Un “naso” hi-tech per fiutare l’acqua sulla Luna: la nuova missione ESA

L'Agenzia Spaziale Europea è pronta a inviare uno spettrometro avanzatissimo per studiare l'esosfera lunare e cercare risorse vitali

L’esplorazione dello Spazio compie un ulteriore passo in avanti grazie a un nuovo e sofisticatissimo strumento tecnologico progettato per studiare i segreti più nascosti del nostro satellite naturale. A partire dal 2028, un avanzato spettrometro di massa europeo volerà verso la Luna per analizzare la sua sottilissima esosfera, una tenue nebbia composta da molecole e atomi che fluttua appena sopra la superficie. Questo dispositivo, che si comporterà come un vero e proprio “naso” elettronico estremamente sensibile, avrà il compito cruciale di identificare le specie chimiche presenti nell’ambiente lunare, con un’attenzione particolare alla ricerca di tracce di ghiaccio d’acqua. Le informazioni raccolte aiuteranno la comunità scientifica a comprendere l’evoluzione del Sistema Solare e a pianificare i futuri insediamenti umani.

Il ruolo chiave dello spettrometro nella missione internazionale

Il dispositivo si chiama Exploration Mass Spectrometer, abbreviato in EMS-L, e rappresenta il cuore del contributo dell’ESA alla missione congiunta Lunar Polar Exploration, nota come LUPEX, organizzata insieme all’agenzia giapponese JAXA e all’indiana ISRO. Lo strumento verrà installato direttamente sul rover nipponico, il quale viaggerà a bordo del lander indiano Chandrayaan-5, spinto nello Spazio dal potente razzo H3. Mentre il veicolo esplorerà il suolo della Luna e il suo sottosuolo, il sensore campionerà le sostanze volatili rilasciate durante gli spostamenti e le operazioni di perforazione. I dati sulla temperatura raccolti saranno fondamentali per mappare la distribuzione del ghiaccio nelle regioni polari e valutare la reale abbondanza di queste risorse per sostenere la presenza dell’uomo.

La tecnologia europea guidata dall’Italia

Lo sviluppo di questo gioiello ingegneristico vanta una forte impronta europea ed è stato guidato dall’azienda Kayser Italia, con la collaborazione di importanti istituti britannici come la Open University e l’Università di Oxford, oltre alla francese COMAT. L’apparecchio di 3ª generazione raccoglie l’eredità di 2 validi predecessori. La 1ª versione ha volato nel 2024 a bordo del lander Peregrine, dimostrando di funzionare perfettamente nello Spazio nonostante il mancato allunaggio. Una 2ª variante opererà invece da una postazione fissa nel 2027. Attualmente, due modelli di prova dell’EMS-L sono stati assemblati con successo e spediti in Giappone per verificare la perfetta integrazione meccanica ed elettrica con il rover LUPEX, preparando il terreno per l’atteso lancio.