Questa mattina una serie di scosse sismiche di notevole intensità, comprese tra magnitudo 5.2 e 6.4, ha interessato una vasta porzione dell’Africa Orientale, risvegliando l’attenzione delle autorità locali e della popolazione. Il Centro Sismologico Euro-Mediterraneo ha localizzato l’epicentro del fenomeno ad Ushirombo, un centro situato in Tanzania nella regione che si affaccia sul bacino del Lago Vittoria, a circa 300 km di distanza da Kigali. L’energia sprigionata in profondità si è propagata velocemente per centinaia di km, facendo tremare i palazzi e le abitazioni in ben 4 nazioni. I sismografi e i cittadini hanno registrato i movimenti tellurici in metropoli come la capitale del Ruanda, Kigali, quella del Burundi, Bujumbura, spingendosi a Est fino a Nairobi in Kenya e a Nord verso Kampala in Uganda.
Le cause geologiche e la spaccatura del continente
I terremoti in questa zona del pianeta non rappresentano un evento anomalo, essendo strettamente legati a dinamiche geologiche ben precise che interessano la crosta terrestre. L’intera porzione di territorio africano che si estende da Nord verso Sud è attraversata dal sistema della Great Rift Valley, una gigantesca fossa tettonica dove il continente si sta lentamente separando in 2 placche distinte: quella nubiana a Ovest e quella somala a Est. Questo processo di allontanamento genera costanti tensioni nelle rocce sotterranee, le quali, quando raggiungono il loro punto di rottura, liberano energia sotto forma di onde sismiche. La regione del Lago Vittoria si trova incastonata proprio tra i 2 rami principali di questo imponente sistema di fratture, una zona in cui i fisiologici assestamenti della terra sono necessari per bilanciare le spinte tettoniche. Si tratta di un meccanismo naturale che procede gradualmente da milioni di anni e che fa parte della normale evoluzione geologica del continente africano.
La sismicità storica della regione del Lago Vittoria
Guardando agli archivi sismologici, l’Africa Orientale possiede una lunga storia di movimenti tellurici che conferma la naturale dinamicità del suo sottosuolo. Sebbene gran parte degli eventi quotidiani registri magnitudo molto contenute, la zona ha vissuto in passato episodi significativi del tutto paragonabili alla 1ª scossa registrata questa mattina. Un precedente molto noto nella stessa area è il terremoto di magnitudo 5.9 che nel 2016 ha colpito la regione tanzaniana di Kagera, situata anch’essa sulle sponde del Lago Vittoria, le cui onde sismiche vennero chiaramente percepite in tutte le nazioni limitrofe. I dati raccolti con precisione negli ultimi decenni mostrano che la frequenza dei terremoti si concentra abitualmente lungo le faglie principali orientate da Nord verso Sud, rendendo l’attività sismica una caratteristica ambientale ampiamente nota ai Paesi dell’area.
