Aigae, tutti gli itinerari: è boom di partecipazione

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“Le Giornate Nazionali delle Guide Ambientali Escursionistiche offriranno l’opportunità di immergersi nei Paradisi della nostra Italia. Tutti gli eventi totalmente gratuiti. Intanto è già boom di partecipazioni alle prime 30 escursioni”. Lo ha annunciato Filippo Camerlenghi, Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE.

“Per  tre giorni ci tufferemo nelle foreste più antiche d’Italia.  Pochi luoghi come quello che visiteremo sono caratterizzati da una così profonda correlazione tra storia umana e storia naturale. Si tratta delle foreste vetuste del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Escursioni dall’1 al 3 Giugno quando concluderemo presso la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, patrimonio dell’UNESCO”. Lo ha annunciato Stefano Belacchi, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE dell’Emilia – Romagna

 “Dagli antichi adoratori della dea Laverna, protettrice dei briganti e dei malfattori, dea delle grotte e del sottosuolo, ai celestiali seguaci di San Francesco che sopra a quelle grotte hanno creato il più sacro dei santuari. Vedremo tutto questo. Entreremo nel  “Bosco delle Fate” come viene chiamata la foresta che circonda la Rupe della Verna che oggi si conserva come uno dei più affascinanti esempi di foresta matura, popolata da alberi secolari, grandi mammiferi e minuscoli ma fondamentali insetti”.

 Sul Pollino  si trovano molluschi risalenti al Cretacico!

 “Le Rudiste erano Molluschi bivalvi a forma conica-cilindrica,  vissute esclusivamente nei mari caldi del Cretacico, contribuirono con i loro accumuli-sedimenti alla formazione dei depositi “calcari a Rudiste”, per tale motivo – ha dichiarato Marco Laino, Guida AIGAE e geologo –  vengono considerate ottimi fossili guida per le datazioni del Cretacico. Vivevano nei mari poco profondi dell’antica Tetide del Mesozoico. Nel Pollino come in buona parte dell’Appennino è possibile individuare grandi banchi fossiliferi che “raccontano” la storia geologica di queste montagne. Vedremo queste meraviglie il 2 Giugno”.

“Il 2 Giugno sarà un itinerario escursionistico immerso in una delle aree più suggestive del Pollino, la valle del Raganello – ha proseguito Silvio Carrieri, Guida AIGAE –  camminando tra particolari paesaggi geologici e risalendo La Falconara (1656m) che ci offrirà splendidi panorami sul Massiccio del Geoparco del Pollino.

Uno straordinario itinerario escursionistico che si svilupperà  nell’area delle grandi pareti calcaree della valle del Raganello, con la risalita della Timpa di San Lorenzo (1652 m) e della Falconara (1656 m). Paesaggi mozzafiato che raccontano la storia geologica del Pollino.

 Le grandi pareti calcaree, spettacolari monoclinali, denominati “timpe”, sono tra i più suggestivi paesaggi rocciosi del territorio del Pollino. La Timpa di San Lorenzo, la Falconara, sono il cuore di roccia calcarea, affiorante, del Parco. Paesaggi maestosi, aridi, difficili ma affascinati, dove nidificano i grandi rapaci veleggiatori come l’Aquila reale, dove pascolano le capre e le pecore dei pochi pastori rimasti alle alte quote del Pollino e che nascondono le storie dei briganti dei tempi antichi.

L’itinerario “PETRE E TIMPE: PAESAGGI, GEOLOGIA E NATURA DEL GEOPARCO DEL POLLINO” si snoderà tra le pareti calcaree più imponenti, tra le “petre” termine dialettale per indicare genericamente gli ambienti rocciosi, sino a raggiungere gli affacci panoramici che dominano l’alta valle del torrente Raganello  consentendo di allungare lo sguardo verso la costa ionica calabrese e l’entroterra lucano”.

 C’è la Valle delle Tagliole – ai confini con la Toscana –  vedremo il passo di Annibale Claudia Borelli

“La Valle delle Tagliole è in provincia di Modena e la vedremo il 3 Giugno. La valle è stata percorsa fin dal tempo dei romani, per valicare l’Appennino: sul crinale della valle, al confine con la Toscana, si trova infatti il passo di Annibale – ha dichiarato Claudia Borelli, Guida AIGAE dell’Emilia – Romagna –  dove lo storico condottiero ha attraversato l’Appennino con gli elefanti.

