Primo caso umano documentato di virus Shamonda (Shav) in Francia. A renderlo noto è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), precisando che il paziente, già affetto da una grave patologia, è morto all’inizio di ottobre. Sono in corso accertamenti per stabilire se l’infezione abbia causato o contribuito al decesso. Finora il virus era stato rilevato esclusivamente negli animali. L’ECDC sta collaborando con le autorità francesi e con i partner europei per valutare i possibili rischi per la salute pubblica e verificare le modalità di trasmissione dell’infezione. La grave condizione preesistente del paziente rappresentava un fattore di maggiore vulnerabilità alle infezioni e alle loro complicazioni. L’attenzione delle autorità sanitarie si inserisce in un quadro di diffusione del virus negli allevamenti europei. Dopo i primi rilevamenti nell’estate del 2026, il patogeno è stato individuato in diversi Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Belgio, oltre che in altri Stati europei.
Il virus Shamonda si trasmette generalmente tra gli animali attraverso la puntura di moscerini del genere Culicoides. Non è ancora nota, tuttavia, la specie responsabile della trasmissione nel caso umano segnalato in Francia. L’ECDC segue l’evoluzione della situazione in coordinamento con la Commissione europea e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Sono inoltre in corso iniziative per rafforzare le capacità diagnostiche e supportare gli Stati membri nell’eventuale individuazione di altri casi. Al momento, le informazioni disponibili non consentono di definire con certezza le implicazioni del primo contagio umano.
