Lo spazio non è più soltanto una frontiera di esplorazione scientifica, ma il nuovo baricentro della geopolitica globale, della sicurezza e dello sviluppo industriale. In un momento in cui le grandi potenze mondiali – a partire dagli Stati Uniti – stanno ridisegnando le proprie strategie aerospaziali, l’Europa si trova di fronte a uno snodo cruciale: definire una linea comune per non dipendere da attori esterni e rivendicare un ruolo di primo piano nelle missioni del futuro. È in questo scenario che l’Italia, alla guida di turno dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), si prepara a ospitare un appuntamento decisivo per le sorti del settore nel Vecchio Continente.
“La prossima ministeriale intermedia dell’Agenzia Spaziale Europea si terrà a Roma il 15 dicembre. Laddove dovremmo decidere insieme cosa fare sull’esplorazione spaziale, dopo che gli Stati Uniti hanno rivisto la loro politica. Capire quindi come l’Europa possa costruire una politica capace di garantire un’autonomia strategica, sia per quanto riguarda i lanciatori, sia per le costellazioni satellitari e l’esplorazione lunare e su Marte”, ha affermato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dalla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Londra, a margine dell’incontro bilaterale con il Segretario di Stato britannico per le Imprese, l’Innovazione, la Scienza e il Commercio, Jonathan Reynolds. “Siamo presidenti di turno dell’ESA, di cui fa parte anche il Regno Unito, e con Reynolds abbiamo accennato alla politica spaziale”, aggiunge Urso, spiegando che l’Europa deve collaborare con gli Stati Uniti ma mantenendo ambizioni in prospettiva per le proprie politiche industriali e scientifiche nello spazio.
Verso il 15 dicembre: partnership internazionali e sovranità tecnologica
Le parole del Ministro Urso tracciano una rotta ben precisa: la cooperazione strategica con gli alleati storici, a partire dagli USA, resta un pilastro imprescindibile, ma deve camminare di pari passo con la sovranità tecnologica europea. L’asse bilaterale con il Regno Unito dimostra inoltre come l’ESA sappia andare oltre i confini politici dell’Unione Europea per fare massa critica sul piano scientifico e industriale. L’appuntamento di Roma del 15 dicembre rappresenta quindi molto più di una semplice riunione tecnica: sarà il banco di prova su cui l’Europa misurerà la propria capacità di investire sul futuro, dai lanciatori di nuova generazione fino alle ambizioni su Luna e Marte.
