Gas, stoccaggi ai livelli più bassi degli ultimi 13 anni in Europa: scorte al minimo e incognita inverno

Allarme gas per il prossimo inverno in Europa: se la stagione sarà particolarmente fredda o lo stop allo Stretto di Hormuz continuerà, rischio stoccaggi sotto il 10% in primavera

La sicurezza energetica del Continente Europeo si trova di fronte a una nuova e delicata prova del nove. In un contesto internazionale caratterizzato da fortissime tensioni geopolitiche e da un equilibrio tra domanda e offerta sempre più fragile, l’Europa si avvia verso la stagione invernale con uno scudo difensivo nettamente ridimensionato. A livello globale, il mercato del gas naturale e del GNL (Gas Naturale Liquefatto) vive una fase di profonda riorganizzazione e volatilità: i conflitti regionali nei punti nevralgici del commercio marittimo – primo tra tutti il Medio Oriente -, la concorrenza spietata con le economie asiatiche in forte crescita per l’accaparramento dei carichi via mare e la progressiva riduzione dei flussi via tubo tradizionali hanno reso le catene di approvvigionamento estremamente rigide. In questo scenario di costante incertezza, l’Unione Europea si trova particolarmente esposta.

IEA: “l’Ue affronta l’inverno con gli stoccaggi di gas più bassi dal 2013”

Nell’Unione Europea, i depositi di gas si apprestano ad affrontare la stagione di riscaldamento 2026-27 con scorte ai livelli più bassi dal 2013. È quanto scrive nel suo ultimo Report la IEA (International Energy Agency), sottolineando che questo aumenta ulteriormente la dipendenza della regione dalle forniture globali di GNL per soddisfare i picchi di domanda stagionale e potrebbe renderla particolarmente vulnerabile se il prossimo inverno dovesse essere più freddo del previsto, o in caso di guasti tecnici o altre interruzioni delle forniture.

Rischio stoccaggi sotto il 10% entro marzo 2027

Le simulazioni dell’IEA indicano che, entro la fine di marzo 2027, i livelli di stoccaggio del gas nell’Ue potrebbero scendere al di sotto del 10% della capacità operativa, ipotizzando condizioni meteorologiche più fredde della media e il perdurare delle interruzioni nei flussi di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz. Ciò renderebbe il mercato europeo particolarmente vulnerabile a eventuali imprevisti – come ulteriori ondate di gelo, guasti tecnici o altre interruzioni nelle forniture – dato che la velocità con cui il gas può essere prelevato dagli impianti di stoccaggio tende a diminuire quando i livelli di riempimento scendono sotto la soglia del 30% della capacità operativa. Inoltre, bassi livelli di stoccaggio farebbero aumentare notevolmente la necessità di immettere gas negli impianti durante l’estate del 2027, prolungando potenzialmente le tensioni sul mercato anche nell’anno successivo.

Rischio effetto domino a lungo termine

In definitiva, il quadro delineato dalla IEA conferma quanto la transizione energetica e la sicurezza delle forniture europee restino fortemente interconnesse con le dinamiche geopolitiche mondiali. La potenziale discesa degli stoccaggi al di sotto della soglia critica del 10% entro la primavera del 2027 non rappresenta soltanto un rischio immediato di picchi di prezzo e razionamenti per famiglie e industrie in caso di un inverno rigido, ma rischia di innescare un effetto domino a lungo termine. Un’estate passata a rincorrere il riempimento dei depositi in una condizione di penuria globale di GNL finirebbe per mantenere i prezzi dell’energia elettrica e del gas su livelli elevati, zavorrando la competitività industriale dell’UE.