Una notte di maltempo estremo si è trasformata in una drammatica emergenza alluvionale nel Sud-Est degli Stati Uniti. Violenti temporali hanno colpito il confine tra Georgia e Tennessee, provocando una delle peggiori inondazioni mai registrate nella zona e sommergendo interi quartieri. Le località di McCaysville, in Georgia, e Copperhill, nel Tennessee, sono state duramente investite dalla piena, con alcuni edifici completamente sommersi fino all’altezza dei tetti e decine di persone costrette a essere evacuate.
Piogge eccezionali e fiumi in piena
Alla base dell’evento ci sono precipitazioni eccezionalmente intense, concentrate in poche ore. Tra Blue Ridge ed Ellijay, nel Nord della Georgia, sono caduti tra 200 e 250 mm di pioggia, una quantità enorme che ha rapidamente saturato il territorio montuoso e alimentato un deflusso superficiale particolarmente intenso. I corsi d’acqua, inizialmente minori, si sono ingrossati rapidamente riversando enormi quantità d’acqua nel fiume Toccoa. Quest’ultimo ha raggiunto nella mattinata di giovedì un livello record di circa 5,5 metri, superando di circa 60 cm la soglia considerata catastrofica dai previsori. La piena ha investito soprattutto i centri abitati lungo il corso del fiume, trasformando le strade in veri e propri torrenti. La situazione è risultata particolarmente critica anche più a valle, lungo il fiume Ocoee, dove sono stati monitorati i livelli idrici presso 3 dighe idroelettriche.
Edifici sommersi e decine di persone tratte in salvo
Imbarcazioni di soccorso e gommoni a motore hanno attraversato le strade completamente allagate, mentre le squadre di emergenza procedevano alle evacuazioni porta a porta. Le operazioni sono state supportate anche da elicotteri e droni, utilizzati per individuare eventuali persone rimaste intrappolate negli edifici. Il bilancio dei soccorsi riporta almeno 57 persone tratte in salvo dalle squadre specializzate nella gestione delle piene rapide in Georgia e di altre 68 operazioni di salvataggio coordinate dalle autorità del Tennessee. L’emergenza è stata ulteriormente complicata dalle interruzioni della corrente elettrica e delle comunicazioni telefoniche. L’alluvione ha inoltre danneggiato infrastrutture essenziali, tra cui l’impianto di trattamento delle acque di McCaysville, rendendo necessaria un’allerta precauzionale per la bollitura dell’acqua potabile.
L’acqua si ritira, ma restano devastazione e danni ingenti
Nel corso del pomeriggio di ieri il livello del fiume è progressivamente diminuito, consentendo ai residenti di tornare nelle proprie abitazioni e attività commerciali. Il quadro emerso dopo il ritiro delle acque è però particolarmente pesante: strade ricoperte di fango, detriti accumulati ovunque, arredi trascinati dalla corrente e negozi con merci completamente distrutte. In alcune attività commerciali i danni economici sono ingenti, con perdite che raggiungono centinaia di migliaia di dollari. Le squadre comunali hanno iniziato a liberare le strade da rami e fango, mentre cittadini e volontari si sono mobilitati per sostenere le operazioni di ripristino. Le autorità hanno comunque invitato la popolazione a non abbassare la guardia: anche dopo la cessazione delle precipitazioni e il ritiro della piena, le aree alluvionate possono rimanere estremamente pericolose a causa di detriti, strutture danneggiate e possibili cedimenti.
Un’altra alluvione dopo quella di agosto: territori messi a dura prova
A rendere ancora più difficile la situazione è la vulnerabilità recente di questi territori. McCaysville era stata infatti colpita da un’altra importante alluvione lo scorso agosto, con danni alla stazione di polizia, all’ufficio postale e a numerose attività commerciali e abitazioni. Gli interventi di ripristino erano terminati soltanto da pochi giorni per alcune strutture pubbliche. Due episodi alluvionali particolarmente distruttivi nell’arco di appena 3 mesi rappresentano un duro colpo per le comunità locali, che si trovano ora a dover affrontare una nuova e complessa fase di ricostruzione.

