Le autorità dell’Eswatini, (ex-Swaziland, piccola monarchia assoluta e montuosa dell’Africa australe) hanno lanciato un appello agli allevatori affinché vendano parte del bestiame per limitare le perdite causate dalla siccità associata al fenomeno climatico El Niño, a seguito della morte di oltre 50 bovini nella regione meridionale dello Shiselweni. Lo rivela il Times of Eswatini. Secondo il Ministero dell’Agricoltura, la scarsità di pascoli e di acqua ha provocato un rapido deterioramento delle condizioni degli animali, un aumento degli aborti nel bestiame e un calo della produttività, alimentando timori per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza delle comunità rurali.
Nel corso di una riunione di emergenza, il veterinario regionale Allen Simbai Maruve ha chiesto interventi immediati, tra cui la distribuzione di mangimi, l’approvvigionamento idrico tramite autobotti e la riabilitazione delle infrastrutture idriche. Le autorità hanno inoltre segnalato che la produzione nazionale di mais nel 2026 è scesa a circa 70.000 tonnellate a causa delle piogge irregolari, mentre il caldo estremo e la mancanza di umidità nei terreni stanno compromettendo le semine e aumentando il rischio di infestazioni parassitarie.
L’Autorità nazionale per la gestione del rischio di disastri (Ndrma) ha riferito che le previsioni climatiche indicano temperature superiori alla media e precipitazioni inferiori alla norma fino almeno a marzo 2027, con effetti che potrebbero coincidere con la stagione agricola e aggravare la crisi alimentare.
