Salgono a 790 i casi confermati di West Nile Virus in Italia dall’inizio dell’anno, con 61 decessi e una circolazione del virus documentata in 88 province appartenenti a 20 regioni. È il dato più significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del sistema nazionale di sorveglianza sulle arbovirosi, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), relativo al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 3 novembre 2026. Il quadro epidemiologico evidenzia anche un incremento delle infezioni da Dengue, che raggiungono quota 376, con 76 casi di trasmissione autoctona. Restano invece invariati i dati relativi a Chikungunya e Zika virus, mentre sono 19 le infezioni segnalate da Usutu virus.
West Nile Virus in Italia: 790 casi confermati e 61 decessi
Il West Nile Virus (Wnv) continua a rappresentare il fenomeno più rilevante nel quadro delle arbovirosi monitorate sul territorio nazionale. Secondo il bollettino settimanale dell’ISS, i casi confermati nell’uomo sono passati dai 787 della settimana precedente agli attuali 790, con un incremento di tre infezioni. Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità registra “790 casi confermati di infezione da West Nile Virus (Wnv) nell’uomo (787 nel report precedente), di cui 424 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (di cui 5 casi importati: 1 Maldive, 1 Francia, 1 Belgio, 1 Grecia e 1 Olanda), 96 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 264 casi di febbre (2 casi importati: 1 Burkina Faso, 1 Grecia), 5 casi con altri sintomi e 1 caso asintomatico. Tra i casi confermati sono stati notificati 61 decessi (di cui 1 in un caso importato)”. Particolarmente significativo è il numero delle forme neuroinvasive, che rappresentano 424 delle 790 infezioni complessivamente confermate. I casi comprendono anche cinque infezioni importate, con luoghi di esposizione individuati nelle Maldive, in Francia, Belgio, Grecia e Olanda. Accanto alle manifestazioni neuroinvasive, il sistema di sorveglianza ha identificato 264 casi di febbre da West Nile, tra cui due infezioni importate, rispettivamente dal Burkina Faso e dalla Grecia. Sono inoltre stati rilevati 96 casi asintomatici tra i donatori di sangue, cinque casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico.
West Nile, 61 morti e letalità del 14,3% nelle forme neuroinvasive autoctone
Il bilancio dei decessi associati al West Nile Virus resta fermo a 61 morti, lo stesso numero riportato nell’aggiornamento della settimana precedente. Tra le persone decedute figura anche un caso di infezione importata. Un altro indicatore rilevante riguarda la letalità delle forme neuroinvasive autoctone, che si attesta al 14,3%. Il valore risulta inferiore rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2025, quando aveva raggiunto il 19,6%, con una differenza di 5,3 punti percentuali. La percentuale si riferisce specificamente ai casi neuroinvasivi autoctoni finora segnalati e confermati e non alla totalità delle infezioni da West Nile rilevate in Italia.
West Nile diffuso in 88 province italiane di 20 regioni
Il quadro della diffusione geografica conferma l’ampia circolazione del virus sul territorio nazionale. Secondo i dati dell’ISS, sono 88 le province nelle quali è stata dimostrata la circolazione del West Nile Virus, distribuite in 20 regioni italiane. Si tratta di un dato che evidenzia l’estensione territoriale del fenomeno, accanto al numero complessivo delle infezioni umane confermate e alla presenza di forme cliniche differenti, dalle manifestazioni febbrili fino ai casi neuroinvasivi.
Dengue in Italia, i casi salgono a 376: aumentano le infezioni autoctone
In crescita anche i contagi da Dengue. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 3 novembre, il sistema nazionale di sorveglianza ha registrato 376 casi confermati, rispetto ai 369 riportati nel precedente bollettino settimanale. L’incremento è quindi di sette infezioni. Tra i casi complessivamente confermati, 76 sono autoctoni, mentre gli altri 300 risultano associati a viaggi all’estero. Anche le infezioni contratte localmente sono aumentate rispetto alla precedente rilevazione, quando erano 73: si registrano dunque tre casi autoctoni in più. Per quanto riguarda le infezioni associate ai viaggi internazionali, il 51% presenta come luogo di esposizione le Maldive. Non sono stati segnalati decessi correlati alla Dengue nel periodo considerato.
Dengue, cinque focolai di trasmissione locale e due casi senza collegamenti epidemiologici
Uno degli aspetti più importanti emersi dalla sorveglianza riguarda la presenza di focolai di Dengue sul territorio italiano, a conferma della trasmissione locale documentata attraverso i casi autoctoni. Il bollettino dell’ISS precisa che “i casi autoctoni sono riconducibili a 5 focolai di trasmissione locale e a 2 ulteriori casi che, allo stato attuale delle indagini, non risultano epidemiologicamente collegati ad altri, né tra loro”. Il dato distingue quindi le infezioni riconducibili ai cinque focolai individuati da altri due episodi per i quali, sulla base delle indagini epidemiologiche attualmente disponibili, non è stato riscontrato un collegamento con ulteriori casi né una relazione tra i due episodi stessi.
Chikungunya, 30 casi confermati in Italia: un’infezione autoctona
Resta stabile la situazione relativa alla Chikungunya. Dall’inizio del 2026 al 3 novembre sono stati confermati 30 casi, un numero invariato rispetto al precedente aggiornamento. Di questi, un caso è autoctono, mentre le altre 29 infezioni sono associate a viaggi all’estero. Per il 34% dei casi importati, il luogo di esposizione indicato è rappresentato dalle Seychelles. Il sistema di sorveglianza non ha registrato decessi legati alla Chikungunya nel periodo preso in esame.
Zika virus, quattro infezioni confermate e nessun caso autoctono
Nessuna variazione neppure per lo Zika virus. Il numero delle infezioni confermate in Italia dall’inizio dell’anno rimane fermo a quattro casi. Tutte le infezioni risultano associate a viaggi all’estero e non sono stati notificati decessi. Anche in questo caso i dati restano invariati rispetto al bollettino della settimana precedente.
Usutu virus, 19 casi segnalati: Lombardia e Lazio le regioni con più infezioni
Il monitoraggio nazionale comprende anche le infezioni da Usutu virus, per le quali l’Istituto Superiore di Sanità segnala 19 casi nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 3 novembre. La distribuzione regionale riportata nel bollettino vede la Lombardia con il maggior numero di segnalazioni, pari a otto casi, seguita dal Lazio con quattro. Sono stati inoltre registrati due casi nelle Marche e due in Veneto, mentre Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte presentano un caso ciascuna. Nel dettaglio, l’ISS riferisce: “nello stesso periodo – riporta l’Iss – sono stati segnalati 19 casi di Usutu virus (8 Lombardia, 1 Friuli Venezia Giulia, 1 Emilia Romagna, 2 Marche, 4 Lazio, 1 Piemonte, 2 Veneto)”. Le segnalazioni interessano dunque sette regioni italiane, con una maggiore concentrazione numerica in Lombardia e Lazio.
