Alluvioni a Genova, oggi le commemorazioni: riflettori anche sugli interventi per la sicurezza idrogeologica del territorio

iL sindaca alle commemorazioni delle tragedie del 4 novembre 2011 e del 9 ottobre 2014. Deposte corone a Marassi e Borgo Incrociati

Genova ricorda le vittime delle alluvioni del 2011 e del 2014. Questa mattina si sono svolte le 2 cerimonie commemorative dedicate alle persone morte durante le drammatiche esondazioni che colpirono la città, lasciando una ferita ancora aperta nella memoria dei genovesi. In occasione delle commemorazioni è intervenuto il sindaco Silvia Salis, che ha ribadito l’importanza di riconoscere il cambiamento climatico e di investire nella prevenzione del rischio idrogeologico: “Incredibile che ci sia ancora chi nega il cambiamento climatico, oggi la mia solidarietà e il mio abbraccio vanno ai parenti delle vittime perché non ci sono parole né giustificazioni che nessuna pubblica amministrazione potrà mai usare per porre rimedio a quello che è successo“.

La prima commemorazione si è svolta a Marassi, davanti alla targa che ricorda le 6 vittime dell’esondazione del torrente Fereggiano del 4 novembre 2011: Shpresa Djala, 28 anni, e le sue figlie Janissa e Gioia, di 1 e 8 anni, Angela Chiaramonte, 40 anni, Serena Costa, 19 anni, ed Evelina Marina Pietranera, 50 anni. Accanto al comitato Parenti delle vittime erano presenti, oltre alla sindaca, l’assessore comunale alla Protezione civile Massimo Ferrante, il presidente del municipio Bassa Val Bisagno Fabrizio Ivaldi, il prefetto Cinzia Torraco e il console onorario d’Albania Giuseppe Durazzo. Hanno partecipato anche i consiglieri regionali Matteo Campora e Armando Sanna.

La seconda cerimonia si è tenuta a Borgo Incrociati, dove è stata deposta una corona in memoria di Antonio Campanella, 57 anni, morto durante l’alluvione del 9 ottobre 2014. Nel suo intervento, Salis ha collegato il ricordo delle tragedie alla necessità di affrontare concretamente gli effetti del cambiamento climatico, sottolineando le responsabilità accumulate negli anni sul fronte della prevenzione: “L’alluvione del 2011 è stata la prima vera drammatica presa di coscienza che il clima stava cambiando e che in questa città, in questo Paese – nei decenni è stato fatto sempre troppo poco per poter arginare questo tipo di fenomeni. Affermare che il cambiamento climatico non esiste è una cosa non solo antiscientifica, ma che mina la sicurezza delle persone e mette a rischio la loro vita“.

Il sindaco ha inoltre richiamato l’attenzione sugli interventi ancora necessari per la messa in sicurezza del territorio genovese. In particolare, il Comune ha riavviato l’iter per il completamento dei lavori sul rio Rovare, mentre resta aperta la questione dei ritardi nello scolmatore del Bisagno. “Sappiamo che i lavori sullo scolmatore del Bisagno sono molto in ritardo, ma questi purtroppo sono temi silenziosi, invisibili: ti accorgi che non è stato fatto abbastanza quando è troppo tardi“, ha aggiunto Salis.

Sulla stessa linea l’assessore comunale alla Protezione civile Massimo Ferrante, che ha ricordato i progressi compiuti negli ultimi anni e gli interventi ancora in corso o da completare: “Dal 2011 molte cose sono cambiate, non solo a livello a livello infrastrutturale con il completamento dello scolmatore del Fereggiano, ma anche con i lavori dello scolmatore del Bisagno, del rio Rovare e del Noce che saranno fondamentali per garantire la sicurezza di queste zone fragili della città. Continueremo ad agire per la messa in sicurezza del nostro bellissimo ma altrettanto fragile territorio“.

Le commemorazioni si sono concluse nel segno del ricordo delle vittime e della consapevolezza che la tutela del territorio resta una priorità. Un impegno che, come ribadito dal sindaco, non può prescindere dalla prevenzione, dalla realizzazione delle opere necessarie e dal riconoscimento dei rischi legati ai cambiamenti climatici.