Ogni mattina, quando apriamo gli occhi per affrontare una nuova giornata, l’orologio biologico principale del nostro cervello sincronizza il corpo e i suoi ritmi con il Sole. La quantità di luce a cui siamo esposti quotidianamente gioca un ruolo fondamentale per la salute cerebrale a lungo termine. Secondo una recente e vasta ricerca condotta su quasi 88mila anziani, coloro che ricevono una maggiore quantità di luce ogni giorno hanno molte meno probabilità di sviluppare malattie neurodegenerative nel decennio successivo. I ricercatori hanno scoperto che trascorrere almeno 42 minuti al giorno sotto una luce intensa, definita come un’illuminazione di almeno 5000 lux, riduce il rischio relativo di demenza del 17%.
Un indicatore più forte dei classici fattori di rischio
I dati emersi dallo studio, pubblicato sulla rivista scientifica General Psychiatry e basati sulle informazioni della UK Biobank, dimostrano che la scarsa esposizione luminosa è un predittore di demenza persino più forte rispetto ad altri 6 tradizionali fattori di rischio, tra cui figurano l’obesità, il consumo di alcol, l’inquinamento atmosferico e la perdita dell’udito. Il team di studiosi della Guangzhou Medical University in Cina ha evidenziato che i benefici maggiori si registrano per le persone che amano fare le ore piccole. Per chi è abituato a vivere di notte, infatti, una maggiore esposizione alla luce diurna è stata associata a un rischio di demenza inferiore fino al 41%. Indossando speciali sensori per 7 giorni consecutivi, i partecipanti hanno fornito prove inconfutabili su come abitudini luminose corrette possano proteggere la mente negli 8 anni successivi, in particolar modo nei soggetti portatori di specifici fattori di rischio genetici.
L’impatto sul cervello e la carenza di luce moderna
Quando la luce penetra attraverso gli occhi, attiva immediatamente i meccanismi cerebrali che regolano i ritmi dell’intero organismo, mentre la radiazione luminosa diretta sulla pelle stimola la produzione di vitamina D, anch’essa strettamente legata alla prevenzione del declino cognitivo. I ricercatori hanno notato che i soggetti esposti a molta luce diurna presentano un maggiore volume cerebrale o una superficie più ampia nelle aree del lobo temporale mediale, una regione cruciale per la memoria e solitamente tra le prime a subire i danni della malattia. La vera sfida riguarda le abitudini della società odierna, considerando che trascorriamo quasi il 90% del nostro tempo al chiuso sotto un’illuminazione artificiale che spesso si aggira tra 300 e 500 lux. Garantire un’esposizione luminosa diurna di almeno 1000 lux, possibilmente all’aperto, potrebbe rappresentare una strategia economica, semplice e altamente misurabile per supportare la salute del cervello e prevenire futuri disturbi psichiatrici.
