Oltre 300 gatti scomparsi in tre mesi in Italia, AIDAA: “violenze filmate e diffuse sui social”

L'associazione animalista segnala numerosi casi tra agosto e ottobre, soprattutto al Centro-Nord, e richiama l'attenzione sui 30 gatti spariti e sui 5 ritrovati morti e torturati in provincia di Lucca chiedendo maggiori controlli sulle piattaforme social e su Telegram

Oltre 300 gatti scomparsi in Italia in appena tre mesi, con segnalazioni concentrate soprattutto nelle regioni del Centro-Nord e il sospetto che dietro almeno una parte degli episodi possa esserci l’intervento umano. È il quadro denunciato dall’AIDAA, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, che richiama l’attenzione sulla crescente diffusione delle sparizioni di felini domestici e di colonia, sollevando interrogativi sulle possibili cause e sull’eventuale collegamento tra alcuni dei casi registrati. Il fenomeno non riguarda soltanto Sedico o le località dell’Appennino, ma interessa diverse zone del territorio nazionale. Secondo l’associazione animalista, tra agosto e ottobre si sarebbe verificato un aumento significativo delle segnalazioni, tanto da riportare in primo piano una situazione che negli ultimi anni sembrava essersi progressivamente ridimensionata. “Complessivamente negli ultimi 3 mesi cioè da agosto a ottobre sono oltre 300 i gatti scomparsi in varie zone quasi tutti nelle regioni del centro-nord Italia un fenomeno che deve essere analizzato e che potrebbe avere un filo conduttore unico per almeno una parte delle sparizioni – scrivono gli animalisti dell’AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – Un fenomeno che sembrava in diminuzione negli ultimi anni ma che in questi ultimi mesi è riapparso in maniera preponderante”.

Il caso di Lucca: oltre 30 gatti spariti e cinque ritrovati morti e torturati

Tra gli episodi che destano maggiore preoccupazione figura quello segnalato in provincia di Lucca, dove in pochi mesi sarebbero scomparsi oltre 30 gatti, mentre cinque animali sarebbero stati ritrovati morti e torturati. Una vicenda particolarmente grave anche per una caratteristica che la distingue dalle altre sparizioni segnalate sul territorio nazionale. Nel caso lucchese, infatti, gli animali appartenevano tutti alla stessa colonia felina. Non si tratta dunque di episodi che coinvolgono gatti provenienti da abitazioni o zone differenti, ma di sparizioni che interessano un unico gruppo di animali. Una circostanza che rende il caso particolarmente significativo nell’ambito delle segnalazioni raccolte e rilanciate dagli animalisti. Il ritrovamento dei cinque gatti morti e torturati introduce inoltre un elemento di particolare gravità, perché affianca alle sparizioni la presenza di episodi di violenza sugli animali. È anche alla luce di situazioni come questa che AIDAA chiede di approfondire il fenomeno, senza escludere la possibilità che alcune delle scomparse possano avere cause comuni.

Gatti scomparsi e crudeltà sugli animali: i sospetti dell’associazione animalista

Secondo AIDAA, dietro numerose sparizioni potrebbe esserci la mano dell’uomo. L’associazione richiama l’attenzione non soltanto sull’azione di persone che uccidono o avvelenano gli animali, ma anche su comportamenti violenti che potrebbero essere collegati a nuove forme di emulazione, soprattutto tra le giovani generazioni. L’ipotesi sollevata dagli animalisti riguarda la possibilità che alcuni episodi siano legati alla volontà di filmare atti di crudeltà contro i gatti e successivamente diffondere le immagini attraverso internet. Si tratta di una spiegazione prospettata dall’associazione per una parte delle sparizioni, non di un collegamento accertato per tutti gli episodi segnalati. La preoccupazione riguarda quindi sia la violenza fisica sugli animali sia la possibile circolazione online di contenuti che mostrano maltrattamenti e uccisioni. Secondo AIDAA, la diffusione di questi materiali potrebbe alimentare ulteriori comportamenti di emulazione, contribuendo a rendere il fenomeno ancora più preoccupante.

Video di violenze sui gatti, AIDAA chiede controlli su Telegram e piattaforme social

Uno degli aspetti sui quali l’associazione concentra maggiormente l’attenzione è il possibile utilizzo dei social network e dei canali Telegram per condividere filmati di violenze contro gli animali. AIDAA ritiene necessario approfondire anche questa dimensione del fenomeno, chiedendo una particolare attenzione da parte dei soggetti incaricati dei controlli sulle piattaforme digitali. “Noi pensiamo che dietro a una parte di queste sparizioni ci possono essere gesti di emulazione e di violenza che vengono poi postati sui social ed in particolare sui canali Telegram e sulle piattaforme social per questo chiediamo una attenzione particolare alle forze preposte a controlli sui social dove spesso i gatti uccisi e seviziati dopo essere stati filmati vengono pubblicati con video che mostrano spesso tutta l’efferatezza della violenza. E non parliamo solo di siti cinesi ma anche di emulatori nostrani”. Le dichiarazioni dell’associazione mettono al centro il rapporto tra maltrattamenti sugli animali, diffusione di video violenti ed emulazione. Secondo gli animalisti, il problema non sarebbe circoscritto a contenuti provenienti da piattaforme straniere, ma potrebbe coinvolgere anche persone attive in Italia.