Allerta Meteo, prossima settimana senza tregua: più perturbazioni in arrivo dall’Atlantico, piogge anche intense e temperature sulle montagne russe tra un fronte e l’altro

La prossima settimana si aprirà con un primo peggioramento al Centro-Nord, seguito da una breve tregua e da una nuova perturbazione più organizzata. Le mappe mostrano un’alternanza tra richiami d’aria mite e afflussi più freschi

Dopo una fase influenzata da correnti più fredde, la circolazione atmosferica sull’Europa tenderà a riorganizzarsi attorno a un flusso occidentale più umido e mite. L’Italia si troverà lungo una traiettoria favorevole al transito di diversi impulsi perturbati, separati da pause brevi e irregolari. Non è atteso un unico peggioramento continuo: il tempo potrà migliorare per qualche ora o per una giornata, soprattutto al Sud, mentre un nuovo fronte sarà già in avvicinamento da ovest. Le prime piogge sono attese al Nord e su parte del Centro tra lunedì e martedì. Dopo una fase più variabile mercoledì, un nuovo sistema dovrebbe avvicinarsi dalla sera e determinare un peggioramento più esteso tra giovedì e venerdì. Nella parte finale della settimana la saccatura potrà coinvolgere altre zone della Penisola, accompagnata da rovesci, temporali e venti sostenuti.

Anomalie geopotenziale 500 hPa 11 novembre

La circolazione: una porta atlantica aperta, con brevi intervalli

Le mappe a 500 hPa aiutano a leggere l’evoluzione su scala europea. Nella proiezione per mercoledì 11 novembre si riconosce una depressione sull’Atlantico, a ovest della Penisola Iberica, mentre sull’Italia e sul Mediterraneo centrale prevale una configurazione relativamente più stabile. Questa disposizione lascia spazio alle prime infiltrazioni umide occidentali, ma mantiene ancora una componente anticiclonica sul nostro Paese. La carta successiva, valida per sabato 14, mostra invece un’incursione depressionaria più ampia sull’Europa settentrionale e centrale, con correnti occidentali e sud-occidentali dirette verso il Mediterraneo. È una configurazione compatibile con il passaggio di una perturbazione più organizzata e con l’estensione dell’instabilità dal Nord e dai versanti tirrenici verso altre regioni.

Le proiezioni per il 18 e 19 novembre suggeriscono poi una nuova ondulazione della circolazione: una depressione sull’Europa occidentale e settentrionale potrebbe favorire un richiamo più mite sul Mediterraneo, seguito da un successivo afflusso di aria più fresca verso l’Europa centrale e, in parte, l’Italia. Sono carte a distanza maggiore, utili per individuare la possibile alternanza tra le fasi, ma non per stabilire con precisione quando e dove pioverà.

Lunedì 9 e martedì 10: il primo fronte interessa soprattutto Nord e Centro

La settimana comincerà con l’aumento delle nubi sulle regioni settentrionali e sui settori tirrenici più esposti. Lunedì le prime piogge potranno interessare in particolare la Liguria e l’alta Toscana, con fenomeni possibili anche su parte della Val Padana; sul resto del Paese prevarranno condizioni più asciutte, pur con nuvolosità in aumento.

Martedì il fronte dovrebbe coinvolgere più direttamente il Nord e il Centro, con piogge e rovesci in estensione dalle regioni tirreniche verso quelle adriatiche. Il Sud resterà inizialmente più ai margini, con schiarite più ampie e temperature in aumento. Le massime potranno mantenersi tra +12/+15°C al Nord, tra +14/+17°C al Centro e salire tra +17/+21°C al Sud, dove il richiamo di correnti meridionali potrà farsi sentire prima. Il passaggio del fronte non avrà quindi lo stesso effetto ovunque. Al Nord la copertura nuvolosa e le precipitazioni limiteranno le massime, mentre più a sud la persistenza di correnti miti potrà favorire un rialzo, anche prima che il peggioramento raggiunga quelle zone. È il primo segnale di una settimana in cui le temperature varieranno in modo diverso da regione a regione, seguendo la posizione dei fronti e dei venti.

Mercoledì: una tregua breve, senza un ritorno stabile

Mercoledì la perturbazione iniziale dovrebbe allontanarsi, lasciando spazio a una fase più variabile. Le schiarite potranno farsi strada su alcune regioni, ma non ovunque: sulle aree tirreniche e sui settori esposti alle correnti occidentali saranno ancora possibili addensamenti e fenomeni isolati. La pausa sarà probabilmente breve. Le mappe a 500 hPa mostrano la depressione atlantica ancora attiva a ovest e una circolazione favorevole all’arrivo di nuove perturbazioni. Già dalla sera le prime piogge potranno riaffacciarsi sul Nord-Ovest, preludio a un peggioramento più esteso.

Giovedì: il richiamo mite precede il nuovo peggioramento

Tra mercoledì sera e giovedì le correnti meridionali potranno intensificarsi davanti al nuovo fronte. Il vento da sud o sud-ovest trasporterà aria più mite verso la Penisola e farà salire le temperature soprattutto al Centro e al Sud, mentre al Nord il cielo più nuvoloso e le piogge manterranno i valori più contenuti. Si potrà così avvertire con chiarezza il contrasto tra il tempo perturbato e il clima mite: la pioggia non coinciderà necessariamente con un’immediata irruzione fredda. Prima del passaggio del fronte, le correnti meridionali potranno portare massime superiori alla norma, soprattutto sulle regioni centro-meridionali e sulle isole. Verso il weekend, i valori massimi potranno raggiungere localmente +18/+22°C al Centro e +22/+26°C al Sud, mentre al Nord resteranno più contenuti.

