Un nuovo modello di zootecnia che superi la sola logica produttiva e integri intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale, benessere animale e ricerca scientifica. È questa la prospettiva delineata nel primo Manifesto per la zootecnica del XXI secolo, al centro del nuovo libro di Giuseppe Pulina, professore ordinario di Scienze Animali presso l’Università degli Studi di Sassari e presidente di Carni Sostenibili. Il volume, intitolato “Dieci brevi lezioni di zootecnica” e pubblicato da FrancoAngeli editore, è stato presentato oggi e raccoglie i principali risultati del percorso di ricerca del professore, proponendo una visione della disciplina capace di affrontare le sfide scientifiche, etiche, culturali e ambientali contemporanee. Alla presentazione, organizzata da Carni Sostenibili e FrancoAngeli editore, sono intervenuti Pietro Paganini, presidente di Competere e professore presso la Temple University, e Andrea Rosati, segretario generale della Federazione Europea di Scienze Animali. A moderare l’incontro è stato il giornalista ambientale Andrea Bertaglio.
Il Manifesto per la zootecnia del XXI secolo: quattro pilastri per il futuro degli allevamenti
Il principale elemento di novità del volume è la proposta di un Manifesto per la zootecnia del XXI secolo, concepito per ridefinire il ruolo delle scienze animali attraverso un approccio transdisciplinare. L’obiettivo è superare una visione limitata alla produttività degli allevamenti, riconoscendo la necessità di integrare conoscenze provenienti dalla fisiologia, dalla matematica, dall’ecologia, dall’economia, dall’informatica e dall’etica applicata. Il Manifesto individua quattro pilastri fondamentali sui quali costruire questa evoluzione. Il primo è la zootecnica sistemica, che considera l’animale come un organismo biologico complesso, inserito in un sistema di relazioni, anziché come una semplice macchina produttiva. Il secondo è la sostenibilità digitale, fondata sull’impiego dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie innovative per affiancare il lavoro degli allevatori, senza sostituire il ruolo dell’esperienza e dell’intervento umano. Il terzo pilastro riguarda il contrasto alla disinformazione, attraverso la valorizzazione di dati scientifici verificabili e la trasparenza delle filiere produttive. Il quarto è rappresentato dal principio del benessere globale, One Welfare, che riconosce l’interconnessione tra salute degli animali, benessere delle persone e condizioni ambientali. Una prospettiva che colloca la produzione animale all’interno di un sistema più ampio, nel quale gli aspetti sanitari, ecologici e sociali devono essere considerati congiuntamente. Alla base del progetto vi è la volontà di riportare la razionalità scientifica e la trasparenza dei dati al centro del dibattito pubblico sulla zootecnia, in un contesto caratterizzato da posizioni spesso contrapposte sul ruolo degli allevamenti e delle proteine animali nell’alimentazione.
Zootecnia e ricerca scientifica: oltre 500 riviste e fino a 60mila studi ogni anno
La necessità di una maggiore divulgazione delle scienze animali emerge anche dalle dimensioni della produzione scientifica internazionale. Secondo i dati indicizzati in Scopus, uno dei principali database della letteratura scientifica, dal 2024 a oggi si contano oltre 500 riviste scientifiche nella categoria “Animal Science and Zoology”. Un numero destinato ad aumentare di diverse centinaia di pubblicazioni considerando anche le discipline affini. Ogni anno, a livello mondiale, vengono pubblicati tra 50.000 e 60.000 articoli scientifici riguardanti questo ambito di ricerca, mentre il patrimonio complessivo dei lavori indicizzati supera ampiamente un milione e mezzo di articoli. La comunità scientifica coinvolta comprende centinaia di migliaia di studiosi impegnati nell’analisi di tematiche che spaziano dalla produzione animale alla salute, dall’economia alla sostenibilità, fino alla sicurezza alimentare. Nonostante questa intensa attività di ricerca e le numerose interconnessioni con settori fondamentali della società, la zootecnia contemporanea rimane una disciplina poco raccontata al di fuori degli ambienti specialistici. La carenza di una consolidata tradizione divulgativa rappresenta uno degli aspetti sui quali Pulina intende intervenire con il suo libro, traducendo la complessità delle conoscenze scientifiche in un percorso accessibile senza rinunciare al rigore dei contenuti. “Le scienze animali del XXI secolo non possono più essere guidate da una semplice logica produttivistica, né da letture ideologiche. La zootecnia conserva una funzione culturale enorme: mantenere vivo il rapporto concreto con il vivente, ricordando a una società sempre più dematerializzata che il cibo, il corpo e la nostra stessa sopravvivenza dipendono da cicli biologici materiali e complessi che non possono essere virtualizzati o sostituiti“, spiega Giuseppe Pulina.
