Il Messico accelera sulla transizione ecologica e punta a rafforzare la tutela dell’ambiente senza perdere di vista la competitività del proprio sistema industriale. Il governo guidato dalla presidente Claudia Sheinbaum ha presentato lo scorso gennaio la nuova Legge generale sull’Equilibrio ecologico e la Protezione ambientale, un provvedimento che interviene sulla conservazione degli ecosistemi, sulla gestione delle risorse naturali e sulle condizioni alle quali devono sottostare le attività produttive. La strategia messicana sarà al centro di Ecomondo 2026, la manifestazione di Rimini dedicata alla sostenibilità e all’economia circolare, che per la prima volta nella sua storia ospiterà un Paese in qualità di protagonista internazionale. La scelta è ricaduta proprio sul Messico, chiamato a presentare un modello di sviluppo nel quale le esigenze ambientali si intrecciano con quelle industriali e sociali. A riportare la notizia è il Corriere della Sera.
Messico, la nuova legge ambientale del governo Sheinbaum e le regole per le industrie
La nuova normativa messicana nasce con l’obiettivo di rafforzare la capacità dello Stato nella conservazione e nel ripristino degli ecosistemi, con particolare attenzione ai fiumi, alle spiagge e alle specie protette. Il provvedimento punta inoltre a garantire una maggiore certezza giuridica e a fondare le decisioni riguardanti la tutela del territorio su basi scientifiche. La protezione dell’ambiente viene così collegata alla pianificazione delle attività economiche e alla definizione delle condizioni necessarie per realizzare nuovi interventi infrastrutturali e industriali. Uno degli aspetti centrali della legge riguarda la pianificazione dell’uso del suolo e la regolamentazione delle attività produttive in funzione della fragilità degli ecosistemi. La normativa introduce inoltre una valutazione preventiva obbligatoria per i progetti industriali e infrastrutturali, che devono essere sottoposti a verifica prima di ottenere le necessarie autorizzazioni. Il quadro normativo interviene anche sui limiti massimi consentiti per gli inquinanti, innalzandoli secondo quanto riportato, e sull’introduzione di criteri di sostenibilità più stringenti. La riforma si inserisce in un percorso che coinvolge direttamente il rapporto tra produzione industriale, consumo delle risorse e protezione degli ambienti naturali. La gestione del territorio e le valutazioni preliminari dei progetti assumono un ruolo centrale nella definizione delle attività ammissibili, mentre il riferimento alle evidenze scientifiche costituisce uno dei principi sui quali il governo messicano intende fondare le proprie decisioni ambientali.
Transizione ecologica e competitività: il confronto tra Messico ed Europa
L’iniziativa messicana si inserisce in un dibattito internazionale nel quale la sostenibilità ambientale viene sempre più spesso confrontata con le conseguenze economiche della trasformazione dei sistemi produttivi. In Europa, questo confronto riguarda in particolare gli effetti delle politiche climatiche sulla competitività delle imprese e sui costi della transizione energetica. Il percorso europeo comprende l’abbandono progressivo delle fonti fossili a favore degli investimenti nelle energie rinnovabili, la transizione verso la mobilità elettrica, il sistema di scambio delle quote di emissione industriali e l’adozione di una severa regolamentazione sugli imballaggi. Sono misure che incidono sull’organizzazione delle attività produttive e alimentano il confronto sul rapporto tra obiettivi ambientali e competitività economica. La prospettiva messicana contribuisce ad ampliare questo scenario, mostrando come la trasformazione ecologica non sia una questione esclusivamente europea. Anche un Paese caratterizzato da una rilevante presenza manifatturiera e da profondi legami con le catene produttive internazionali sta definendo nuove regole per orientare lo sviluppo economico verso un utilizzo più sostenibile delle risorse naturali.
