.2 dall’inizio del percorso di cura, con la consapevolezza che questa determinazione può offrire nuove opportunità ai pazienti”. L’identificazione della proteina tumorale assume quindi un ruolo centrale nell’individuazione delle possibili opportunità di trattamento, rendendo importante la valutazione di Claudina 18.2 fin dall’inizio del percorso di cura.
Come funziona sonesitatug vedotin: il farmaco che colpisce le cellule tumorali
Il meccanismo d’azione della nuova terapia viene illustrato da Nicola Silvestris, segretario nazionale dell’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica). Sonesitatug vedotin appartiene alla categoria degli anticorpi farmaco-coniugati, trattamenti progettati per riconoscere specifici bersagli presenti sulle cellule tumorali e veicolare al loro interno un farmaco chemioterapico. “Sonesitatug vedotin è un nuovo anticorpo farmaco coniugato che ha come bersaglio la Claudina 18.2, una proteina presente nella mucosa gastrica – afferma Nicola Silvestris, segretario nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) – Sfrutta un anticorpo monoclonale per riconoscere le cellule tumorali che esprimono Cldn18.2 e trasportare al loro interno un potente chemioterapico, rilasciandolo in modo mirato. Si aprono così nuove prospettive per la cura di questi pazienti, che hanno già ricevuto una prima linea di terapia”. La caratteristica del trattamento consiste dunque nella capacità di riconoscere le cellule tumorali che esprimono Claudina 18.2, utilizzando un anticorpo monoclonale per trasportare il chemioterapico direttamente al loro interno.
Tumore dello stomaco in Italia: 14mila nuovi casi e diagnosi precoce ancora difficile
I progressi nella ricerca oncologica si inseriscono in un quadro epidemiologico che evidenzia la gravità del carcinoma gastrico e le difficoltà legate alla sua individuazione nelle fasi iniziali. Secondo i dati riportati dall’Aiom, nel 2024 in Italia sono stati stimati circa 14mila nuovi casi di tumore dello stomaco. Meno del 20% dei casi viene individuato in fase iniziale, una circostanza che contribuisce a rendere complessa la gestione della malattia. Anche i dati sulla sopravvivenza a cinque anni evidenziano la rilevanza del problema: la percentuale è pari al 35% nelle donne e al 30% negli uomini. Un elemento particolarmente critico riguarda i sintomi iniziali, che possono essere poco specifici e facilmente confusi con quelli di patologie gastrointestinali più comuni.
I sintomi del tumore allo stomaco: perché la diagnosi può arrivare in ritardo
Tra i possibili segnali iniziali del tumore gastrico figurano perdita di peso non intenzionale, nausea, vomito, sazietà precoce e dolore epigastrico. Manifestazioni che possono essere ricondotte anche a disturbi di minore gravità e che, proprio per questo, rischiano di essere sottovalutate. A richiamare l’attenzione sulle difficoltà diagnostiche è ancora Nicola Silvestris, che illustra il quadro della malattia in Italia. “Nel 2024 in Italia, sono stati stimati circa 14mila nuovi casi di tumore dello stomaco – conclude Silvestris – Meno del 20% è individuato in fase iniziale. La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 35% nelle donne e al 30% negli uomini. La difficoltà di una diagnosi precoce è connessa ai sintomi iniziali, spesso aspecifici e per questo confusi con altre patologie di minore gravità, ad esempio perdita di peso non intenzionale, nausea, vomito, sazietà precoce e dolore epigastrico. Questi segnali possono facilmente essere attribuiti a disturbi comuni come gastrite, ulcera peptica, reflusso gastroesofageo o intolleranze alimentari, portando a sottovalutazioni e a controlli tardivi”.