Intelligenza artificiale e allevamenti: il ruolo della Precision Livestock Farming
Tra gli aspetti affrontati nel libro assume particolare rilievo l’evoluzione tecnologica della produzione animale. Il percorso ricostruito da Pulina parte dalle origini dell’allevamento e arriva alle prospettive della sostenibilità digitale, con l’introduzione della Precision Livestock Farming (PLF) e dei sistemi di intelligenza artificiale applicati alla zootecnia. L’impiego delle tecnologie digitali viene inserito in una visione nella quale l’innovazione deve sostenere l’attività degli allevatori, mantenendo centrale il contributo umano. Non si tratta, quindi, di considerare la trasformazione tecnologica come un processo autonomo rispetto alle competenze professionali, ma di integrarla con le conoscenze biologiche, gestionali e scientifiche necessarie alla conduzione degli allevamenti. Questa impostazione si collega direttamente al principio della zootecnica sistemica e alla concezione del benessere animale come parte di un equilibrio più ampio. La tecnologia diventa uno degli strumenti attraverso i quali affrontare le esigenze della produzione, tenendo conto delle implicazioni ambientali, sanitarie ed etiche che accompagnano l’attività zootecnica.
Proteine animali, alimentazione e sostenibilità: il valore culturale della zootecnia
Un altro tema centrale di “Dieci brevi lezioni di zootecnica” riguarda il ruolo delle proteine animali nell’alimentazione umana e il confronto sulle modalità della loro produzione. Il dibattito internazionale si sviluppa in un contesto nel quale, da una parte, cresce la domanda di proteine animali e, dall’altra, si consolidano posizioni fortemente contrapposte sulla sostenibilità e sulla necessità stessa di queste produzioni. Il volume propone di affrontare tali questioni attraverso un’analisi che tenga insieme gli aspetti scientifici, economici, ambientali e culturali, evitando di ridurre la complessità della disciplina a contrapposizioni ideologiche. In questa prospettiva, la zootecnia non viene considerata esclusivamente come un insieme di tecniche per ottenere prodotti di origine animale, ma come un campo di conoscenze che contribuisce alla comprensione dei rapporti tra esseri umani, animali e ambiente. Durante la presentazione, Pietro Paganini ha evidenziato il valore del lavoro di Pulina come strumento per approfondire questioni spesso affrontate attraverso interpretazioni semplificate. “Il libro di Giuseppe Pulina è un’opera unica nel suo genere: racconta la zootecnia come scienza fondamentale per il futuro dell’alimentazione, dell’ambiente e del benessere animale. Le proteine animali svolgono un ruolo essenziale nella nutrizione umana e la sfida è produrle sempre meglio, in modo più efficiente e sostenibile. Ma questo sistema così complesso oggi si deve confrontare con un mondo che premia ideologie e semplicismi. Il libro di Pulina è una risposta al semplicismo, non alla semplificazione. La differenza è decisiva: semplificare significa rendere comprensibile ciò che è complesso. Semplificare è un atto di responsabilità divulgativa. Pulina sceglie la forma della lezione proprio per questo: non per abbassare il livello del ragionamento, ma per accompagnare il lettore nella complessità. Gli offre strumenti, categorie, domande, connessioni. Non gli consegna slogan. Gli insegna a guardare meglio”, ha spiegato Pietro Paganini.
Il futuro delle scienze animali tra genetica, etica, economia e innovazione
La struttura del libro, articolata in dieci lezioni, consente di collegare la storia dell’allevamento alle trasformazioni che interessano oggi il settore. Il percorso sviluppato da Pulina mette in relazione genetica, alimentazione animale, economia, etica e innovazione tecnologica, delineando una concezione della disciplina che supera la distinzione tra conoscenze scientifiche e applicazioni produttive. La prospettiva proposta attribuisce alla zootecnia anche una funzione culturale: conservare e trasmettere la conoscenza dei sistemi biologici dai quali dipendono la produzione alimentare e numerose attività umane. Un ruolo che si affianca alle esigenze di efficienza e sostenibilità, contribuendo a definire gli orientamenti futuri della ricerca e della formazione nel settore. Su questo aspetto si è soffermato Andrea Rosati, segretario generale della Federazione Europea di Scienze Animali, sottolineando come il volume non si limiti a descrivere lo stato attuale della disciplina, ma individui anche le direzioni della sua evoluzione. “Pulina non si limita a descrivere cosa sia oggi la zootecnia: indica la direzione in cui deve andare. In società che tendono a dimenticare quanto dipendano dagli animali, questo libro restituisce alla disciplina un ruolo culturale oltre che produttivo. Tiene insieme genetica, alimentazione, etica, economia e innovazione, e offre a studenti, tecnici e lettori curiosi gli strumenti per pensare il futuro dell’allevamento“, ha concluso Andrea Rosati.
