Maltempo, fratello del disperso nel Trigno: “rimuovete le macerie e ritrovatelo”

Maltempo, nella giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, la famiglia torna a chiedere la rimozione delle macerie del viadotto, sotto le quali teme possa trovarsi ancora il corpo dell'uomo

“Oggi sono passati sette mesi da quel maledetto giorno del crollo del ponte, il 2 aprile. Mentre tutti portano un fiore ai propri cari, noi non possiamo portare niente a Mino“. Lo dice Alessandro Racanati, fratello di Domenico ‘Mino’ Racanati, il pescatore 53enne di Bisceglie scomparso nel crollo del ponte sulla Statale 16, alla foce del Trigno, nell’ondata di maltempo che ha colpito tra Molise e Abruzzo. Nella giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, la famiglia torna a chiedere la rimozione delle macerie del viadotto, sotto le quali teme possa trovarsi ancora il corpo dell’uomo, e lo fa con un appello pubblico. “Siamo molto lontani, a 200 chilometri. Oggi, purtroppo, per le condizioni meteorologiche e l’allerta, non possiamo muoverci e andare a portare un fiore al nostro Mino”, afferma Alessandro in un videomessaggio.

“Chiediamo a chi di competenza, a chi ha il potere e può fare, di rimuovere al più presto possibile le macerie. Se vogliono, possono fare”. “Si mettessero nei nostri panni. Se fosse un loro parente, un loro figlio, un loro caro, cosa farebbero? Come si sentirebbero? Possono solo immaginare quello che stiamo vivendo noi, ma non possono provarlo”, aggiunge il fratello del disperso.

Le ricerche di Racanati, proseguite per mesi anche con strumentazioni specialistiche, non hanno dato esito. Secondo il cronoprogramma illustrato a settembre dalla Procura di Larino, la cantierizzazione per la rimozione controllata delle strutture del vecchio viadotto è prevista entro metà novembre, il dragaggio completo dell’area entro giugno 2027 e la rimozione delle campate crollate entro agosto 2027.