Ikea e le foreste secolari, la denuncia di Greenpeace: “ecosistemi unici utilizzati per fabbricare mobili” | FOTO

Un'inchiesta di Greenpeace Nordic ricostruisce il percorso del legname dalle foreste incontaminate del Nord Europa alle segherie che riforniscono Ikea e denuncia i rischi per la biodiversità e i territori del popolo indigeno Sámi
Credit: Greenpeace
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Il legno proveniente da antiche foreste svedesi mai sottoposte in precedenza a disboscamento finisce nelle segherie che riforniscono la filiera produttiva di Ikea, il colosso dell’arredamento conosciuto in tutto il mondo. È quanto emerge da una nuova inchiesta di Greenpeace Nordic, che ha ricostruito il percorso di alcuni alberi abbattuti nel nord della Svezia fino alla catena di approvvigionamento utilizzata per la produzione di mobili, tra cui i celebri scaffali IVAR e HEJNE. L’indagine solleva interrogativi sulla sostenibilità del legname impiegato dall’azienda svedese e sull’efficacia dei controlli lungo la catena di fornitura. Al centro della vicenda ci sono ecosistemi forestali di particolare valore naturalistico, la tutela della biodiversità e i diritti delle comunità indigene Sámi, le cui attività tradizionali dipendono anche dalla conservazione delle foreste.

Greenpeace traccia otto alberi abbattuti in Svezia fino alla filiera dei mobili Ikea

Per ricostruire la provenienza del legname, Greenpeace Nordic ha utilizzato dispositivi di tracciamento, seguendo il percorso dei tronchi di otto alberi provenienti da aree forestali disboscate nel nord della Svezia. Il monitoraggio ha permesso di collegare il legname alle segherie che forniscono la materia prima destinata alla produzione degli scaffali IVAR e HEJNE di Ikea. Il risultato dell’inchiesta evidenzia, secondo l’organizzazione ambientalista, una grave falla nei controlli della filiera del gruppo. Il problema riguarda soprattutto la natura delle aree dalle quali proviene il legno: non semplici superfici boschive, ma foreste di continuità, ecosistemi che conservano caratteristiche sviluppate attraverso lunghi periodi senza interventi di disboscamento. Questi ambienti ospitano reti complesse di habitat che garantiscono condizioni particolarmente favorevoli alla biodiversità. La loro importanza non dipende soltanto dalla presenza di alberi, ma dall’insieme delle relazioni ecologiche che si sono sviluppate nel tempo e che non possono essere ricreate semplicemente attraverso nuove piantumazioni. La sostituzione di una foresta antica con alberi di nuova crescita, dunque, non permette di ripristinare automaticamente il patrimonio naturale perduto. È proprio questa differenza a rendere particolarmente delicato lo sfruttamento delle aree forestali individuate dall’indagine.

Il ruolo di SCA e le accuse sulle violazioni dei diritti del popolo Sámi

Le attività di abbattimento documentate nell’inchiesta coinvolgono Svenska Cellulosa Aktiebolaget (SCA), società svedese che figura tra i fornitori di Ikea. Greenpeace richiama l’attenzione non soltanto sulle conseguenze ambientali del disboscamento, ma anche sulle accuse di violazioni dei diritti del popolo indigeno Sámi. Tra le comunità interessate figura quella di Ohredahke, i cui territori sono stati coinvolti dall’abbattimento di aree forestali considerate fondamentali per il pascolo delle renne, un’attività strettamente legata alla vita e alle tradizioni delle popolazioni indigene della regione. Secondo quanto denunciato da Greenpeace, gli interventi sono avvenuti senza una consultazione preventiva e senza il consenso della comunità. La questione assume quindi una dimensione che va oltre la conservazione degli alberi, coinvolgendo la possibilità per le popolazioni locali di mantenere le proprie attività tradizionali nei territori interessati dallo sfruttamento forestale. La conservazione delle foreste costituisce infatti un elemento essenziale per la disponibilità delle aree di pascolo utilizzate dalle renne. La progressiva trasformazione di questi ambienti mette in relazione le scelte industriali della filiera del legname con la tutela dei territori delle comunità Sámi.

