Il porto di Taranto diventa il primo in Italia a dotarsi di una Comunità Energetica Rinnovabile Portuale. È stata ufficialmente costituita oggi, sotto l’egida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, NET – New Energy Taranto, un’iniziativa che punta a trasformare lo scalo ionico in un polo energetico attraverso la produzione, la condivisione e l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Il progetto rappresenta un passaggio significativo nel percorso di decarbonizzazione e transizione energetica del porto di Taranto, con una caratteristica particolarmente importante: il coinvolgimento non riguarda soltanto le imprese e gli operatori portuali, ma si estenderà anche alle famiglie residenti nei quartieri più vulnerabili situati nelle aree di collegamento tra il porto e la città.
La nascita di NET – New Energy Taranto si fonda su un patto condiviso con gli stakeholder del territorio, con l’obiettivo di tradurre gli indirizzi strategici in materia di sostenibilità in un modello di collaborazione tra attività economiche, associazioni e comunità locale. L’iniziativa intende rafforzare il ruolo del porto come polo energetico, affiancando alle esigenze di sviluppo delle attività portuali una dimensione ambientale e sociale che comprende anche il contrasto alla povertà energetica.
Taranto, nasce NET: 12 stakeholder nella prima Comunità Energetica Rinnovabile Portuale italiana
La nuova Comunità Energetica Rinnovabile Portuale di Taranto conta già sull’adesione di 12 stakeholder, tra imprese che operano all’interno dello scalo e associazioni appartenenti alla rete dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio. La partecipazione di soggetti con attività e competenze differenti costituisce la base del modello di collaborazione attraverso il quale NET intende perseguire gli obiettivi energetici e ambientali individuati. Tra le imprese aderenti figurano Gap Energy Italia 1 s.r.l., Baja delle Sirene s.n.c. di Santamato Arcangelo e Vincenzo & C., M-LOG s.r.l., Pentashipping s.r.l., Peyrani Sud s.p.a., Gruppo Ormeggiatori dei Porti di Taranto e Gallipoli Soc. Coop S.C., Mantua & De Iacovo Shipping s.r.l., Bio-Consulting s.r.l. e Barion s.r.l.. Alla Comunità partecipano anche Jonian Dolphin Conservation e A.P.S. Officina Maremosso, associazioni della rete dell’AdSP attive nel territorio più prossimo all’ambito portuale. La presenza di queste realtà contribuisce ad ampliare la dimensione del progetto oltre le attività strettamente economiche dello scalo, rafforzando il collegamento con il contesto cittadino.
Energia rinnovabile condivisa, autoconsumo e contrasto alla povertà energetica: gli obiettivi di NET
Al centro dell’iniziativa si trova la volontà di agevolare e rafforzare la produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili, favorendone lo scambio e l’accumulo all’interno della Comunità. NET si propone inoltre di promuovere l’autoconsumo collettivo, attraverso un modello energetico basato sulla partecipazione di soggetti che condividono obiettivi e opportunità legati all’impiego delle fonti rinnovabili. Un altro elemento centrale riguarda l’efficientamento energetico e la riduzione dei consumi.
La Comunità intende incoraggiare nuove modalità di utilizzo dell’energia, affiancando alla produzione da fonti sostenibili una maggiore attenzione all’efficienza delle attività coinvolte. In questo quadro rientra anche l’obiettivo di favorire l’accettabilità sociale delle fonti rinnovabili e degli impianti destinati alla loro produzione, attraverso un percorso che coinvolga direttamente il territorio. La dimensione sociale costituisce una parte integrante del progetto. Tra le finalità di NET figura infatti il contrasto alla povertà energetica, un obiettivo che lega la transizione del porto alle esigenze delle comunità residenti nelle aree circostanti. La costituzione della Comunità rappresenta così l’avvio di un percorso che punta a coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo delle attività portuali e inclusione sociale.
