Una nuova, straordinaria fotografia scattata nei cieli della Florida documenta uno dei fenomeni più affascinanti associati ai lanci spaziali di SpaceX. L’immagine, realizzata da Gregory Shanos direttamente dal vialetto della propria abitazione a Sarasota, mostra un’enorme formazione luminosa dalla caratteristica forma di medusa, attraversata al suo interno da una nube dall’aspetto turbolento e vorticoso. Il fenomeno si è verificato il 13 ottobre 2026, durante il lancio di un razzo Falcon 9, e presenta una particolarità che lo distingue dalle numerose manifestazioni luminose già osservate nei cieli della Florida in occasione delle missioni spaziali. Le cosiddette “SpaceX Jellyfish”, letteralmente meduse di SpaceX, sono infatti conosciute dagli osservatori del cielo nelle vicinanze di Cape Canaveral, dove le scie luminose prodotte dai gas di scarico dei razzi possono assumere forme spettacolari. Ma la nuova fotografia mostra qualcosa di differente: all’interno della grande nube brillante compare una seconda struttura, caratterizzata da un evidente movimento dei gas. Un dettaglio che ha suscitato grande sorpresa, tanto che numerosi testimoni hanno riferito di non aver mai osservato una configurazione simile.
Lo spettacolo immortalato da Gregory Shanos: “è stato un evento incredibile!»
La nuova immagine arriva da Sarasota, in Florida, dove Gregory Shanos ha assistito personalmente allo spettacolo. L’osservatore ha raccontato il proprio stupore con poche parole: “è stato un evento incredibile! A dir poco fenomenale”, riporta spaceweather.com. La fotografia permette di distinguere la gigantesca struttura luminosa e, soprattutto, la particolare nube che sembra agitarsi al suo interno. È proprio quest’ultima a rendere l’episodio insolito rispetto alle meduse spaziali che accompagnano abitualmente i lanci del Falcon 9. L’effetto è direttamente collegato al funzionamento del razzo e alle operazioni necessarie per consentire al suo primo stadio di tornare verso il sito di lancio.
Cos’è il boostback burn: la spiegazione scientifica della nube vorticosa
L’elemento più sorprendente della fotografia è la formazione nuvolosa che compare all’interno della medusa luminosa. La sua origine è riconducibile a una manovra denominata boostback burn, effettuata dal primo stadio del Falcon 9. Durante questa operazione, dopo la separazione dal resto del veicolo spaziale, il primo stadio modifica il proprio orientamento e riaccende i motori, imprimendo una variazione alla traiettoria per dirigersi nuovamente verso il luogo da cui è stato lanciato. La particolarità osservata nei cieli della Florida nasce proprio durante questa fase. I gas espulsi dai motori riaccesi si muovono attraverso la scia che il razzo ha precedentemente lasciato lungo il proprio percorso. L’interazione tra il nuovo flusso di gas e quello già presente produce un intenso rimescolamento della nube, dando origine alla struttura turbolenta visibile nella fotografia. La formazione vorticosa non costituisce quindi un fenomeno separato dal lancio, ma è una conseguenza delle operazioni di rientro del razzo e dell’interazione tra i suoi gas di scarico. Nella nuova immagine, questa dinamica appare particolarmente evidente: la grande medusa luminosa contiene una seconda nube, la cui struttura movimentata permette di riconoscere gli effetti della manovra.
Perché questa medusa spaziale è diversa dalle altre osservate in Florida
La rarità del fenomeno è legata alle modalità con cui SpaceX recupera il primo stadio dei propri razzi. Nella maggior parte delle missioni che producono le caratteristiche meduse luminose visibili dalla Florida, il booster del Falcon 9 viene recuperato attraverso un atterraggio su piattaforme galleggianti senza equipaggio, posizionate nell’Oceano Atlantico, a notevole distanza dalla costa. In queste situazioni, la manovra di boostback è generalmente limitata oppure del tutto assente, poiché il primo stadio non deve tornare necessariamente al punto di partenza. Il lancio documentato dalla nuova fotografia presenta invece una condizione differente. Il primo stadio effettua una manovra di ritorno verso il sito di lancio, riaccendendo i motori e attraversando la propria scia di gas. Proprio questa operazione produce la nube turbolenta che si distingue all’interno della medusa luminosa. È questo il motivo per cui la fotografia di Gregory Shanos rappresenta una testimonianza particolarmente interessante: documenta un effetto che non compare abitualmente nelle meduse spaziali associate ai lanci dalla Florida.
Il video realizzato a Ocala documenta l’intero fenomeno
Oltre alla spettacolare fotografia scattata a Sarasota, l’evento è stato ripreso anche da Howard Eskildsen, che ha realizzato un filmato da Ocala, in Florida. La registrazione documenta l’intero processo, consentendo di osservare lo sviluppo della nube luminosa e la comparsa della particolare struttura vorticosa. Il video è accompagnato dal commento dello stesso Eskildsen, che segue e descrive l’evoluzione del fenomeno. Le riprese costituiscono un’ulteriore testimonianza della manovra di boostback burn e degli effetti che la riaccensione dei motori può produrre all’interno della scia lasciata dal razzo.
Il Falcon 9 era diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale: la missione Dragon
Lo spettacolo osservato nei cieli della Florida è collegato a una missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il razzo Falcon 9 ha infatti trasportato nello spazio una capsula cargo Dragon, destinata a consegnare materiali, attrezzature e strumenti scientifici alla struttura orbitante. Il carico complessivo supera le 6.300 libbre, corrispondenti a oltre 2.850 chilogrammi di materiali. A bordo si trovano generi alimentari, nuovi pannelli solari e strumenti destinati a esperimenti scientifici particolarmente avanzati. La missione comprende inoltre attrezzature per la fabbricazione di retine artificiali in condizioni di microgravità e organoidi cerebrali destinati alla ricerca sull’Alzheimer. La capsula Dragon è attesa per l’aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale giovedì 15 ottobre 2026, completando così la fase di trasferimento del materiale verso il laboratorio orbitante.
Dalle retine artificiali all’Alzheimer: gli esperimenti scientifici trasportati nello spazio
La missione di rifornimento assume particolare rilievo anche per il contenuto scientifico del carico trasportato. Tra gli strumenti presenti sulla capsula Dragon figurano infatti apparecchiature progettate per la produzione di retine artificiali in microgravità, un’attività che sfrutta le particolari condizioni dell’ambiente spaziale. Un altro importante settore di ricerca riguarda il cervello umano. A bordo sono presenti organoidi cerebrali destinati agli studi sull’Alzheimer, materiali che consentono di sviluppare attività sperimentali nell’ambito delle neuroscienze. Accanto a questi esperimenti si trovano le attrezzature e i rifornimenti necessari per il funzionamento della Stazione Spaziale Internazionale, compresi i nuovi sistemi di pannelli solari. La missione mette quindi insieme il trasporto di materiali essenziali per le attività nello spazio e la realizzazione di programmi di ricerca scientifica.