Industria automobilistica, acqua ed energia: le priorità della transizione messicana
Il rapporto tra industria e sostenibilità rappresenta uno degli elementi distintivi della strategia del Messico. Il Paese dispone infatti di una base manifatturiera importante, fortemente integrata nelle filiere produttive internazionali, soprattutto nel settore automotive. In questo contesto, le politiche ambientali possono incidere non soltanto sulla gestione delle risorse all’interno del territorio nazionale, ma anche sulla sostenibilità delle catene di produzione che collegano le imprese messicane ai mercati internazionali. A spiegare questa impostazione è Rosanna Bonasia, docente presso il Tecnológico de Monterrey, dove dirige il gruppo di ricerca Water360 della Facoltà di Ingegneria e Scienze. L’esperta evidenzia il legame tra gli obiettivi ambientali, le caratteristiche del sistema produttivo e la dimensione sociale della trasformazione in corso. “In Messico (Paese ospite a Ecomondo, ndr) la transizione ecologica ha una dimensione insieme industriale, ambientale e sociale – spiega Rosanna Bonasia, docente presso il Tecnológico de Monterrey, dove dirige il gruppo di ricerca Water360 della Facoltà di Ingegneria e Scienze –. Il Paese ha una base manifatturiera importante, inserita nelle catene produttive internazionali (quella dell’automotive in primis) e da gennaio ha definito nero su bianco in forma di legge il suo impegno a migliorare l’uso di acqua, energia e materia prime: intervenire qui significa incidere anche sulla sostenibilità delle filiere locali”. Le parole della docente mettono in evidenza tre ambiti fondamentali della politica ambientale messicana: acqua, energia e materie prime. La loro gestione assume particolare rilievo in un sistema economico nel quale le attività manifatturiere sono strettamente collegate ai processi produttivi internazionali. Migliorare l’utilizzo delle risorse significa quindi intervenire su una componente concreta del funzionamento delle imprese e delle filiere locali, affiancando agli obiettivi di protezione ambientale quelli relativi all’organizzazione industriale.
Ecomondo 2026 a Rimini, il Messico è il primo Paese ospite della manifestazione
La strategia ambientale del governo Sheinbaum sarà protagonista anche in Italia. Il Messico è stato scelto come primo Paese ospite nella storia di Ecomondo, la manifestazione internazionale che si svolge a Rimini e che riunisce realtà impegnate nei settori della sostenibilità e della transizione ecologica. L’appuntamento, in programma da domani a venerdì, offrirà al Paese latinoamericano l’occasione di illustrare la propria impostazione in materia ambientale e industriale. La scelta arriva dopo l’esperienza della prima edizione di Ecomondo Mexico, organizzata lo scorso aprile, che ha registrato una partecipazione significativa, soprattutto negli appuntamenti dedicati al confronto tra i diversi soggetti coinvolti nel settore. Proprio il risultato della manifestazione messicana viene indicato tra gli elementi che hanno contribuito alla decisione di assegnare al Paese un ruolo di primo piano nell’edizione italiana. “Ne è un esempio il successo della prima edizione di Ecomondo Mexico, lo scorso aprile, che ha registrato una buonissima affluenza, soprattutto durante gli eventi di confronto fra i vari stakeholder. Per questo il Messico è stato scelto come primo Paese ospite nella storia di Ecomondo e a Rimini, da domani a venerdì, racconterà la propria idea di transizione ecologica, una transizione che ha come primo obiettivo quello di essere inclusiva, evitando le diseguaglianze sociali”.
Una transizione ecologica inclusiva per evitare le diseguaglianze sociali
Accanto alla tutela degli ecosistemi e alla regolamentazione delle attività economiche, la strategia messicana attribuisce particolare importanza alla dimensione sociale della transizione ecologica. L’obiettivo illustrato in vista di Ecomondo è infatti quello di promuovere un cambiamento inclusivo, capace di affrontare le questioni ambientali senza alimentare le diseguaglianze sociali. È questa la prospettiva che il Messico porterà a Rimini, presentando una visione nella quale sviluppo industriale, sostenibilità ambientale e inclusione sociale vengono considerati elementi di uno stesso processo. La nuova legislazione ambientale costituisce il riferimento normativo di questa impostazione, mentre il confronto internazionale offerto da Ecomondo rappresenta l’occasione per illustrare le priorità individuate dal governo Sheinbaum e il ruolo delle filiere produttive nella trasformazione ecologica del Paese.
