Il 3 novembre 1957 Laika conquista lo Spazio, ma il viaggio sarà senza ritorno

Sessantanove anni fa l’Unione Sovietica lanciava lo Sputnik 2, portando per la prima volta un essere vivente in orbita attorno alla Terra

Il 3 novembre 1957 l’Unione Sovietica lanciò Sputnik 2, il secondo satellite artificiale della storia, destinato a compiere un’impresa senza precedenti: portare un essere vivente in orbita attorno alla Terra. La protagonista di questa missione era Laika, una piccola cagnolina randagia destinata a diventare famosa in tutto il mondo. A meno di un mese dal lancio dello Sputnik 1, avvenuto il 4 ottobre 1957, Mosca voleva dimostrare ancora una volta la propria superiorità tecnologica e scientifica nella competizione spaziale con gli Stati Uniti. La missione dello Sputnik 2 aveva un obiettivo ambizioso: verificare se un organismo vivente fosse in grado di sopportare le condizioni del volo spaziale, dall’accelerazione del lancio all’assenza di gravità.

Laika, il cui nome in russo significa approssimativamente “piccolo abbaiatore”, era stata scelta tra diversi cani randagi di Mosca. Gli animali provenienti dalla strada erano considerati particolarmente adatti all’esperimento perché abituati a condizioni difficili. La cagnolina venne sottoposta a un intenso programma di addestramento, durante il quale fu abituata a rimanere in spazi molto ristretti e a sopportare le sollecitazioni fisiche previste durante il viaggio.

Il 3 novembre, il razzo con a bordo lo Sputnik 2 decollò dal cosmodromo di Baikonur. La navicella raggiunse regolarmente l’orbita terrestre, trasformando Laika nel primo animale a viaggiare nello Spazio in orbita attorno al nostro pianeta. Dietro il successo tecnologico si nascondeva una realtà drammatica: la missione non prevedeva alcun sistema per riportare Laika sulla Terra. La sua morte era stata considerata inevitabile fin dalla progettazione del viaggio.

Per anni le autorità sovietiche diffusero informazioni secondo cui la cagnolina sarebbe sopravvissuta per diversi giorni, prima di essere soppressa con una procedura indolore. Solo successivamente emerse la verità: Laika morì poche ore dopo il lancio, a causa del surriscaldamento della capsula e dello stress provocato dalle condizioni estreme del viaggio. Le ricostruzioni successive indicarono che il decesso avvenne probabilmente tra le 5 e le 7 ore dopo il decollo.

La sua morte suscitò reazioni contrastanti in tutto il mondo. Se da una parte la missione venne celebrata come una straordinaria vittoria della scienza sovietica, dall’altra si diffusero critiche e interrogativi sulla sperimentazione sugli animali e sul prezzo umano e animale del progresso scientifico. Il viaggio di Laika, tuttavia, contribuì alla ricerca che negli anni successivi avrebbe reso possibili le prime missioni spaziali con equipaggio umano. Nel 1961, infatti, il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin sarebbe diventato il primo uomo a orbitare attorno alla Terra, aprendo una nuova stagione nell’esplorazione dello Spazio.