Tamburi, Città Vecchia e Porta Napoli: anche le famiglie entreranno nella Comunità Energetica
Una delle novità più significative riguarda l’ingresso previsto di famiglie residenti nei quartieri Tamburi, Città Vecchia e Porta Napoli, territori individuati tra le aree vulnerabili di collegamento tra il porto e la città di Taranto. Nei prossimi giorni alcune famiglie formalizzeranno la propria adesione a NET, ampliando la partecipazione al progetto oltre il mondo delle imprese e delle associazioni. Il coinvolgimento dei residenti conferma la vocazione inclusiva della Comunità Energetica Rinnovabile Portuale e la volontà di attribuire all’iniziativa un impatto sociale concreto. La partecipazione delle famiglie si inserisce infatti tra gli strumenti attraverso i quali NET intende perseguire gli obiettivi di condivisione dell’energia e contrasto alle condizioni di vulnerabilità energetica. La Comunità non sarà limitata agli aderenti iniziali. NET resterà aperta a nuove adesioni da parte di imprese, associazioni e famiglie ricadenti nelle aree individuate, che potranno valutare l’opportunità di entrare a far parte dell’iniziativa. Si tratta di un’impostazione che consente di ampliare progressivamente la rete dei partecipanti, mantenendo il collegamento tra le attività del porto e il territorio circostante.
Il presidente Gugliotti: “una svolta nella storia del porto”
A sottolineare la portata dell’iniziativa è Giovanni Gugliotti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, che evidenzia il valore del percorso condiviso e della collaborazione istituzionale che ha accompagnato la costituzione di NET. “Questa operazione, dai contenuti sostanziali e pragmatici – sottolinea Giovanni Gugliotti – segna una svolta nella storia del porto, sia per il metodo basato su un consenso preventivo e diffuso, sia per l’individuazione di obiettivi sinergici fra porto e comunità locale. Il risultato odierno è frutto di una collaborazione intensa con il Gestore dei Servizi Energetici – GSE, che ha affiancato la struttura nei mesi scorsi e al quale va il mio personale ringraziamento”. Le parole del presidente richiamano due aspetti fondamentali del progetto: il coinvolgimento preventivo degli stakeholder e la definizione di obiettivi condivisi tra l’infrastruttura portuale e la comunità locale. Il percorso che ha portato alla nascita di NET è stato accompagnato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che ha affiancato la struttura dell’Autorità di Sistema Portuale nei mesi precedenti alla costituzione.
Porto di Taranto e GSE: il protocollo del 2025 e il modello replicabile in Italia
La collaborazione istituzionale alla base del progetto ha preso forma nel 2025, quando l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio è diventata la prima in Italia a sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Gestore dei Servizi Energetici per ricevere supporto nelle attività legate alla transizione energetica. L’accordo ha rappresentato un passaggio preparatorio per lo sviluppo delle iniziative in questo ambito e costituisce uno dei riferimenti del percorso che ha condotto alla nascita di NET. La collaborazione con il GSE proseguirà anche nelle successive fasi di funzionamento e gestione della Comunità Energetica Rinnovabile Portuale. L’obiettivo è sviluppare un modello di comunità energetica portuale replicabile a livello nazionale, utilizzando l’esperienza di Taranto come riferimento per iniziative analoghe negli altri porti italiani. La prospettiva delineata dall’Autorità di Sistema Portuale attribuisce dunque al progetto un significato che supera l’ambito locale, inserendolo nel percorso di trasformazione energetica del sistema portuale italiano.
Porti verdi e transizione energetica: il progetto NET nel POT 2026-2028
La costituzione della prima Comunità Energetica Rinnovabile Portuale italiana si inserisce nella strategia europea per i porti verdi, recepita nella programmazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio attraverso il Piano Operativo Triennale (POT) 2026-2028, approvato dal Porto di Taranto nel marzo 2026. Il documento di programmazione ha individuato nella transizione energetica uno degli ambiti di sviluppo dello scalo ionico, anticipando di fatto un obiettivo successivamente assegnato ai presidenti delle Autorità di Sistema Portuale nazionali dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il riferimento è alla Direttiva MIT 102/2026, che prevede “la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) in ambito portuale, con il coinvolgimento in particolare dei terminalisti, mediante l’adozione dell’atto formale di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale finalizzato alla costituzione della CER e all’avvio delle consultazioni con gli operatori interessati”.
Con la nascita ufficiale di NET – New Energy Taranto, lo scalo ionico dà quindi attuazione a un obiettivo già inserito nella propria programmazione strategica e coerente con gli indirizzi nazionali ed europei in materia di sostenibilità portuale. Il prossimo passaggio annunciato riguarda l’adesione formale delle famiglie dei quartieri Tamburi, Città Vecchia e Porta Napoli, mentre resterà aperta la possibilità di ingresso per altri soggetti appartenenti alle aree individuate. Parallelamente, la collaborazione con il GSE accompagnerà il funzionamento e la gestione della Comunità, nell’ambito del percorso finalizzato allo sviluppo di un modello energetico portuale applicabile anche in altre realtà italiane.