Il sentiero “Le antiche orme” ci permetterà di riscoprire una storia più recente, a cavallo tra 1400 e 1900, quando la valle era densamente abitata ed erano presenti varie attività legate al bosco: abili falegnami, fabbricanti di cassette, produttori di calcina, ecc. Delimitato molto spesso da antichi muri a secco, il sentiero permette di ammirare altri testimoni silenziosi del tempo che scorre: alla partenza potremo ammirare un acero centenario, mentre a metà percorso faremo conoscenza con l’olmo più antico d’Italia, che ha ben 700 anni, una pianta davvero maestosa.

Per tutto il percorso attraverseremo uno splendido bosco di faggi, che nel periodo delle repubbliche marinare, venivano tagliati per fare lunghi remi usati nelle galere.

Insomma un percorso escursionistico, ma denso di storia locale e non solo, tutto all’interno del bosco”.

Il paleolago di Illegio nel Geoparco Transfrontaliero delle Alpi Carniche a Tolmezzo – DOMANI – DOMENICA 27 maggio – Con Fossili, Mulini del ‘600.

“Domani. 27 Maggio cammineremo sulla piana di Illegio, centro abitato di origine romana (Elecium) e comprenderemo genesi, evoluzione ed estinzione di un paleolago originatosi (circa 17.000 anni fa) a causa dello sbarramento glaciale del ghiacciaio del But e la successiva evoluzione morfologica dell’area. Attraverseremo il nucleo storico percorrendo la Via dei Mulini – ha dichiarato Luca Bincoletto, Guida AIGAE del Friuli – Venezia – Giulia –  testimone di un sistema produttivo scomparso e caratterizzato da 6 mulini ad acqua posti in serie e costruiti tra il ‘600 ed il ‘700 ed alimentati dalla sorgente perenne del Touf.

Continueremo, su facile sentiero storico, fino alla Pieve di San Floriano (IX-X secolo d.C.), posta sull’omonimo colle e facente parte del Cammino delle Pievi che collega le antiche pievi carniche ed è costituito da 20 tappe.

La Pieve di San Floriano, costituisce un belvedere geologico eccezionale lungo la Valle del T. But, e condizioni meteo permettendo, la nostra vista, potrà spaziaredalla scogliera carbonatica devoniana (400 milioni di anni fa) del gruppo del Monte Coglians verso nord, alla valle dell’alto corso del re dei fiumi alpini, il Fiume Tagliamento, verso sud.

Vedremo da vicino geositi importanti come Piega del Monte Amarianae Conoide di deiezione di Rivoli Bianchi con la finalità di comprensione delle interrelazioni esistenti tra essi ed i meccanismi geologici e geomorfologici della loro genesi ed evoluzione. Avremo modo di osservare la struttura a piega del Monte Amariana,prodotta dalle compressioni associate all’orogenesi alpina (Miocene – 10-15 milioni di anni fa) ed agentisu rocce sedimentarie carbonatiche di origine lagunare (Triassico sup. – 210 milioni di anni fa). Camminando sul Conoide di Rivoli Bianchi, comprenderemo la sua genesi ed evoluzione e gli interventi di sistemazione idraulico-forestale, realizzati dall’uomo a partire dagli anni 20’ del secolo scorso, ed atti alla protezione di strutture antropiche poste a valle. Inoltre, con pazienza e fortuna, entro le ghiaie e i blocchi rocciosi costituenti il conoide e derivanti dalla disgregazione del Monte Amariana, potremo rinvenire le tracce fossili triassiche di tappeti algali, gasteropodi e bivalvi”. 

Nei Paradisi dell’Italia  – domani in Piemonte la più bella colonia di Peonie

In Piemonte c’è la più Bella Colonia di Peonie. Domani, Domenica 27 Maggio, vedremo le  “carbonere” usate anticamente per trasformare la legna in carboni. Lungo il cammino la grande opportunità di osservare e filmare i forni in cui si cuocevano le rocce calcaree per ricavarne la calce.

“Fuori dal tempo arriveremo alla magnifica colonia delle peonie selvatiche (Paeonia officinalis L.) l’unica in Valsesia e senza eguali tra le rarissime in Piemonte e Val d’Aosta– ha affermato Gaetano Valle  coordinatore delle Guide AIGAE del Piemonte –  ma lungo il percorso vedremo tipiche case Valsesiane a formare uno dei più belli villaggi della Valsesia: Rassa. E poi ancora le “carbonere” in cui la legna veniva trasformata in carbone e i forni in cui si cuocevano le rocce calcaree per ricavarne la calce.

