Accadde oggi: l’11 settembre 2001 l’attacco terroristico alle Torri Gemelle, ecco che cosa è accaduto [GALLERY]

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Sono passati ben 16 anni dal drammatico attacco terroristico che ha visto New York piegata dal dolore, eppure il ricordo di chi ha vissuto quei momenti e le immagini impresse nella mente di chi l’ha visto solo attraverso foto e video sono ancora vividi e reali, e ripensarci equivale ad aprire vecchie ferite difficili da rimarginare. Erano le 8.45, ora di New York, quando nei cieli della metropoli americana comparve il primo aereo, partito da Boston a diretto a Los Angeles, che si schiantò su una delle due Twin Towers simbolo dell’economia americana. L’impatto del secondo aereo con l’altra torre avvenne alle 9:03 e molti assistettero in diretta all’evento, anche a migliaia di chilometri di distanza, dato che erano già presenti sul posto giornalisti di tutto il mondo.

Fu subito chiaro che i due aerei erano stati dirottati da terroristi facenti capo ad Al Qaeda, vasto gruppo guidato da Osama Bin Laden. I danni furono incommensurabili. Le torri del World Trade Center di Manhattan, ormai completamente in fiamme, crollarono nel giro di una manciata di minuti. Nello stesso momento anche il Pentagono subì il medesimo attacco ad opera di altri dirottatori. Anche in questo caso le conseguenze furono devastanti. Un quarto aereo, probabilmente diretto a Washington, verso la Casa Bianca, si schiantò su un campo della Pennsylvania, forse per volontà degli stessi passeggeri o forse perché venne individuato e abbattuto.

Al momento dell’attentato, tra chi lavorava negli uffici e i turisti presenti, all’interno dei due edifici di Manhattan c’erano quasi 20.000 persone. Le vittime, tra i civili e i militari presenti nel Pentagono, sono state circa 3000, più i diciannove dirottatori: 246 sui quattro aeroplani, 2.603 a New York e 125 al Pentagono. L’evento, oltre a piegare in due gli Stati Uniti d’America, colpì tutto il mondo, lasciando sotto shock anche chi aveva vissuto la tragedia indirettamente. Da quel momento, e oggi è più che evidente, le sorti del mondo cambiarono. Gli Stati Uniti, da sempre sulla difensiva, se non in attacco, in politica internazionale, diventarono ancora più duri e diretti. Le Borse di tutto il mondo subirono dei duri contraccolpi, individuati tra le cause della crisi economica che tutto il mondo sta ancora affrontando.

Anche le norme di sicurezza in materia di viaggi, soprattutto aerei, vennero intensificate non solo negli USA, ma anche in Europa e nel resto del mondo. Oggi l’assetto politico internazionale è ancora instabile e incerto come all’epoca, e il timore di un altro attentato simile è sempre dietro l’angolo, sebbene l’allerta e l’attenzione per prevenirlo siano sempre altissime. Alla luce poi degli ultimi attentati terroristici subiti dall’Europa, in particolare da Francia, Inghilterra, Germania e Spagna, è sempre più chiaro come i governi debbano fare i conti con una sicurezza nazionale che deve per forza aprirsi alla collaborazione e all’interazione con gli altri Stati. Le frange islamiche sempre più estremistiche, prima maggiormente organizzate, sono ora diventate come delle ‘mine vaganti’, e in quanto tali ancora più pericolose. Passare dal dirottare un aereo, operazione elaborata e con un costo non indifferente, a lanciare un furgone in mezzo alla folla equivale probabilmente ad un indebolimento delle organizzazioni terroristiche, ovvero a una minore possibilità di azione. Ma proprio per questo il pericolo sembra potersi nascondere ovunque.

E gli attentati sono cambiati anche nelle motivazioni che spingono gli attentatori stessi. Nel caso dell’11 settembre si è trattato di kamikaze, che in nome di Allah si sono immolati per una causa a loro avviso giusta. Oggi invece, come nei recenti fatti di Barcellona, gli attentatori si danno alla fuga, dimostrando doppia vigliaccheria e motivazioni sempre più lontane dalla religione, se mai siano state di natura religiosa. Far vivere l’Occidente nella paura è uno dei loro obiettivi. E la paura, checché se ne dica, c’è. Ma le nostre vite proseguono e proseguiranno come sempre. Ed è questa l’unica arma che abbiamo, noi comuni cittadini, per affrontare il terrorismo che ci sembra sempre più vicino e sempre più ‘dentro casa’.