Virus dei conigli, in Veneto stop quasi totale alla caccia alla lepre: il divieto si estende a gran parte della regione

La diffusione della mixomatosi spinge la Regione ad ampliare le restrizioni dal 7 al 30 novembre coinvolgendo altri 12 ambiti territoriali di caccia e 7 comprensori alpini

La diffusione della mixomatosi in Veneto, conosciuta anche come “virus dei conigli”, porta a un blocco pressoché totale della caccia alla lepre sul territorio regionale. A partire da domani, sabato 7 novembre 2026, entrerà in vigore un nuovo provvedimento del presidente della Regione Veneto che estende il divieto di caccia alla lepre comune ad altri 12 ambiti territoriali di caccia e a 7 comprensori alpini. La decisione arriva in seguito all’ulteriore diffusione della malattia nella popolazione della lepre comune e amplia sensibilmente le restrizioni già introdotte alla fine di ottobre. Il nuovo divieto resterà in vigore fino al 30 novembre, interessando una parte sempre più estesa del territorio regionale.

Mixomatosi in Veneto, dal 7 novembre il divieto di caccia si estende a nuove aree

Il nuovo decreto del presidente della Regione Veneto prevede l’estensione del divieto di caccia alla lepre a ulteriori 12 ambiti territoriali di caccia, identificati dalle sigle VE01, PD02, PD03, VI02, VR01, VR03, VR04, TV01, TV02, TV07, TV09 e TV10. Le nuove restrizioni riguardano anche 7 comprensori alpini, identificati dalle sigle VR15, VI20, TV03, TV08, TV10, TV13 e TV28. In tutte queste aree il divieto scatterà sabato 7 novembre e resterà valido fino al 30 novembre. L’ampliamento delle zone interessate è legato all’estendersi della diffusione della mixomatosi nella popolazione della lepre comune, fenomeno che ha determinato la necessità di introdurre ulteriori limitazioni all’attività venatoria.

Virus dei conigli, le prime restrizioni erano già scattate il 30 ottobre

Il provvedimento rappresenta un ulteriore ampliamento delle misure già adottate dalla Regione Veneto. Un primo divieto di caccia alla lepre era infatti entrato in vigore lo scorso 30 ottobre, coinvolgendo 12 ambiti territoriali di caccia e un comprensorio alpino. In particolare, le precedenti restrizioni interessavano gli ambiti territoriali RO01, RO02, RO03, PD04, VE02, VE03, VE04, VR05, VR06, TV03, TV05 e TV06, oltre al comprensorio alpino TV14. Con il nuovo decreto, dunque, alle aree già sottoposte al divieto se ne aggiungono altre 19, tra ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini. L’estensione testimonia quanto la diffusione della malattia abbia inciso sulle decisioni relative all’attività venatoria nella regione.

Caccia alla lepre in Veneto, il blocco interessa quasi tutti gli ambiti territoriali

Il dato più significativo riguarda la dimensione complessiva delle restrizioni. In Veneto gli ambiti territoriali di caccia sono complessivamente 28 e, considerando i provvedimenti adottati il 30 ottobre e quello in vigore dal 7 novembre, 24 ambiti territoriali risultano interessati dal divieto. Si tratta quindi di un blocco pressoché completo della caccia alla lepre in Veneto, con restrizioni che coinvolgono la grande maggioranza degli ambiti territoriali regionali e diversi comprensori alpini. L’estensione delle limitazioni rappresenta una conseguenza diretta della diffusione della mixomatosi nella popolazione della lepre comune. Il nuovo provvedimento stabilisce come termine delle ulteriori restrizioni il 30 novembre 2026, segnando un’ulteriore fase nell’applicazione dei divieti venatori sul territorio veneto.