 

Il Borgo di Affi sul Lago di Garda – bellissimo !La battaglia di Napoleone – Lunedì 28 Maggio

“Saremo nell’entroterra meridionale del Lago di Garda, su una delle alture -il Monte Moscal-  più panoramiche sulla parte “più ampia” del Lago di Garda. Un’escursione a piedi nei più bei punti panoramici che si affacciano sul Garda meridionale. Zone plasmate millenni or sono dai ghiacciai, oggi modellate dall’uomo che ne ha fatto espressione ordinata di un’agricoltura moderna che regala prodotti da gustare e…da vivere! Ville di campagna, un eremo in lontananza – ha dichiarato Alessandro Tenca, Guida AIGAE del Veneto –  un romitorio circondato da olivi e vigneti; nel corso dell’escursione, conosceremo meglio i luoghi teatro della nostra passeggiata che ci porterà alla scoperta del magnifico centro storico di Affi medioevale, per poi salire lungo le pendici del Monte Moscal, con fantastici panorami su Affi e sul Lago di Garda.

Oltre a conoscere le caratteristiche naturalistiche e geomorfologihe dell’area in cui ci muoveremo, il fascino dell’uscita sarà incrementato dal fatto di esplorare quelli che prima sono stati i punti di osservazione dell’esercito francese durante la famosa battaglia di Rivoli nel 1797 (Napoleone batte l’Austria e dà inizio alla sua carriera di conquistatore)”.

In Toscana  

Venerdì 1 giugno 2018 – LE MURA DELL’ANNO 1000 – LA MAEREMMA

“In Toscana saremo tra Mura e Alberi millenari, perché questo paesino sconosciuto, Magliano, ma pieno di segreti…(non per niente Pino Daniele l’ ha scelto come dimora eterna…) è incastonato tra Storia e Natura incredibili. Dalle Mura dell’anno 1000 – ha dichiarato Daniela Pesce, Coordinatrice delle Guide AIGAE della Toscana –  che ancora sono camminabili offrendoci un panorama a 360° dall’Argentario all’interno della Maremma, all’Olivo della Strega, nascosto in un oliveto secolare che ha assistito a ben  3500 anni di eventi: vuole dire che era già li da prima che arrivassero gli Etruschi in Italia…!E vedeva le popolazioni dell’Antica Europa, quelle che già erano la Cultura mediterranea molto prima dei Greci, e che hanno lasciato tracce indelebili nella lingua, nelle tradizioni e nella toponomastica locale. Ma come è possibile vivere migliaia di anni?..In realtà gli alberi sono FATTI per vivere migliaia di anni…e purtroppo muoiono “bambini”. A spasso  per migliaia di anni, ragionando solo con questo metro di misura, decisamente fuori dalle abitudini mentali degli Homo Sapiens…Una passeggiata tranquilla adatta a tutti i curiosi di Natura e Storia intrecciate”.

Veneto –  sulle Dolomiti Bellunesi – 2 Giugno – la Foresta sopravvissuta – Saremo sul Monte Zervoi

“La foresta di Cajada, in fondo alla val Desedan, è talmente nascosta che si scorge a malapena dalla strada che sale per ripidi tornanti dalla valle del Piave. Appesa ad un antico terrazzo fluvio-glaciale, è uno dei tesori naturalistici e paesaggistici più suggestivi del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi , anche per la sua posizione defilata.  Noi la vedremo. Fonte di approvvigionamento di preziosi tronchi di abete bianco – ha dichiarato Andrea Pasqualotto, Guida AIGAE del Veneto –  abete rosso e faggio, è riuscita a mantenere la sua integrità nei secoli, e nel secondo dopoguerra è anche scampata a spregiudicati progetti di sviluppo turistico ed urbanistico. E’ un gioiello che va valorizzato, per questo ho deciso di proporre un itinerario che prima la attraversa, e poi permette di ammirarla in tutta la sua maestosità dall’alto. La meta dell’escursione sarà infatti la cima del Monte Zervoi, un privilegiato balcone panoramico nel cuore del gruppo della Schiara. Oltre alla foresta in tutta la sua ampiezza, dalla vetta è possibile ammirare l’anfiteatro dei versanti più selvaggi e meno noti del Serva, del Pelf e della Schiara”.    

