Gigantesca “L” si apre sul Sole: buco coronale punta verso la Terra

Una vasta apertura nell’atmosfera solare sta ruotando nella nostra direzione e potrebbe riversare sulla Terra un flusso di vento solare. I primi effetti sono attesi dal 7 novembre

Una gigantesca apertura a forma di “L” si è formata nell’atmosfera del Sole e sta ruotando verso la Terra. Non si tratta di una frattura sulla superficie della nostra stella, ma di un fenomeno naturale chiamato buco coronale, dal quale fuoriescono particelle cariche che viaggiano nello spazio sotto forma di vento solare. Secondo le previsioni, il flusso di particelle potrebbe raggiungere il nostro pianeta a partire dal 7 novembre, dando origine a disturbi nel campo magnetico terrestre. Gli esperti indicano la possibilità di tempeste geomagnetiche di classe G1 e G2, rispettivamente di intensità minore e moderata, accompagnate dalla possibilità di osservare aurore polari alle alte latitudini. Che cosa sta accadendo esattamente sul Sole? Perché un’apertura nella sua atmosfera può provocare effetti sulla Terra?

Che cos’è un buco coronale e perché si forma sul Sole?

Per comprendere il fenomeno bisogna partire dalla corona solare, lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole. Si tratta di una regione estremamente calda, composta da plasma, cioè un gas formato da particelle elettricamente cariche. I buchi coronali sono aree della corona in cui la densità e la temperatura del plasma risultano inferiori rispetto alle zone circostanti. La loro caratteristica principale, però, riguarda il campo magnetico solare. In queste regioni le linee del campo magnetico non si richiudono sulla superficie del Sole, ma si estendono nello Spazio. Questo permette alle particelle cariche di fuoriuscire più facilmente, generando flussi di vento solare particolarmente veloci. Nonostante il nome possa suggerire qualcosa di pericoloso, un buco coronale non è un vero buco e non rappresenta una lesione del Sole. È una struttura temporanea e relativamente comune nell’attività della nostra stella. La sua forma può essere molto variabile: in questo caso, l’area individuata presenta un profilo che ricorda una grande lettera “L”.

buco coronale
Credit: Atmospheric Imaging Assembly (AIA) for the Solar Dynamics Observatory (SDO)

Che cos’è il vento solare?

Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche, soprattutto protoni ed elettroni, che vengono emesse dal Sole e si propagano nello Spazio in tutte le direzioni. Queste particelle costituiscono una componente fondamentale dell’attività solare e viaggiano a velocità molto elevate. Quando provengono da un buco coronale, possono raggiungere velocità particolarmente sostenute. Il vento solare attraversa lo Spazio interplanetario e, quando incontra la Terra, interagisce con il campo magnetico che circonda il nostro pianeta. Nella maggior parte dei casi questa interazione non produce conseguenze significative: quando, però, il flusso è particolarmente intenso e presenta determinate caratteristiche magnetiche, può provocare perturbazioni della magnetosfera terrestre. È proprio questo il meccanismo che potrebbe verificarsi a partire dal 7 novembre.

Che cos’è una tempesta geomagnetica?

Una tempesta geomagnetica è una perturbazione del campo magnetico terrestre provocata dall’interazione con il vento solare e, in particolare, con le variazioni delle condizioni del plasma che raggiunge la magnetosfera. Quando un flusso di particelle solari incontra il campo magnetico terrestre, può trasferire energia al sistema, modificandone temporaneamente l’equilibrio. Le tempeste geomagnetiche vengono classificate su una scala internazionale che va da G1 a G5, in base alla loro intensità.

  • G1 – Minore: può provocare deboli disturbi alle reti elettriche e influenzare alcune operazioni satellitari. Le aurore possono spingersi leggermente più a Sud rispetto alla loro posizione abituale;
  • G2 – Moderata: può causare disturbi più significativi ai sistemi satellitari e alle comunicazioni radio, oltre a rendere visibili le aurore a latitudini più basse rispetto al normale;
  • G3 – Forte: può produrre interferenze più rilevanti nelle infrastrutture tecnologiche e nei sistemi di navigazione;
  • G4 – Severa: comporta possibili problemi più estesi alle reti elettriche, alle comunicazioni e alle operazioni satellitari;
  • G5 – Estrema: rappresenta il livello più intenso, con potenziali conseguenze importanti sulle infrastrutture tecnologiche.

Nel caso del buco coronale rivolto verso la Terra, le previsioni indicano possibili tempeste di classe G1 e G2. Si tratta quindi di fenomeni generalmente contenuti, che non rappresentano un pericolo diretto per le persone sulla superficie terrestre.

Che cos’è l’aurora?

Uno degli effetti più affascinanti dell’interazione tra vento solare e campo magnetico terrestre è la formazione delle aurore polari. Le aurore sono spettacolari manifestazioni luminose che si verificano nell’alta atmosfera, soprattutto nelle regioni vicine ai poli magnetici della Terra. Si formano quando le particelle cariche provenienti dallo Spazio vengono guidate dal campo magnetico terrestre verso le regioni polari. Qui interagiscono con gli atomi e le molecole presenti nell’atmosfera, trasferendo loro energia. Quando queste particelle atmosferiche restituiscono l’energia ricevuta, emettono luce, dando origine alle caratteristiche sfumature colorate delle aurore.

Il colore dipende dal tipo di gas coinvolto e dall’altitudine alla quale avviene l’interazione. L’ossigeno può produrre tonalità verdi e rosse, mentre l’azoto può contribuire alle sfumature blu e violacee. Normalmente le aurore sono osservabili soprattutto alle alte latitudini, in prossimità dell’Artico e dell’Antartide. Durante le tempeste geomagnetiche più intense, tuttavia, la loro visibilità può estendersi anche verso latitudini inferiori.