West Nile, 9 morti nei Paesi Bassi nel 2026: 56 casi e 4 decessi nell’ultima settimana

Si aggrava il bilancio della Febbre del Nilo occidentale nei Paesi Bassi: il Rivm segnala 12 nuovi casi rispetto al 24 settembre e quattro nuove vittime. Dall’inizio dell’anno sono 56 le infezioni accertate e 9 i decessi

Sale a 9 il numero delle persone morte nei Paesi Bassi nel 2026 a causa del virus West Nile, mentre il totale delle infezioni segnalate dall’inizio dell’anno ha raggiunto quota 56. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento diffuso oggi, giovedì 1 ottobre, dal Rivm, l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente dei Paesi Bassi. Il nuovo bilancio conferma un aggravamento della situazione rispetto alla precedente rilevazione. Dal mese di agosto, infatti, nel Paese sono emerse diverse segnalazioni della presenza del patogeno in differenti località, documentate attraverso diagnosi in pazienti umani, campioni positivi rilevati nei cavalli, attività di ricerca scientifica e screening, oltre a studi condotti su uccelli e zanzare comuni. La circolazione del virus West Nile viene quindi monitorata attraverso un sistema che coinvolge più ambiti sanitari, veterinari e ambientali, con l’obiettivo di ricostruire l’evoluzione della diffusione del patogeno e individuare le aree maggiormente interessate.

Dodici nuovi casi in una settimana e quattro nuove vittime

Il dato più rilevante riguarda l’aumento registrato nell’ultima settimana. Rispetto all’ultimo bollettino, pubblicato il 24 settembre, il Rivm ha infatti ricevuto la segnalazione di 12 nuovi casi di virus West Nile. L’Istituto ha precisato che “sono stati segnalati al Rivm 12 nuovi casi di virus West Nile” e che “4 di questi nuovi pazienti sono deceduti. Tutti i nuovi casi hanno contratto il virus dopo essere stati punti da una zanzara infetta. Medici, veterinari, virologi, epidemiologi ed ecologi stanno collaborando strettamente per monitorare lo sviluppo e la diffusione di West Nile e adottare le misure appropriate“. Le quattro nuove vittime portano dunque a 9 il numero complessivo dei decessi registrati nei Paesi Bassi nel corso del 2026, mentre i casi confermati salgono a 56. La modalità di trasmissione accertata nei nuovi pazienti è legata alla puntura di zanzare infette, elemento centrale nel ciclo epidemiologico della Febbre del Nilo occidentale.

La maggior parte dei pazienti diagnosticata dopo il ricovero in ospedale

Secondo i dati disponibili, la maggior parte delle persone risultate positive al virus West Nile ha ricevuto la diagnosi dopo essere stata ricoverata in ospedale con sintomi. Il quadro conferma quindi la presenza di infezioni che hanno richiesto un approfondimento clinico e, nei casi più gravi, assistenza ospedaliera. Il bilancio complessivo per il 2026 nei Paesi Bassi è al momento di 56 casi segnalati e 9 decessi. La distribuzione geografica mostra inoltre una concentrazione significativa delle infezioni in alcune province del Paese.

West Nile, l’Olanda Meridionale è la provincia più colpita

La maggior parte delle persone che hanno contratto il virus West Nile nei Paesi Bassi risiede o ha acquisito l’infezione nella provincia dell’Olanda Meridionale, dove sono stati segnalati 32 casi. Seguono la provincia di Utrecht, con 12 infezioni, l’Olanda Settentrionale, con 5 casi, e il Brabante Settentrionale, dove sono stati individuati 4 pazienti. Altri casi sono stati segnalati nel Gelderland, dove le infezioni risultano essere 2, e nell’Overijssel, con 1 caso. La distribuzione territoriale evidenzia quindi una presenza del virus in diverse aree dei Paesi Bassi, con una netta prevalenza delle segnalazioni nell’Olanda Meridionale.

Il Rivm: il picco dell’epidemia potrebbe essere stato superato

Nonostante l’aumento del numero complessivo dei casi e il nuovo aggravamento del bilancio delle vittime, il Rivm segnala anche un elemento di possibile rallentamento della circolazione virale. Secondo l’Istituto, infatti, il picco di questa epidemia di West Nile “sia stato superato, poiché il numero di nuove infezioni è diminuito nelle ultime settimane“. Il dato viene quindi interpretato nel contesto di una riduzione progressiva delle nuove infezioni osservata nelle settimane più recenti, anche se il monitoraggio del virus prosegue attraverso la collaborazione tra medici, veterinari, virologi, epidemiologi ed ecologi. L’attività di sorveglianza rimane particolarmente importante proprio per seguire l’evoluzione della diffusione della Febbre del Nilo occidentale e verificare l’eventuale comparsa di nuovi casi.

West Nile in Europa, 1.569 casi umani in 16 Paesi

Il problema non riguarda soltanto i Paesi Bassi. Nel corso del 2026 il virus West Nile ha fatto registrare una significativa circolazione anche in diversi altri Paesi europei. Secondo gli ultimi dati dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dall’inizio della stagione di trasmissione fino al 23 settembre sono state individuate 186 aree interessate dal West Nile in 16 Paesi dell’area europea. Complessivamente, questi 16 Paesi hanno segnalato 1.569 casi umani di infezione da virus West Nile contratti localmente. Il dato conferma la diffusione del patogeno in più aree del continente nel corso della stagione 2026 e la necessità di mantenere elevata l’attenzione epidemiologica nei territori interessati dalla presenza di zanzare in grado di trasmettere il virus.

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di casi

Tra i Paesi europei coinvolti, il numero più elevato di casi di West Nile è stato registrato in Italia. Secondo i dati Ecdc aggiornati al 23 settembre, dopo l’Italia figurano Grecia, Spagna e Francia, anch’esse interessate da numerose infezioni contratte localmente. Il quadro europeo mostra quindi una presenza estesa del virus West Nile nel 2026, con 1.569 casi umani complessivi, 186 aree interessate e una circ olazione documentata in 16 Paesi.Nei Paesi Bassi, intanto, l’aggiornamento del 1° ottobre porta il bilancio a 56 casi e 9 morti, con quattro decessi registrati soltanto nell’ultima settimana, mentre il Rivm ritiene che il picco della fase epidemica possa essere ormai stato superato in seguito alla diminuzione delle nuove infezioni osservata nelle ultime settimane.