Il Giappone registra un primo, timido segnale di ripresa sul fronte demografico. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, il numero delle nascite è tornato ad aumentare per la prima volta in 11 anni. Tra gennaio e giugno sono venuti alla luce 320.458 bambini, con una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A rilevarlo sono i dati diffusi dalle autorità governative, che evidenziano una possibile inversione di tendenza dopo un lungo periodo caratterizzato dal progressivo calo della natalità. Alla base di questo incremento ci sarebbe soprattutto l’aumento dei matrimoni registrato nel 2024 e nel 2025. In Giappone, infatti, la scelta di sposarsi rappresenta ancora un fattore determinante per la decisione di avere figli e, di conseguenza, per l’andamento complessivo delle nascite. L’incremento delle unioni matrimoniali negli ultimi 2 anni potrebbe dunque aver prodotto i primi effetti positivi sui dati demografici.
Nonostante il segnale incoraggiante, le prospettive per l’intero 2026 restano tutt’altro che positive. Le previsioni indicano infatti che il numero complessivo dei nuovi nati potrebbe rimanere vicino a quello del 2025, quando si sono registrate circa 671mila nascite, il dato più basso mai rilevato per il decimo anno consecutivo. Il quadro demografico del Paese continua quindi a essere particolarmente critico: secondo le statistiche del ministero della Salute e del Welfare, il numero delle nascite annuali è diminuito progressivamente dopo aver raggiunto il picco di 2,09 milioni nel 1973. Una tendenza che, nonostante alcune oscillazioni e i diversi interventi promossi dai governi, non è stata finora invertita.
A rendere ancora più preoccupante la situazione è la velocità con cui procede il declino demografico. Nel 2023, l’Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione e la sicurezza sociale aveva previsto che le nascite annuali sarebbero scese sotto quota 680mila entro il 2040. Tuttavia, il deterioramento della situazione si è rivelato molto più rapido del previsto, con il Paese che ha già raggiunto livelli inferiori a quella soglia. Di fronte a questa emergenza, il governo di Tokyo ha intensificato gli interventi per incentivare la natalità, ampliando gli assegni destinati alle famiglie con figli e le possibilità di accesso ai congedi parentali. Misure pensate per sostenere economicamente i genitori, favorire la conciliazione tra lavoro e vita familiare e rendere meno onerosa la scelta di avere bambini.
Per gli analisti, però, il tempo a disposizione non è illimitato: i primi anni del prossimo decennio rappresentano infatti una finestra decisiva per contrastare la crisi demografica e tentare di invertire una tendenza che rischia di avere conseguenze profonde sull’economia, sul mercato del lavoro e sulla sostenibilità del sistema sociale giapponese.
