Neve in Corea del Sud: primi fiocchi a Seul con 26 giorni di anticipo, ma l’inverno nasconde una sorpresa

La capitale sudcoreana registra la prima nevicata stagionale 26 giorni prima rispetto allo scorso anno

La stagione fredda si affaccia in anticipo sulla Corea del Sud. Seul ha registrato oggi i primi fiocchi di neve dell’anno, un evento arrivato con ben 26 giorni di anticipo rispetto al 2025 e 12 giorni prima della media stagionale. Una prima nevicata che ha sorpreso la capitale sudcoreana e che rappresenta la 6ª più precoce da quando, nel 1973, sono iniziate le rilevazioni meteorologiche nazionali. Secondo la Korea Meteorological Administration (KMA), i primi fiocchi sono stati osservati presso l’Osservatorio meteorologico di Seul, nel distretto di Jongno. Si è trattato di deboli precipitazioni nevose, senza che questo significhi necessariamente che la neve abbia interessato l’intera area urbana o abbia raggiunto accumuli al suolo.

Un dettaglio importante riguarda proprio il criterio utilizzato per dichiarare ufficialmente la prima nevicata stagionale: è sufficiente che un osservatore presso la stazione meteorologica centrale della capitale confermi visivamente la caduta dei fiocchi. Non è quindi necessario che la neve si depositi sulle strade o sui tetti della città. Il record assoluto resta quello del 23 ottobre 1981.

El Niño protagonista: inverno più caldo e piovoso del normale

Nonostante l’arrivo anticipato della neve, le prospettive per i prossimi mesi raccontano uno scenario apparentemente contraddittorio. La KMA prevede infatti un inverno più caldo e umido rispetto alla norma, con precipitazioni più frequenti, sotto forma sia di pioggia sia di neve. A influenzare l’andamento atmosferico sarà soprattutto il rafforzamento del fenomeno El Niño, destinato, secondo le previsioni, a proseguire nel corso della stagione invernale.

El Niño è un fenomeno climatico caratterizzato da un anomalo aumento delle temperature superficiali delle acque nell’Oceano Pacifico equatoriale centrale e orientale. La sua presenza viene ufficialmente riconosciuta quando la media mobile trimestrale delle temperature marine nell’area di monitoraggio supera di almeno 0,5 °C i valori normali per cinque mesi consecutivi. I dati più recenti evidenziano un’anomalia particolarmente significativa: tra l’11 e il 17 ottobre, le temperature superficiali del mare nella regione monitorata hanno raggiunto i 30°C, con uno scarto di ben 3,3°C rispetto alla media. Si tratta di un’anomalia superiore al doppio della soglia di 1,5°C utilizzata come riferimento per identificare un forte episodio di El Niño.

Temperature in rialzo e più precipitazioni: cosa aspettarsi

Il rafforzamento di El Niño potrebbe favorire l’afflusso verso la Corea di masse d’aria meridionali più calde e cariche di umidità. Il risultato sarebbe un inverno caratterizzato da temperature mediamente superiori alla norma e da una maggiore frequenza delle precipitazioni. Novembre, in particolare, potrebbe essere più piovoso del consueto. Uno scenario che potrebbe tradursi in alternanza tra giornate miti, fasi instabili e occasionali episodi nevosi, soprattutto nelle aree maggiormente esposte alle condizioni atmosferiche invernali.

Nel breve termine, intanto, la Corea del Sud dovrà fare i conti con una marcata escursione termica tra il giorno e la notte. Nel corso della prossima settimana sono attese oscillazioni anche importanti delle temperature, con valori minimi destinati a scendere sotto lo zero nelle ore mattutine di martedì. Prevista inoltre una fase di maltempo su scala nazionale: le piogge dovrebbero raggiungere diverse aree del Paese a partire dal pomeriggio di sabato.