Terremoto Centro Italia, gli ingegneri delle Marche chiedono controlli più severi nei cantieri: “la ricostruzione non può fermarsi”

La Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche incontra il Commissario Guido Castelli e propone nuove misure per prevenire irregolarità, monitorare le imprese e garantire trasparenza e sicurezza nei lavori di ricostruzione post-sisma 2016

La ricostruzione dei territori del Centro Italia colpiti dal terremoto del 2016 deve proseguire senza interruzioni, ma con un rafforzamento dei controlli per garantire legalità, trasparenza e sicurezza nei cantieri. È questa la posizione della Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, che ha incontrato in videoconferenza il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli per affrontare le criticità emerse nelle recenti vicende giudiziarie e individuare nuove misure di prevenzione. La necessità di lasciare pieno spazio al lavoro della magistratura deve accompagnarsi, secondo la Federazione, alla volontà di non compromettere il percorso di rinascita che interessa Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. L’obiettivo è evitare che le problematiche emerse possano determinare ulteriori rallentamenti in un processo fondamentale per il futuro delle comunità colpite dal sisma.

L’incontro con il Commissario Guido Castelli e il confronto con le professioni tecniche

Alla riunione con il Commissario Guido Castelli, dedicata alla situazione della ricostruzione nelle Marche, hanno partecipato il presidente della Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri, Renato Morsiani, e Massimo Conti, referente degli ingegneri per la ricostruzione del Centro Italia. Presenti anche Alberto Romagnoli, componente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, i rappresentanti delle altre professioni tecniche e di ANCE Marche. Il confronto ha consentito di condividere le principali problematiche legate alla gestione dei lavori e di affrontare le possibili iniziative per rafforzare la vigilanza sulle attività di ricostruzione. Al centro della discussione, in particolare, la necessità di individuare strumenti capaci di prevenire eventuali irregolarità attraverso un monitoraggio più efficace delle imprese impegnate nei cantieri, senza introdurre ostacoli che possano compromettere l’avanzamento degli interventi.

Ricostruzione nelle Marche, l’accelerazione degli ultimi due anni e le criticità nel Maceratese

La Federazione ha evidenziato come, negli ultimi due anni, il processo di ricostruzione post-terremoto abbia registrato una significativa accelerazione. Un risultato sostenuto anche dal confronto costante tra la Struttura commissariale, gli Uffici speciali per la ricostruzione, i professionisti e le imprese coinvolte negli interventi. Le recenti criticità, emerse soprattutto in alcune aree del Maceratese, rendono necessario un rafforzamento delle attività di prevenzione e vigilanza. Allo stesso tempo, gli ingegneri sottolineano l’importanza di salvaguardare i progressi raggiunti, evitando che le vicende giudiziarie possano tradursi in nuovi ritardi per cittadini, famiglie e comunità interessate dalla ricostruzione. La posizione della Federazione punta dunque a conciliare due esigenze: garantire il pieno rispetto della legalità e mantenere la continuità di un percorso che coinvolge il recupero delle abitazioni, dei servizi e delle attività economiche nei territori terremotati.

Controlli sulle imprese e monitoraggio dei cantieri: le proposte degli ingegneri

Uno degli aspetti centrali emersi durante l’incontro riguarda la necessità di compiere un salto di qualità nei controlli preventivi sulle attività di ricostruzione. La Federazione propone di migliorare l’utilizzo delle informazioni disponibili presso le Casse Edili, il sistema ANCE e le amministrazioni competenti, attraverso analisi condotte nel rispetto delle rispettive competenze e della normativa sulla protezione dei dati. Un ulteriore intervento riguarda il monitoraggio dei tempi di esecuzione dei lavori e dei carichi di lavoro delle imprese. L’attenzione è rivolta alla possibilità di verificare con maggiore efficacia l’andamento degli interventi e le attività delle aziende coinvolte nei diversi cantieri della ricostruzione. Si tratta di strumenti che, secondo la Federazione, possono contribuire a rafforzare la prevenzione, migliorando la capacità di controllo sull’organizzazione e sull’esecuzione dei lavori.

Badge di cantiere, qualificazione delle maestranze e tracciabilità delle presenze

Tra le misure proposte assume particolare importanza anche la valorizzazione e l’implementazione del badge di cantiere, considerato uno degli strumenti utili a migliorare la trasparenza delle attività lavorative. La Federazione richiama inoltre la necessità di rafforzare la qualificazione delle maestranze e la tracciabilità delle presenze nei cantieri, due aspetti strettamente collegati alla sicurezza e alla corretta gestione degli interventi. L’attenzione non riguarda soltanto le imprese affidatarie dei lavori, ma anche la necessità di assicurare che le attività di ricostruzione siano svolte da personale qualificato, in un contesto caratterizzato da controlli adeguati e da una maggiore possibilità di verificare le presenze effettive nei luoghi di lavoro.

Un documento condiviso da presentare al Commissario Castelli

Le proposte affrontate durante la videoconferenza confluiranno in un documento operativo che sarà predisposto congiuntamente dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche e dalle altre professioni tecniche regionali presenti all’incontro. La decisione nasce dalla condivisione delle problematiche individuate e dalla volontà di elaborare soluzioni comuni per migliorare il sistema dei controlli. Il documento sarà quindi sottoposto tempestivamente al Commissario straordinario Guido Castelli, con l’obiettivo di contribuire concretamente al rafforzamento delle procedure di prevenzione e vigilanza. La prospettiva indicata dai professionisti è quella di una ricostruzione caratterizzata da tempi affidabili, imprese qualificate, cantieri sicuri e piena tutela delle risorse pubbliche. Una linea che punta a mantenere l’efficienza degli interventi senza rinunciare alle garanzie necessarie per assicurare la regolarità delle attività.

Terremoto 2016, legalità e rapidità per il futuro dei territori colpiti

Il confronto tra la Federazione, le professioni tecniche, ANCE Marche e la Struttura commissariale ribadisce la centralità della ricostruzione post-sisma 2016 per il rilancio delle aree terremotate del Centro Italia. Restituire case, servizi, attività economiche e prospettive di futuro ai territori colpiti resta la priorità di un processo che deve continuare a procedere attraverso la collaborazione tra istituzioni, tecnici e imprese. Il principio ribadito dalla Federazione è che legalità e rapidità debbano avanzare insieme: il rafforzamento della trasparenza, della sicurezza e dei controlli preventivi deve accompagnare il completamento della ricostruzione, tutelando le risorse pubbliche e garantendo continuità agli interventi.