Non c’è tregua per Guayaquil, la città più popolosa dell’Ecuador, nuovamente colpita da una violenta ondata di maltempo. Nella giornata di domenica, forti temporali e precipitazioni torrenziali hanno provocato estesi allagamenti per la seconda volta nell’arco di una settimana, lasciando migliaia di persone con l’acqua fino alle ginocchia e causando interruzioni della fornitura elettrica in diversi quartieri. Secondo il rapporto diffuso dal Comune, sono almeno 83 i settori urbani che hanno registrato accumuli d’acqua o veri e propri allagamenti. Una situazione particolarmente critica per una città che, trovandosi sulle rive del fiume Guayas, è storicamente esposta al rischio di inondazioni durante le fasi di precipitazioni più intense.
A peggiorare il quadro contribuisce la concomitanza con l’alta marea, che determina un innalzamento del livello del fiume e ostacola il normale deflusso delle acque piovane. Le autorità ecuadoriane hanno previsto il raggiungimento dell’alta marea intorno alla mezzanotte, con un livello stimato di 3,71 metri. Una condizione che potrebbe favorire il superamento degli argini e lo straripamento dei canali. Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalle operazioni di scarico controllato, avviate sabato a scopo precauzionale, del bacino artificiale di Daule-Peripa, il più grande del Paese. L’aumento del livello dell’invaso nei giorni precedenti ha reso necessario il rilascio graduale di acqua, incrementando la portata del fiume Daule, affluente del Guayas.
Allerta meteo massima sul Golfo di Guayaquil
Le precipitazioni hanno interessato gran parte della fascia costiera dell’Ecuador, ma i fenomeni più intensi si sono concentrati sul Golfo di Guayaquil. L’Istituto nazionale di meteorologia e idrologia (Inamhi) aveva diramato già dalla tarda mattinata un’allerta di massimo livello, segnalando il rischio di temporali particolarmente violenti. A testimoniare la straordinaria intensità dell’evento atmosferico è stato anche un fulmine che ha colpito il settore settentrionale della città alle 09:12, ora locale. Secondo le stime dell’Inamhi, la scarica elettrica ha raggiunto un’intensità di 113.000 ampere, un valore eccezionale se confrontato con i 20.000-30.000 ampere generalmente registrati per un fulmine.
Disagi anche al traffico aereo
L’ondata di maltempo ha avuto ripercussioni anche sul trasporto aereo. Le operazioni presso l’aeroporto internazionale José Joaquín de Olmedo di Guayaquil hanno subito rallentamenti, con ritardi per i voli in partenza durante il passaggio della tempesta e deviazioni per alcuni aeromobili in fase di avvicinamento allo scalo.
El Niño, il motore dell’emergenza meteorologica
Alla base di questa fase di maltempo particolarmente intensa c’è il fenomeno climatico di El Niño, caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico tropicale. Questo processo altera la circolazione atmosferica e favorisce precipitazioni eccezionalmente abbondanti lungo le coste dell’Ecuador e nel Nord del Perù, territori generalmente poco abituati a quantitativi di pioggia così elevati. Le conseguenze possono essere particolarmente gravi: l’aumento della portata dei corsi d’acqua, le esondazioni e gli allagamenti urbani rappresentano infatti alcuni degli effetti più frequenti durante gli episodi più intensi del fenomeno.
L’attuale manifestazione di El Niño viene descritta come straordinaria per intensità e potrebbe persino superare alcuni dei più importanti episodi storici, tra cui quelli del 1982-1983, 1997-1998 e 2016-2017. A rendere ancora più preoccupante lo scenario sono le temperature delle acque del Pacifico orientale tropicale, che risultano circa 5°C superiori ai valori medi del periodo.
