Tra il Messico e gli Stati Uniti, il maltempo estremo ha provocato vittime, allagamenti e danni diffusi. A destare maggiore preoccupazione è l’uragano Simon, che ha investito la costa pacifica messicana con forti venti e piogge intense, mentre i residui della tempesta tropicale Rachel hanno causato gravi inondazioni nel Sud/Ovest americano. Anche l’uragano Isaias ha lasciato un bilancio pesante nel Sud/Est degli Stati Uniti, con vittime e migliaia di utenze ancora senza elettricità.
Simon sferza la costa pacifica del Messico
Declassato a 2ª categoria, l’uragano Simon continua a interessare il litorale pacifico del Messico. Il centro della tempesta rimane appena al largo della costa, ma le precipitazioni più intense e le raffiche di vento hanno già colpito numerose comunità tra la Sierra Madre e l’oceano Pacifico, nella zona di Puerto Vallarta. Il bilancio provvisorio è grave: nello Stato meridionale di Guerrero, un uomo di 71 anni ha perso la vita a Chilpancingo, la capitale, dopo il crollo di un muro, secondo quanto riferito dalla governatrice Evelyn Salgado. Simon ha inoltre abbattuto alberi e pali della corrente, bloccato strade e provocato allagamenti nelle abitazioni delle località costiere, compresa Acapulco, importante centro portuale e turistico.
Le previsioni indicano un possibile indebolimento del sistema durante il movimento verso Nord/Ovest. Tuttavia, il National Hurricane Center di Miami avverte che Simon potrebbe mantenere lo status di uragano almeno fino a metà settimana, con la possibilità di una nuova intensificazione tra martedì e mercoledì. La traiettoria prevista dovrebbe poi curvare verso Nord/Est, con un possibile landfall giovedì nei pressi dello Stato di Sinaloa. Una volta raggiunta la terraferma, il ciclone dovrebbe perdere rapidamente forza.
Piogge intense e rischio frane
La principale minaccia resta rappresentata dalle precipitazioni. Nei prossimi giorni, alcune aree del Messico centro-occidentale potrebbero ricevere accumuli compresi tra 127 e 254 mm di pioggia, quantitativi sufficienti a favorire inondazioni improvvise e frane, soprattutto nelle zone montuose e sui pendii più ripidi. A Puerto Vallarta, con una temporanea attenuazione delle precipitazioni, alcuni esercizi commerciali hanno iniziato a riaprire dopo aver rimosso le protezioni installate sulle vetrine.
Rachel allaga il Sud/Ovest degli Stati Uniti
Mentre il Messico fa i conti con Simon, gli Stati Uniti occidentali affrontano le conseguenze della tempesta tropicale Rachel, ormai indebolita a ciclone post-tropicale dopo essersi spostata verso la California meridionale. Nel fine settimana il sistema ha portato venti intensi, piogge e onde insolitamente alte lungo la costa. A Long Beach, la forza del mare ha danneggiato una storica passerella sul lungomare e investito alcune abitazioni, costringendo parte dei residenti a lasciare le proprie case.
Tra le aree maggiormente colpite figura Las Vegas, dove le precipitazioni hanno raggiunto 27,4 millimetri entro la mattina di domenica: un dato che ha eguagliato il record giornaliero di pioggia per il mese di ottobre, stabilito nel 1947.
Il peggio (legato direttamente a Rachel) sarebbe passato, ma il rischio di allagamenti localizzati rimane elevato a causa della persistenza di condizioni atmosferiche instabili. Per questo motivo sono state diramate allerte per possibili inondazioni in vaste aree dello Utah, nel Sud/Est dell’Idaho e nell’Arizona settentrionale e centrale, compresa la zona del Grand Canyon. Le precipitazioni attese nei prossimi giorni non sarebbero direttamente collegate a Rachel, ma a un diverso sistema perturbato in transito sull’Ovest americano. Il miglioramento è previsto entro mercoledì.
Isaias lascia migliaia di utenze senza elettricità
Sul fronte atlantico, la situazione meteorologica appare invece più tranquilla. L’uragano Isaias si è spostato al largo della costa orientale, dove non sono attese nuove ripercussioni significative legate al suo passaggio. Il ciclone, primo uragano della stagione atlantica, ha raggiunto la costa venerdì nei pressi di Destin, in Florida, come tempesta di 2ª categoria. Successivamente ha attraversato l’Alabama con venti di intensità tropicale, proseguendo verso Nord.
Il bilancio attribuito a Isaias è di almeno 4 vittime. A ciò si aggiungono i danni alle infrastrutture elettriche: lunedì sera, circa 106mila utenze risultavano ancora senza corrente tra il Panhandle della Florida e l’Alabama meridionale. Il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha dichiarato di aspettarsi il ripristino dell’elettricità per quasi tutti gli utenti entro martedì sera, disponendo inoltre la riapertura delle scuole a partire da mercoledì. Nei prossimi giorni, sulle regioni del Medio Atlantico e del Sud/Est, compresa l’area meridionale degli Appalachi, sono attese condizioni più asciutte. In alcune località, tuttavia, le temperature potrebbero mantenersi sopra la media stagionale, con una sensazione quasi estiva.