Greenpeace critica Ikea: “non rispetta gli impegni di sostenibilità”

Alla luce dei risultati dell’inchiesta, Greenpeace Italia chiede a Ikea di intervenire sulla provenienza delle materie prime impiegate nella produzione dei mobili, escludendo il legname ricavato da ecosistemi forestali che necessitano di protezione. “Dovrebbe essere ovvio che il legno proveniente da ecosistemi unici e di grande valore naturalistico non dovrebbe essere usato per fabbricare mobili, ma le nostre indagini stanno svelando che Ikea non rispetta gli impegni di sostenibilità”, dichiara Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia. La richiesta dell’organizzazione riguarda direttamente le responsabilità del gruppo nei confronti dei propri fornitori e la necessità di impedire che il legname proveniente da foreste di particolare valore ecologico possa entrare nella catena produttiva. “Ikea deve assumersi le proprie responsabilità, chiedendo ai propri fornitori di escludere dalle filiere il legno proveniente da foreste che necessitano di protezione”, aggiunge Borghi.

Le foreste di Vasatallskogen e del Monte Måns-Lars minacciate dal disboscamento

L’inchiesta richiama anche la situazione di alcune aree forestali svedesi considerate particolarmente preziose per la conservazione della natura. Tra queste figurano Vasatallskogen e il Monte Måns-Lars, territori caratterizzati dalla presenza di specie a rischio di estinzione e inserite nella Lista Rossa Nazionale Svedese. Nonostante il loro valore naturalistico, queste foreste continuano a comparire nei piani di disboscamento di SCA. Secondo Greenpeace, la loro salvaguardia è stata possibile soltanto grazie ai ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste, intervenute per contrastare gli abbattimenti programmati. La vicenda mette in evidenza il ruolo delle iniziative di tutela ambientale nel tentativo di preservare ecosistemi rari e habitat fondamentali per la sopravvivenza delle specie minacciate. La presenza di queste aree nei programmi di sfruttamento forestale costituisce uno degli aspetti sui quali si concentra la denuncia dell’organizzazione.

Nestlé, Zalando e L’Oréal verso l’esclusione della fibra di legno proveniente da SCA

Nel rapporto dedicato alla filiera forestale svedese, Greenpeace Nordic evidenzia anche le scelte intraprese da altre grandi aziende internazionali. In particolare, secondo l’organizzazione, Nestlé, Zalando e L’Oréal stanno eliminando dalle rispettive catene di approvvigionamento la fibra di legno proveniente da SCA. Si tratta di decisioni richiamate dall’associazione ambientalista nel quadro delle proprie richieste a Ikea. L’attenzione si concentra sulla possibilità di intervenire direttamente sui rapporti con i fornitori per evitare l’impiego di materiali provenienti da aree forestali che richiedono una tutela rigorosa.

Non solo Svezia: l’inchiesta sulle foreste dei Carpazi in Romania e i mobili Ikea

Il caso documentato nel nord della Svezia si inserisce in un quadro più ampio di indagini condotte da Greenpeace sulle filiere europee del legno destinate alla produzione di mobili Ikea. Una precedente indagine dell’organizzazione aveva riguardato le antiche foreste dei Carpazi, in Romania, dove era stata documentata la distruzione di aree boschive di elevato valore naturale. Anche in quel caso, il lavoro investigativo aveva permesso di risalire ai fornitori collegati alla produzione di alcuni articoli commercializzati dal gruppo svedese. I prodotti interessati erano lo sgabello BEKVÄM e il lettino SNIGLAR, due articoli che avevano consentito agli ambientalisti di ricostruire il collegamento tra lo sfruttamento delle foreste e la catena di approvvigionamento dell’azienda. Secondo Greenpeace, la successione delle indagini condotte in Romania e in Svezia evidenzia un problema sistemico su scala europea, legato alla presenza di legname proveniente da ecosistemi forestali antichi nelle filiere industriali dell’arredamento.

La richiesta a Ikea: fermare l’utilizzo di legname proveniente dalle foreste da proteggere

La posizione di Greenpeace si traduce in una richiesta precisa al gruppo svedese: interrompere immediatamente l’approvvigionamento di legname proveniente da ecosistemi che necessitano di una protezione rigorosa. L’organizzazione chiede che questo criterio non venga applicato soltanto ai rapporti diretti con i fornitori, ma sia verificato e imposto lungo l’intera catena di fornitura globale di Ikea, affinché il controllo sulla provenienza delle materie prime coinvolga tutti i passaggi della produzione. L’obiettivo indicato da Greenpeace è impedire che il legno ricavato dalla distruzione di foreste antiche, caratterizzate da habitat complessi e da un elevato valore per la biodiversità, continui a essere utilizzato per realizzare prodotti di arredamento. Una richiesta che riguarda contemporaneamente la protezione degli ecosistemi forestali, la tutela delle specie minacciate e il rispetto dei diritti delle comunità indigene che vivono nei territori interessati.