Le precipitazioni di giovedì potranno risultare più insistenti al Nord-Ovest e sulla Sardegna, con un peggioramento anche sull’area tirrenica. La disposizione delle correnti e l’effetto di sbarramento dei rilievi potranno accentuare i fenomeni in alcune zone, ma la distribuzione dei quantitativi dipenderà dalla traiettoria esatta del sistema e dalla persistenza delle piogge.

Venerdì e weekend: il fronte avanza e le temperature possono diminuire

Tra venerdì e il fine settimana la saccatura dovrebbe proseguire il suo movimento verso levante, portando altre piogge e temporali e una ventilazione sostenuta. Con l’avanzamento del fronte, il richiamo prefrontale meridionale tenderà a essere sostituito da correnti meno miti: il calo termico potrà interessare soprattutto le regioni centrali e meridionali, dove nei giorni precedenti si saranno raggiunti i valori più elevati. Le mappe GFS a 850 hPa, che rappresentano la temperatura a circa 1.500 metri e la sua anomalia rispetto alla media climatologica 1981-2010, mostrano bene questa alternanza. Per giovedì 12 la carta disegna anomalie positive diffuse sull’Europa centrale e sull’Italia, particolarmente accentuate sul Mediterraneo.

Per domenica 15 la distribuzione cambia: le anomalie diventano negative su gran parte dell’Europa centrale e interessano anche il Nord e parte del Centro Italia, mentre il Sud conserva una componente più mite. Il segnale è quindi quello di un marcato divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno, non di un raffreddamento uniforme su tutta la Penisola. Un’anomalia a 850 hPa non coincide direttamente con la temperatura prevista al suolo. Le massime effettive dipenderanno anche dalla nuvolosità, dall’intensità delle piogge, dal vento e dalle condizioni locali. Una giornata perturbata può avere temperature contenute anche senza un’irruzione fredda, mentre schiarite e correnti meridionali possono mantenere valori miti nelle aree che si troveranno ancora davanti al fronte.

Due passaggi e un contrasto termico netto

La settimana avrà almeno due momenti distinti. Il primo fronte, tra lunedì e martedì, coinvolgerà soprattutto il Nord e il Centro, mentre il Sud potrà restare più soleggiato e iniziare a scaldarsi. Dopo una breve tregua, il secondo peggioramento arriverà da ovest tra mercoledì sera e giovedì, preceduto da un nuovo richiamo meridionale che farà salire le temperature, soprattutto al Centro-Sud. Quando la saccatura avanzerà verso levante, l’aria mite verrà gradualmente sostituita da masse meno calde e le temperature potranno diminuire, in particolare nelle regioni centrali e meridionali. Il contrasto più significativo potrebbe quindi verificarsi nel giro di pochi giorni: da massime miti, localmente superiori alla media, a valori più contenuti dopo il transito del fronte. Le mappe non indicano, tuttavia, un’ondata di freddo generalizzata sull’Italia.

Piogge più frequenti al Centro-Nord, accumuli ancora da definire

La distribuzione dei fenomeni dipenderà dall’esposizione alle correnti occidentali e dalla traiettoria dei singoli impulsi. Nord-Ovest, Liguria, alta Toscana e settori tirrenici appaiono tra le aree più esposte ai passaggi; il Nord-Est e le regioni centrali potranno essere raggiunti soprattutto quando i fronti avanzeranno verso levante. Il Sud potrebbe beneficiare di pause più ampie nella prima parte della settimana, pur restando possibile un coinvolgimento successivo.

La carta delle precipitazioni cumulate allegata copre un intervallo più lungo della sola settimana, dal 7 al 23 novembre. Mostra accumuli potenzialmente significativi lungo alcuni tratti alpini e appenninici e sulle aree esposte ai flussi umidi, ma non consente di attribuire quei quantitativi a una singola perturbazione né di considerarli una previsione puntuale già consolidata. Per valutare il rischio di piogge abbondanti serviranno gli aggiornamenti ravvicinati, perché anche piccoli spostamenti dei minimi depressionari possono cambiare le zone più coinvolte.

La tendenza oltre il weekend

Le carte per il 21 e 23 novembre prolungano il segnale di una circolazione ondulata, con alternanza tra richiami miti e afflussi più freschi. La mappa del 21 mostra anomalie positive sul Centro-Sud e sull’Europa centrale, mentre quella del 23 disegna un’anomalia più fredda estesa verso l’Italia. È una possibile evoluzione coerente con il passaggio di nuove ondulazioni, ma l’affidabilità diminuisce con l’aumentare della distanza temporale: queste mappe non permettono di stabilire oggi se e quando un nuovo fronte attraverserà una specifica regione.

Il segnale principale delle mappe è quello di una settimana dinamica, scandita dal passaggio di più fronti e da importanti oscillazioni termiche. Le fasi più miti potranno precedere i peggioramenti, soprattutto al Centro-Sud, mentre il transito delle saccature favorirà un calo temporaneo dei valori. La posizione delle precipitazioni più intense e l’entità della flessione termica nella parte finale della settimana andranno confermate con i prossimi aggiornamenti.

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