UFO, l’avvertimento del capo della NASA: “Siamo di fronte a un nuovo Momento Sputnik”

Jared Isaacman fa il punto sugli avvistamenti dei fenomeni anomali non identificati. Tra l'ipotesi extraterrestre e la paura di tecnologie militari segrete, l'agenzia spaziale vuole un posto al tavolo delle indagini

Il dibattito sui fenomeni anomali non identificati (UAP), noti al grande pubblico con l’acronimo di oggetti volanti non identificati (UFO), sta rapidamente abbandonando i confini della fantascienza per imporsi come una delle questioni di maggiore urgenza a livello governativo e scientifico. Nel corso degli ultimi anni, gli avvistamenti di mezzi capaci di compiere manovre apparentemente impossibili nei nostri cieli e persino negli oceani hanno spinto le massime istituzioni a interrogarsi sulla loro reale natura. A prendere posizione su questo affascinante mistero è ora l’amministratore della NASA Jared Isaacman, il quale ha tracciato un parallelismo storico molto forte. Secondo il numero 1 dell’agenzia, l’attuale impennata di segnalazioni sta spingendo gli Stati Uniti verso un clima di tensione e curiosità paragonabile a quello vissuto durante la Guerra Fredda.

Il parallelismo storico e le indagini in corso

L’amministratore dell’agenzia spaziale ha espresso le sue riflessioni durante una recente intervista televisiva condotta dal giornalista Blake Burman per il programma The Hill, andata in onda su NewsNation. Il confronto si è concentrato sulle recenti indagini relative agli oggetti capaci di mostrare caratteristiche di volo totalmente diverse da qualsiasi cosa vista in precedenza. Il riferimento storico di Isaacman rimanda al 1957, anno in cui l’allora Unione Sovietica lanciò il 1° satellite artificiale a orbitare intorno alla Terra, scatenando un’ondata di forte preoccupazione. Isaacman ha sottolineato che la NASA è stata ampiamente coinvolta fin da quando l’amministrazione governativa ha chiesto di desecretare i dossier sugli avvistamenti, iniziativa oggi nota con l’acronimo PURSUE.

Le ipotesi in campo

Rispondendo in modo diretto al conduttore, che chiedeva: “Quando guarda questi video, crede che qualcosa di ciò che abbiamo visto in tutto questo sia potenzialmente extraterrestre? È militare? Che cos’è?“, il capo dell’agenzia ha chiarito: “La mia posizione nell’affrontare ognuna di queste cose è: primo, avere una mentalità aperta. Voglio dire, è in un certo senso il nostro lavoro uscire e cercare di rispondere alla domanda ‘siamo soli?’ E ho detto, guardate, se si tratta di alieni, penso che la NASA dovrebbe sicuramente avere un posto al tavolo in questa faccenda“, ha affermato Isaacman.

Valutando le possibili origini di questi velivoli, l’amministratore ha poi aggiunto: “Se è un momento Sputnik, ce la siamo cavata davvero bene l’ultima volta che è successo. Il che significa, si tratta potenzialmente di tecnologia rossa? È un avversario che sta testando una propulsione di prossima generazione? È certamente nel regno del possibile“. Nel gergo delle esercitazioni militari, le forze avversarie sono infatti solitamente indicate come “rosse”.

Quando il giornalista lo ha incalzato chiedendogli: “Ma cosa le dice l’istinto?“, Isaacman non si è tirato indietro. “Direi che propenderei per il fatto che si tratti di un fenomeno che può verificarsi“, ha risposto. “Ci sono cose che possono accadere proprio come i fenomeni naturali che possono essere osservati. Penso anche che ci sia una buona probabilità che si stia verificando un momento Sputnik e che le persone stiano testando nuove tecnologie stealth o di tipo di prossima generazione“.

La ricerca della vita nel nostro vicinato cosmico

Allargando la prospettiva alle infinite possibilità offerte dall’esplorazione dello Spazio profondo e del Sistema Solare, Isaacman ha ricordato quanto poco sappiamo ancora degli ambienti celesti più vicini a noi. Non serve infatti viaggiare verso sistemi planetari remoti per trovare condizioni potenzialmente favorevoli alla biologia. Proprio per questo l’impegno dell’agenzia risulta fondamentale per il futuro dell’umanità. “Sapete che ci sono Lune là fuori […] la Luna di Saturno Encelado ha un oceano. Europa ha un oceano. Ha una chimica complessa. Non potremmo dirvi in modo conclusivo che non c’è vita nel nostro cortile di casa, per non parlare dei miliardi di altre stelle nella galassia della Via Lattea, o dei 2mila miliardi di altre galassie là fuori. È per questo che la missione della NASA è così importante“, ha concluso Isaacman.