Italia e Germania rafforzano la cooperazione scientifica e spaziale: nuove prospettive per la ricerca europea

A Berlino il confronto tra istituzioni e scienziati sulla candidatura congiunta per il futuro osservatorio di onde gravitazionali, mentre si rafforza la cooperazione spaziale tra i due Paesi

L’Italia e la Germania rafforzano la collaborazione scientifica e tecnologica, con nuovi confronti istituzionali dedicati alle politiche spaziali, all’economia dello spazio e alle grandi infrastrutture europee di ricerca. Due importanti appuntamenti, al Centro Spaziale del Fucino e a Berlino, hanno posto al centro del dialogo bilaterale il coordinamento tra i rispettivi Governi, le Agenzie Spaziali e le principali istituzioni scientifiche, con particolare attenzione al futuro dell’Einstein Telescope, l’ambizioso progetto europeo per lo studio delle onde gravitazionali. Tra le prospettive più significative emerge la proposta di realizzare il nuovo osservatorio attraverso una configurazione distribuita tra Sardegna e Germania, con due interferometri a forma di L localizzati nell’area di Sos Enattos e nella regione tedesca della Lusazia. Una soluzione che punta a valorizzare le caratteristiche dei territori e le competenze scientifiche dei due Paesi, nell’ambito di un progetto fondato sulla cooperazione europea.

Italia e Germania, il confronto sulle politiche spaziali al Centro Spaziale del Fucino

Presso il Centro Spaziale del Fucino, in provincia dell’Aquila, si è svolto un dialogo bilaterale tra Italia e Germania dedicato alle politiche spaziali e all’economia spaziale. All’incontro hanno partecipato rappresentanti dei rispettivi Governi, delle Agenzie Spaziali nazionali e delle Amministrazioni competenti, con l’obiettivo di approfondire il coordinamento e individuare nuove opportunità di collaborazione. Il confronto ha riguardato diversi settori strategici, dalle politiche e dai programmi spaziali europei alla sicurezza e alla resilienza, passando per lo sviluppo dell’economia spaziale, la ricerca e sviluppo, il volo umano nello spazio e la cooperazione internazionale. Ambiti che rappresentano altrettante opportunità per consolidare le relazioni scientifiche e tecnologiche tra i due Paesi.

Einstein Telescope, a Berlino il Forum dedicato al futuro dell’osservatorio europeo

La collaborazione scientifica tra Italia e Germania è al centro anche del Forum Einstein Telescope Lausitz, in programma oggi a Berlino nell’ambito della Berlin Science Week 2026. L’appuntamento, ospitato al Futurium, riunisce rappresentanti politici, scientifici e istituzionali tedeschi ed europei per discutere del futuro dell’Einstein Telescope, il progetto di un osservatorio di nuova generazione destinato allo studio delle onde gravitazionali. Nel corso dell’iniziativa è previsto un incontro tra i responsabili della candidatura tedesca della Lusazia e i rappresentanti dei tre enti di ricerca italiani impegnati nel progetto: l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La delegazione italiana è guidata da Salvatore Stramondo, Direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV, che porta i saluti dei tre enti, sottolineando l’importanza della collaborazione scientifica internazionale per la realizzazione di una delle più importanti infrastrutture di ricerca europee dei prossimi decenni. Tra le personalità presenti al Forum figurano Elisabeth Kaiser, Ministra di Stato e Commissaria del Governo federale tedesco per la Germania orientale, Sebastian Gemkow, Ministro della Scienza della Sassonia, e Alessandra Buonanno, Direttrice del Max Planck Institute for Gravitational Physics di Potsdam, tra le figure di riferimento internazionali nella ricerca sulle onde gravitazionali.

Sardegna e Lusazia, il progetto per realizzare Einstein Telescope su due siti europei

Al centro della cooperazione scientifica vi è la proposta di sviluppare Einstein Telescope attraverso una configurazione distribuita su due siti europei, con la realizzazione di due interferometri a forma di L. Il primo sarebbe localizzato nell’area di Sos Enattos, in Sardegna, mentre il secondo troverebbe posto nella Lusazia, in Germania. La prospettiva punta a valorizzare le caratteristiche dei due territori e le competenze delle rispettive comunità scientifiche, proponendo un modello di grande infrastruttura di ricerca fondato sulla collaborazione internazionale e sulla condivisione delle risorse. Il percorso di cooperazione è stato avviato nel gennaio 2026, con la sottoscrizione di una dichiarazione di intenti tra la Regione Autonoma della Sardegna e lo Stato Libero di Sassonia. Un ulteriore passo è stato compiuto nel luglio successivo, quando a Nuoro è stato firmato un accordo tra i principali enti di ricerca italiani e tedeschi coinvolti nel progetto. Il Forum di Berlino rappresenta una nuova occasione di confronto tra le istituzioni e le comunità scientifiche impegnate nella candidatura congiunta, in vista delle prossime tappe del processo europeo di selezione del sito.

Einstein Telescope, il ruolo dell’INGV e le caratteristiche geofisiche di Sos Enattos

Un ruolo di primo piano nel progetto è svolto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, impegnato nella caratterizzazione geofisica del sito di Sos Enattos. Le indagini condotte negli ultimi anni hanno confermato le caratteristiche particolarmente favorevoli dell’area sarda, contraddistinta da livelli estremamente bassi di rumore sismico. Questa condizione è fondamentale per consentire a Einstein Telescope di rilevare segnali gravitazionali di intensità straordinariamente debole. La scelta di un ambiente geofisicamente silenzioso rappresenta infatti uno degli aspetti essenziali per il funzionamento di strumenti scientifici di elevatissima sensibilità. A sottolineare l’importanza delle attività di ricerca condotte sul territorio è Fabio Florindo, Presidente dell’INGV: “per ascoltare i segnali più lontani dell’Universo dobbiamo prima conoscere in profondità la Terra e individuare luoghi straordinariamente silenziosi dal punto di vista sismico. È qui che la geofisica e le competenze dell’INGV possono fare la differenza“. Le competenze geofisiche assumono quindi un valore strategico nel percorso di sviluppo dell’osservatorio, contribuendo alla conoscenza delle condizioni ambientali necessarie per lo studio delle onde gravitazionali.

La collaborazione scientifica europea e le prossime tappe del progetto

Il progetto Einstein Telescope rappresenta anche un’opportunità per rafforzare i rapporti tra istituzioni scientifiche italiane e tedesche, attraverso la condivisione delle competenze e delle risorse necessarie ad affrontare una sfida di grande complessità tecnologica. Il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, richiama proprio il valore della cooperazione internazionale: “ma Einstein Telescope ci insegna anche qualcosa di più: le grandi sfide scientifiche non si affrontano da soli. Il dialogo tra Sardegna e Lusazia e la collaborazione tra INGV, INFN e INAF, insieme ai partner tedeschi, dimostrano quanto sia importante unire competenze e risorse per realizzare un progetto che guarda al futuro della ricerca europea“. Il confronto in corso a Berlino si inserisce così in un percorso che coinvolge il mondo scientifico e le istituzioni dei due Paesi, con l’obiettivo di approfondire la candidatura congiunta di Sardegna e Lusazia e accompagnare le prossime fasi della selezione europea. Dalle politiche spaziali discusse al Centro del Fucino alle prospettive scientifiche dell’Einstein Telescope, il dialogo tra Italia e Germania interessa dunque diversi settori della ricerca e dell’innovazione, con nuove opportunità di cooperazione nei programmi europei e nello sviluppo delle infrastrutture scientifiche del futuro.