Con l’avvicinarsi dell’inverno, torna alta l’allerta per l’inquinamento atmosferico in diverse aree dell’Asia meridionale, soprattutto nell’India settentrionale. A preoccupare sono anche i festeggiamenti per il Diwali, la tradizionale ricorrenza religiosa celebrata da circa un miliardo di persone nel mondo, durante la quale l’utilizzo dei fuochi d’artificio rischia di aggravare una situazione già critica. Il problema è particolarmente evidente a New Delhi, dove il ristagno dell’aria fredda e i venti deboli favoriscono l’accumulo di polveri sottili e sostanze nocive negli strati più bassi dell’atmosfera. A contribuire allo smog sono il traffico veicolare, le attività industriali, le polveri dei cantieri e la combustione di residui agricoli e rifiuti. Secondo i dati riportati, lo scorso anno la concentrazione media di particolato fine a Delhi ha raggiunto livelli circa 19 volte superiori alle linee guida annuali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In alcune occasioni, inoltre, le centraline di monitoraggio hanno registrato valori oltre la soglia massima visualizzabile.
Un fenomeno che supera i confini dell’India
Situazioni analoghe interessano il Pakistan e alcune regioni della Cina, dove le inversioni termiche possono intrappolare aria fredda e inquinanti vicino al suolo. Anche nell’Europa orientale il riscaldamento domestico a carbone e legna contribuisce all’inquinamento invernale. In Nord America, invece, durante l’estate gli incendi boschivi diffondono fumo e particolato su vaste aree degli Stati Uniti e del Canada.
Per limitare i rischi per la salute, gli esperti raccomandano di consultare regolarmente l’indice di qualità dell’aria (AQI), verificando i dati delle centraline più vicine. In India, valori compresi tra 201 e 300 indicano una qualità dell’aria scarsa, tra 301 e 400 molto scarsa e tra 401 e 500 condizioni gravi, potenzialmente dannose anche per le persone sane. Tra le principali misure preventive figurano l’utilizzo di mascherine ben aderenti al viso, il ricorso a purificatori d’aria negli ambienti chiusi e la riduzione dell’esposizione all’aperto nelle giornate più inquinate.
Le autorità di Delhi hanno già introdotto restrizioni temporanee per cantieri, industrie e traffico, affiancandole a un piano di lungo periodo per incentivare la mobilità elettrica. Tuttavia, secondo gli esperti di salute pubblica, gli interventi temporanei non sono sufficienti a risolvere le cause strutturali del fenomeno.
