Venere tra la Terra e il Sole, spettacolare congiunzione inferiore il 23 e 24 ottobre: il pianeta diventa una sottilissima falce

Venere raggiunge una fase di illuminazione di appena lo 0,7% e si avvicina prospetticamente al Sole fino a 6,48 gradi mentre i coronografi SOHO seguono il fenomeno e sul Sole cresce l'attenzione per una macchia capace di produrre brillamenti di classe X

Uno degli eventi astronomici più affascinanti di ottobre sta raggiungendo il suo momento culminante. Tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, Venere si trova in congiunzione inferiore con il Sole, una particolare configurazione astronomica durante la quale il pianeta passa quasi direttamente tra la Terra e la nostra stella. Il fenomeno sta trasformando il disco visibile di Venere in una falce estremamente sottile, con una porzione illuminata pari ad appena lo 0,7%. La configurazione è particolarmente suggestiva perché, mentre Venere si avvicina prospetticamente al Sole, rivolge verso la Terra quasi interamente il suo emisfero notturno. Soltanto una sottilissima striscia della superficie apparente del pianeta rimane illuminata dalla luce solare, dando origine a una delle fasi più estreme del suo ciclo osservabile.

Congiunzione inferiore di Venere: cosa accade il 23 e 24 ottobre 2026

La congiunzione inferiore di Venere si verifica quando il pianeta, nel corso del suo movimento orbitale, si dispone tra la Terra e il Sole. In questa situazione, osservando idealmente il sistema dalla Terra, Venere appare proiettata in una regione del cielo molto vicina alla nostra stella. Il fenomeno interessa le giornate del 23 e 24 ottobre 2026, con il momento di massimo avvicinamento apparente al Sole previsto per sabato 24 ottobre alle 14:00 UTC, corrispondenti alle 16:00 in Italia. In quell’istante, la separazione angolare tra Venere e il Sole raggiungerà appena 6,48 gradi. Il pianeta non attraverserà quindi direttamente il disco solare, ma passerà nelle sue vicinanze dal punto di vista prospettico. La particolare geometria della congiunzione determina anche una trasformazione dell’aspetto di Venere. Poiché la parte del pianeta rivolta verso la Terra coincide quasi interamente con il suo emisfero non illuminato, la frazione visibile della superficie raggiunta dalla luce solare si riduce progressivamente, fino a formare una falce sottilissima.

Venere illuminato appena allo 0,7%: la spettacolare falce fotografata dalla Germania

Una testimonianza particolarmente significativa dell’evoluzione del fenomeno arriva dalla Germania, dove il fotografo Günther Strauch, a Borken, ha immortalato Venere il 20 ottobre, pochi giorni prima della congiunzione inferiore. Al momento dello scatto, il pianeta presentava una frazione illuminata pari ad appena l’1,21% e un diametro apparente di 1,01 minuti d’arco, un valore che descrive le dimensioni angolari del disco osservato dalla Terra. Commentando l’immagine, Strauch ha dichiarato: “la delicata falce di Venere era uno spettacolo incantevole”, riporta spaceweather.com. Il fotografo ha poi precisato: “quando ho scattato questa fotografia, il 20 ottobre, Venere era illuminato soltanto per l’1,21% e aveva un diametro di 1,01 minuti d’arco”. Da allora, la porzione illuminata si è ulteriormente ridotta. Il 23 ottobre la falce di Venere raggiunge appena lo 0,7% di illuminazione, diventando ancora più sottile rispetto a quella documentata tre giorni prima. La fotografia testimonia quindi una fase estremamente avanzata del progressivo assottigliamento della porzione luminosa del pianeta, direttamente collegata alla sua posizione rispetto alla Terra e al Sole.

Venere vicino al Sole: i coronografi SOHO seguono la congiunzione

Il fenomeno è seguito anche attraverso gli strumenti dedicati all’osservazione solare. I coronografi dell’osservatorio spaziale SOHO stanno infatti registrando l’avvicinamento apparente di Venere al Sole, documentando il movimento del pianeta durante le ore che precedono la congiunzione inferiore. Queste osservazioni consentono di seguire un fenomeno che, dalla superficie terrestre, presenta condizioni particolarmente difficili e pericolose a causa della ridottissima distanza angolare dalla nostra stella. Il momento centrale è previsto per il 24 ottobre alle 14:00 UTC, quando Venere raggiungerà la separazione angolare minima di 6,48 gradi. La vicinanza prospettica al Sole costituisce dunque uno degli elementi principali di questa congiunzione. La progressiva riduzione della falce illuminata e il contemporaneo avvicinamento apparente al disco solare rappresentano due manifestazioni della stessa configurazione astronomica: la posizione di Venere quasi lungo la direzione che congiunge la Terra al Sole.

Osservare Venere durante la congiunzione inferiore è estremamente pericoloso

La particolare vicinanza apparente di Venere al Sole rende estremamente rischioso qualsiasi tentativo di osservazione telescopica dalla Terra. Anche una minima quantità di luce solare che entri accidentalmente nello strumento può provocare gravissimi danni alla vista, fino alla cecità. Il pericolo deriva dalla possibilità che il telescopio intercetti direttamente la radiazione solare mentre viene orientato verso il pianeta, situato a pochi gradi dalla nostra stella. Anthony J. Cook, già in servizio presso il Griffith Observatory, ha raccontato le precauzioni adottate durante precedenti osservazioni di Venere in congiunzione. “Ho osservato Venere durante la congiunzione, ma soltanto dall’ombra di un edificio oppure applicando una maschera alla parte anteriore del telescopio, in modo da schermare completamente le ottiche dalla luce solare diretta. Al Griffith Observatory ruotavo la cupola del telescopio per assicurarmi che l’obiettivo fosse protetto dalla luce diretta del Sole”. Si tratta di procedure descritte da un osservatore esperto, non di indicazioni per effettuare autonomamente osservazioni in prossimità del Sole. La presenza del disco solare nelle immediate vicinanze del pianeta rende infatti indispensabile evitare qualsiasi puntamento non adeguatamente protetto.

Attività solare, attenzione alla macchia 4560: possibili brillamenti di classe X

Contemporaneamente alla congiunzione inferiore di Venere, l’attenzione degli osservatori solari è rivolta anche alla macchia solare 4560, che ha sviluppato una configurazione magnetica particolarmente complessa. La regione attiva presenta infatti un campo magnetico di tipo beta-gamma-delta, una struttura nella quale possono accumularsi le condizioni energetiche favorevoli alla produzione di brillamenti solari particolarmente intensi. Secondo le informazioni, questa configurazione racchiude energia sufficiente a generare potenzialmente brillamenti solari di classe X, la categoria più elevata nella classificazione dell’intensità dei flare solari. Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la posizione della macchia sulla superficie del Sole. La regione attiva si trova infatti entro 45 gradi dalla linea Sole-Terra, una collocazione che rende potenzialmente geoefficaci le eventuali eruzioni. La possibilità di brillamenti di classe X non equivale alla certezza che si verifichino, ma evidenzia il potenziale energetico della regione magnetica e la necessità di seguirne l’evoluzione. La giornata del 23 ottobre 2026 presenta così due fenomeni astronomici distinti ma contemporanei: da una parte la congiunzione inferiore di Venere, con il pianeta ridotto a una falce illuminata per appena lo 0,7%, dall’altra l’evoluzione della macchia solare 4560, capace potenzialmente di produrre brillamenti di elevata intensità.