“Remember, remember the Fifth of November, Gunpowder, treason and plot“, ricordate, ricordate il 5 novembre: polvere da sparo, tradimento e complotto. È con questi versi che ogni anno, nel Regno Unito, torna alla memoria uno degli episodi più singolari e drammatici della storia inglese: la Congiura delle polveri del 1605, il tentativo di un gruppo di cospiratori cattolici di far esplodere il Parlamento durante una seduta alla presenza del re Giacomo I. Sono trascorsi 421 anni da quella notte in cui un attentato potenzialmente devastante venne sventato poche ore prima della sua esecuzione. Protagonista della vicenda fu Guy Fawkes, l’uomo incaricato di sorvegliare i barili di esplosivo nascosti nei sotterranei del Palazzo di Westminster. A scoprirlo fu Sir Thomas Knyvett, magistrato e giudice di pace, durante una perquisizione ordinata dalle autorità.
Un complotto nato dalle tensioni religiose
Per comprendere le ragioni della congiura bisogna tornare all’Inghilterra di inizio Seicento, attraversata da profonde divisioni religiose. Dopo la rottura con la Chiesa di Roma voluta da Enrico VIII, i cattolici inglesi avevano conosciuto decenni di discriminazioni e restrizioni. L’ascesa al trono di Giacomo I, nel 1603, aveva alimentato la speranza di una maggiore tolleranza religiosa, ma le politiche della Corona non cambiarono nella misura auspicata. In questo clima maturò il progetto di un gruppo di cospiratori guidati da Robert Catesby, un gentiluomo cattolico che intendeva eliminare il sovrano e i principali rappresentanti delle istituzioni per provocare un’insurrezione e modificare gli equilibri politici del Paese. Tra i partecipanti figurava Guy Fawkes, che aveva maturato esperienza militare nelle Fiandre al servizio degli spagnoli.
Trentasei barili per cambiare la storia
Il piano prevedeva di far esplodere la Camera dei Lord durante l’apertura ufficiale del Parlamento, quando il re, i membri delle 2 Camere e numerose personalità politiche sarebbero stati presenti. I congiurati affittarono un locale sotterraneo sotto il Palazzo di Westminster e vi nascosero 36 barili di polvere da sparo, coprendoli con legna e altro materiale. A Guy Fawkes venne affidato il compito di custodire l’esplosivo e innescare la miccia. L’attentato avrebbe dovuto provocare la morte del sovrano e dei vertici dello Stato, aprendo la strada a un cambiamento radicale del potere politico e religioso inglese.
La lettera anonima e la scoperta
Il complotto rischiò di riuscire, ma una lettera anonima cambiò il corso degli eventi. Il 26 ottobre 1605, Lord Monteagle ricevette un messaggio che lo invitava a non partecipare alla cerimonia di apertura del Parlamento. La lettera conteneva un avvertimento su un pericolo imminente e suggeriva di allontanarsi da Londra. Il destinatario consegnò il documento alle autorità. I sospetti portarono a una serie di verifiche e, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, venne organizzata una perquisizione dei locali sotterranei. Fu Sir Thomas Knyvett a trovare Guy Fawkes nei pressi dei barili di polvere da sparo. L’uomo venne arrestato e il materiale esplosivo sequestrato. Il Parlamento era salvo.
Dalla condanna alla nascita della Bonfire Night
Dopo l’arresto, Fawkes venne condotto alla Torre di Londra e sottoposto a interrogatori e torture. Le indagini permisero di identificare gli altri partecipanti alla congiura. Robert Catesby e alcuni suoi compagni morirono l’8 novembre durante uno scontro con le forze governative a Holbeach House. Gli altri sopravvissuti furono processati e condannati per alto tradimento. Guy Fawkes venne giustiziato il 31 gennaio 1606. La scoperta del complotto fu celebrata dalla Corona come uno scampato pericolo e il 5 novembre divenne una ricorrenza ufficiale. Nacque così la Bonfire Night, conosciuta anche come Guy Fawkes Night, una tradizione ancora oggi molto sentita nel Regno Unito. Ogni anno, nella serata del 5 novembre, città e paesi britannici si illuminano con falò e spettacoli pirotecnici. In molte località vengono bruciati fantocci che raffigurano Guy Fawkes, rievocando simbolicamente il fallimento della congiura.
“Remember, remember the Fifth of November”: la filastrocca che attraversa i secoli
La vicenda ha lasciato un segno profondo anche nella cultura popolare britannica. A testimoniarlo è la celebre filastrocca che accompagna la ricorrenza:
Remember, remember the Fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason why gunpowder treason
Should ever be forgot.
Il testo, nelle sue diverse versioni tramandate nel tempo, invita a non dimenticare il complotto della polvere da sparo, il tradimento e il tentativo di attentato. Questi versi sono diventati una sorta di memoria collettiva della storia britannica, ripetuti generazione dopo generazione e associati indissolubilmente al 5 novembre.
Da Guy Fawkes a V per Vendetta: quando un cospiratore diventa un simbolo di ribellione
Il ricordo di Guy Fawkes non è rimasto però confinato alla storia inglese. Nel corso dei secoli la sua immagine ha assunto significati nuovi, fino a trasformarsi in un simbolo internazionale di protesta e opposizione al potere. Una delle interpretazioni più conosciute arriva dal mondo del fumetto e del cinema con V per Vendetta, la celebre opera scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd, successivamente adattata per il grande schermo nel 2005 dai registi James McTeigue e dalle sorelle Wachowski, autrici della sceneggiatura. Ambientato in una Gran Bretagna distopica governata da un regime totalitario, il film racconta la storia di V, un misterioso personaggio che combatte contro il potere autoritario indossando una maschera ispirata proprio al volto di Guy Fawkes.
La scelta non è casuale. V recupera la memoria di un uomo che, nel 1605, aveva tentato di distruggere il Parlamento, trasformandone l’immagine in un emblema di ribellione contro un sistema oppressivo. La maschera, con il caratteristico sorriso stilizzato, i baffi e il pizzetto, è diventata negli anni un simbolo riconoscibile in tutto il mondo. È stata utilizzata anche dal movimento Anonymous e in numerose manifestazioni di protesta. Si è così verificata una singolare trasformazione storica: Guy Fawkes, ricordato per secoli come un traditore della Corona, è diventato nell’immaginario contemporaneo il volto di chi contesta il potere costituito. Una vicenda che dimostra come la storia possa cambiare significato con il passare del tempo: l’uomo che voleva far saltare in aria il Parlamento inglese è diventato, 4 secoli dopo, uno dei simboli più riconoscibili della ribellione contro il potere.