Cicloescursione attraversando la Pianura a sud di Padova, il 2 Giugno – Vedremo le Terre d’Acqua

“Grazie ad una ciclo – escursione attraverseremo la pianura a sud di Padova. Il percorso sarà molto bello dal punto di vista paesaggistico, perché il fiume Bacchiglione scorre tra un’immensa campagna e le pendici del Parco Regionale dei Colli Euganei. I fiumi erano le vie del commercio  – ha dichiarato Lorenzo Cartisano, Guida AIGAE del Veneto –  e in questo territorio le merci erano costituite principalmente dalle trachiti dei Colli e dallo zucchero di barbabietola, che per questa via raggiungevano Venezia, e dal sale, che viaggiava in senso contrario. Vere e proprie autostrade d’acqua, fiumi e canali avevano anche molti altri scopi: fornivano acqua, sia potabile, sia per l’irrigazione di quegli appezzamenti che – con tanta fatica di operai e maestria di ingegneri – avevano permesso di bonificare; fornivano poi l’energia necessaria a muovere impianti molitori, follatoi, magli e, in tempi un po’ meno recenti, servirono da baluardo contro nemici di varia origine.

Ci fermeremo più volte lungo il percorso, per raccontare la complessità della rete fluviale, per conoscere la geologia e la natura di un territorio “lontano” dalle grandi reti viarie e per ricordare le tante storie che uniscono Padova ai centri minori, tutti di origine medievale, i cui toponimi sono esemplari: Ponte San Nicolò, Roncajette, Bovolenta, Pontemanco e Battaglia Terme, dove avremo la possibilità di visitare l’interessantissimo Museo della Navigazione Fluviale, vero scrigno di tesori e di memorie. Una terra rubata all’acqua, contesa tra Serenissima, Padova e Vicenza, dove l’uomo ha lasciato il segno … anche dal punto di vista architettonico: lungo il percorso vedremo tre importanti impianti idrovori, la conca di navigazione di Battaglia Terme, la bella Villa Grimani e il suggestivo Catajo … e molto altro ancora”.

In Emilia – Romagna i frutti che non ci sono più ma anche le vie di Matilde di Canossa con Castelli,boschi e fauna.

“Domani – Domenica 27 Maggio, in Emilia – Romagna – ha affermato Sebastiano Bisson, Guida AIGAE dell’Emilia – Romagna – andremo sulle tracce dei frutti perduti. A due passi dalla città, scopriremo un mosaico di ambienti che rappresentano, come un piccolo museo all’aperto, i principali caratteri della pedecollina bolognese e un prezioso ser­­batoio di biodiversità, in particolare per quanto riguarda gli alberi da frutto, con varietà rare e antiche. Il percorso ad anello includerà la sosta all’eremo di Ronzano, interessante centro religioso fondato nel XII secolo, punto panoramico sia in direzione della città, sia verso i primi rilievi appenninici a sud”.

In Emilia – Romagna da Vico a Rossena con  Matilde di Canossa – DOMANI 27 MAGGIO

“In Emilia – Romagna cammineremo tra castelli medioevali, boschi ombrosi, fauna selvatica.  Partendo da Reggio – Emilia, saremo in uno dei comprensori più suggestivi della prima collina reggiana, sito di interesse comunitario, passeggeremo parlando della flora e della fauna di un territorio di particolare interesse e della storia di una donna straordinaria. Evadere dallo stress quotidiano è un’esigenza sempre più sentita. Non è necessario percorrere grandi distanze – ha dichiarato Mario Giorgio Cuzzocrea, Guida AIGAE dell’Emilia – Romagna –  per dedicare a se stessi momenti di pausa. Poste a breve distanza dalla grande metropoli mitteleuropea, le colline reggiane ci possono regalare paesaggi incantevoli e luoghi di grande interesse storico e gastronomico, adatti a tutta la famiglia. Tra castelli medioevali, boschi ombrosi, fauna selvatica e cibo prelibato scopriremo luoghi che sono in grado di rasserenare l’anima e rinvigorire il corpo. L’obiettivo è quello di  promuovere nel territorio reggiano un turismo ambientale e sostenibile e soddisfare una domanda in continua crescita”.